Notte italiana movimentata per quanto riguarda i Miami Open, almeno per quanto riguarda tre grandi (in alcuni casi ex tali) del tennis mondiale, che fino a pochi mesi fa erano in testa al ranking ATP.
Il ritorno di Djokovic a Miami
Il ritorno di Novak Djokovic al Miami Open dopo la sua ultima apparizione nel 2019 è stato contrassegnato da una vittoria convincente e da un traguardo storico. Il serbo, quarta testa di serie, ha superato l’australiano Rinky Hijikata con un netto 6-0, 7-6(1) in un’ora e 19 minuti. Questa vittoria non solo ha permesso a Djokovic di accedere al terzo turno del torneo, ma anche permesso di eguagliare il record di Rafael Nadal per il maggior numero di vittorie a livello ATP Masters 1000, con un totale di 410.
Nel post partita, a parte un passaggio sul record “Mi rende orgoglioso” ha dovuto spiegare il motivo della singolarità del fatto di non aver firmato la ormai famosa denuncia del suo sindacato PTPA. E’ stato uno sforzo di equilibrismo che lascia un po’ interdetti: “Ho voluto che anche altri uscissero allo scoperto… Non condivido proprio tutto quello che c’è nelle denunce ma si sa, quando si mettono di mezzo gli avvocati questi usano tutti i modi per vincere.” Ci è sembrata più una difesa postuma dopo le polemiche di alcuni passaggi, soprattutto quelli contro altri atleti del circuito, che il vero pensiero di un giocatore abituato a cavalcare la comunicazione a volte meglio di quanto fatto sui campi da tennis.
Medved bye bye top 10
Esce di scena Daniil Medvedev, vincitore due anni fa, sconfitto dallo spagnolo Jaume Munar con un netto 6-2, 6-3 mostrando segni di disagio fisico durante l’incontro. Una sconfitta che mette in serio pericolo la sua permanenza nella Top 10 del ranking. Al termine ha dichiarato: “È stato un match difficile. Ho avuto problemi fisici che non mi hanno permesso di esprimere il mio miglior tennis, ma tutto il merito va a Munar per la sua grande prestazione.”
Alcaraz perde e sicuramente non raggiungerà Sinner
L’altra grande sorpresa della notte è stata la sconfitta di Carlos Alcaraz, seconda testa di serie, contro il veterano belga David Goffin, numero 55 del ranking. Goffin ha rimontato un set di svantaggio per imporsi con il punteggio di 5-7, 6-4, 6-3 in due ore e 18 minuti. Alcaraz, che faceva il suo debutto nel torneo, ha subito la sua seconda sconfitta consecutiva dopo la semifinale di Indian Wells. Il tennista spagnolo, per sperare di superare Sinner nel ranking atp prima del rientro dell’italiano, avrebbe dovuto vincere tutto. Impresa difficile già sulla carta e che adesso non può più realizzare lasciando al solo Zverev la possibilità di riuscire.
Goffin è diventato il primo giocatore a sconfiggere una delle prime due teste di serie al primo turno del torneo dal 2019 ed è anche il primo giocatore fuori dalla top 30 a battere Alcaraz in questa stagione (il record di Alcaraz prima di questo match era di 9 vittorie e 1 sconfitta contro giocatori fuori dalla top 30) .
Dopo la partita, Carlos ha descritto la sua prestazione come di “scarso livello”. Ha ammesso di non essersi sentito al meglio fisicamente, specialmente alle gambe verso la fine del secondo set. L’uscita prematura di Alcaraz alimenta ancora di più interrogativi sulla sua costanza, il suo vero punto debole e sul quale lui stesso ha più volte affermato di voler lavorare.

