Sab, 7 Febbraio 2026
CiclismoMetti una masterclass con Marco Villa: non solo Pista ad ACdB Museo

Metti una masterclass con Marco Villa: non solo Pista ad ACdB Museo

IL SENSO DI UN INCONTRO – A tu per tu con Marco Villa al Museo ACdB e nella sala conferenze di Palazzo Monferrato ad Alessandria – giovedì 4 dicembre 2025 – è stato molto più di un incontro con un tecnico e un campione: è stato un viaggio dentro la cultura del ciclismo, attraversando generazioni, territori, memorie e nuove sfide.

Una conversazione che ha visto la partecipazione attiva degli studenti dell’Istituto Volta coinvolti dalla dirigente scolastica Maria Elena Dealessi e dal professor Leonardo Russo, delle scuole di mtb I Cinghiali di Novi Ligure e i bikers del Team Uà di Ovada, con i loro tecnici.

IL CUORE DEL CICLISMO: RAPPORTI UMANI E MESTIERE – Un incontro che ha messo al centro non soltanto i successi della pista italiana, ma ciò che li rende possibili: i rapporti umani, il mestiere, la fatica, la fiducia reciproca. È l’essenza del ciclismo, come ha ricordato Roberto Livraghi, direttore del Museo ACdB che festeggia i suoi primi 10 anni e vuole guardare al futuro aprendosi sempre di più ai giovani.

L’ATTESA DEL GIRO – Il talk si è svolto pochi giorni dopo l’annuncio del passaggio del Giro d’Italia ad Alessandria il 22 maggio 2026, un’attesa che ha già trasformato il clima della città. L’appuntamento di Alessandria Città delle Biciclette è stato partecipato ed effervescente come se si fosse già in primavera, attendendo il Giro che il 21 maggio conquisterà Novi Ligure e il 22 partirà dal capoluogo alessandrino verso Verbania.

LA SANA COMPETIZIONE – Il dibattito che ha acceso il Museo ha spaziato anche sulla «sana competizione che alza il livello di tutti», richiamando una delle espressioni di Marco Villa, tecnico di punta della Federciclismo premiato per la sua stagione 2025 e per una carriera olimpica in tutti i sensi. Il tecnico azzurro ha infatti ricordato che, «all’inizio del nostro percorso eravamo in pochi; quando il gruppo è cresciuto, prima di tutto a livello numerico, si è alzato il livello e sono arrivati i successi». E ha aggiunto un passaggio molto sentito sui valori che accompagnano la pista: «Fatica, lavoro e fiducia i valori alla base del ciclismo».

Sul tema sicurezza il tecnico ha spiegato che «è inutile cercare terreni di allenamento pericolosi: bisogna impegnarsi tutti per far vivere impianti dove allenarsi lontano dal traffico, soprattutto oggi, quando si è capito fisiologicamente che certi allenamenti possono essere costruiti ad hoc anche in pista. Non per forza andando a raggiungere una salita impegnativa che obbliga magari, prima, a una strada pericolosa».

I GIOVANI PROTAGONISTI – L’incontro si è aperto con le testimonianze di Pietro Pernigotti e Giacomo Dentelli, giovani talenti della Provincia che rappresentano con freschezza e determinazione il futuro del ciclismo italiano. Ne va fiero Fabio Pernigotti, responsabile provinciale FCI, che ha evidenziato la qualità del movimento giovanile locale e l’importanza di occasioni formative come questa.

Sport24h su Telegram
Entra nel canale ufficiale
Notizie essenziali, risultati in tempo reale e analisi selezionate. Niente spam. Solo sport.
Iscriviti al canale

PROFILI DI PIETRO E GIACOMO – Pietro Pernigotti, classe 2007, atleta polivalente della strada, della mtb e del ciclocross, ha raccontato il suo percorso segnato da due titoli regionali e da una crescita sportiva costruita sulle strade di Acqui, Ovada e Pasturana. Interessi fuori dal ciclismo ne ha pochi: vive di sport e amicizie. Il suo campione di riferimento è Mathieu Van derPoel.

Giacomo Dentelli, anche lui classe 2007, vincitore nel 2025 del Gran Premio Strade Bianche Juniores e della Medaglia d’Oro Alba Rosa, ha ripercorso le emozioni di una bella stagione e ha parlato del suo passaggio nel 2026 alla squadra Continental General Store–Essegibi–F.lli Curia.

Sono amici e rivali nello stesso tempo, come accadeva una volta. Pietro: «Per anni abbiamo corso uno contro l’altro, la sfida della domenica era quasi un appuntamento fisso». Nel raccontare la loro rivalità i ragazzi sorridevano. «Come vedere una sfida punto a punto fra Sinner e Alcaraz» ha detto Villa: è il bello dello sport.

MARCO VILLA, UNA VITA IN PISTA – Marco Villa, figura centrale del ciclismo italiano degli ultimi trent’anni, da atleta, due volte campione del mondo nell’Americana e bronzo olimpico a Sydney 2000, ha ricordato il proprio rapporto sportivo con Silvio Martinello, prima rivali e poi alleati in pista per conquistare successi e condividere un mestiere e l’amicizia.

Da tecnico è stato l’architetto del rilancio della pista italiana, dal sesto posto di Viviani a Londra 2012 al trionfo di Rio 2016, fino ai successi del quartetto azzurro e alle medaglie mondiali di Ganna, Milan, Guazzini e Consonni.

Nel talk Villa ha raccontato la sua esperienza di allenatore soffermandosi sul metodo, sulla forza della squadra e sull’importanza dei rapporti umani. Marco Villa ha fatto capire bene il rapporto che si instaura fra atleta e tecnico, ma ha spiegato che poi «tutto è nelle gambe e nella testa del campione». È emersa infatti la lunga amicizia con i suoi ciclisti: «La grande amicizia che li lega ha sempre preso il sopravvento. E rimane forte, ancora oggi». Alludendo ad Elia Viviani.

IL MESTIERE DEL CICLISMO – Sul tema del mestiere del ciclismo è intervenuto Massimo Rava di Mania Bike che, rivolgendosi ai ragazzi del Volta, ha spiegato: «La bicicletta ti dà molte opportunità nella vita. Il mio negozio era poco più di una bottega-officina; oggi è uno showroom attrezzato con officina Shimano e il prossimo anno festeggeremo i 30 anni».

Un contributo importante è arrivato anche dal fisioterapista Michele Pallini, che è stato massaggiatore di fiducia di Vincenzo Nibali e continua a lavorare con team internazionali di alto livello. Ha offerto uno sguardo dall’interno sulle squadre professionistiche: «Il mondo è molto cambiato, l’organizzazione è migliorata, le strutture e le competenze sono cresciute. Ma la parte psicologica è delicatissima, soprattutto per i giovani che fanno attività e non devono farsi schiacciare dalle responsabilità».

LA MISSIONE DI ACdB – Roberto Livraghi, direttore del Museo ACdB, ha sottolineato con convinzione la missione del Museo: «ACdB è un luogo di crescita non solo per la memoria, ma anche per il futuro della memoria». Mostrare il passato per accompagnare i giovani verso il domani: questa è la visione che ci deve guidare.

LE VOCI DELLE ISTITUZIONI – In chiusura è intervenuto il sindaco di Alessandria, Giorgio Abonante, che ha espresso la propria emozione per la tappa del Giro che partirà dalla città: «Sono appena tornato da Roma dove si è rivelato il Giro 2026 e non nascondo l’emozione di questa opportunità, che serve alla nostra città non solo per farla conoscere come si deve, ma anche perché sono convinto che ci aiuterà ad affrontare con maggiore esperienza e coscienza temi importanti, economici e anche di mobilità sostenibile».

Prima di lui aveva portato il saluto istituzionale e informale nello stesso tempo l’assessore allo sport Vittoria Oneto, plaudendo «all’atmosfera sana e sportiva che si respirava in questo luogo di cultura».

PROSPETTIVE E FUTURO – L’incontro ha toccato anche la crescita del ciclismo femminile, settore affidato in parte proprio a Villa nel nuovo assetto federale 2025–2028, e le prospettive della multidisciplina, del sacrificio, della bellezza di pedalare vicino casa e dei consigli che un CT può dare ai giovani atleti.Un dialogo ricco di contenuti tecnici e umani, chiuso dalle domande più personali rivolte a Villa sul suo percorso, sulle scelte difficili e su quelle che rifarebbe senza esitazione.«Rifarei due volte il tecnico che sono, e sono orgoglioso di essermi impegnato anche come CT della strada, nell’incarico che fu di Alfredo Martini – a proposito di storia del ciclismo – un esempio che mette ancora i brividi».

Luciana Rota
Luciana Rota
Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

Ultimi articoli pubblicati

LEGGI ANCHE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui