Non basta un Matteo Berrettini in formato ‘old style’, non bastano neanche sei match point annullati (signori, S E I!) per fermare Taylor Fritz ai Miami Open, ma che partita del tennista romano! Questo in sintesi il quarto di finale che ha visto uscire di scena anche l’ultimo singolarista italiano in corsa, dopo che qualche ora prima se n’era andata anche Jasmine Paolini.
Il terzo favorito del torneo ha avuto la meglio sull’italiano con il punteggio di 7-5, 6-7(7), 7-5, al termine di un’intensa battaglia durata due ore e 44 minuti. Ma per il ricco ragazzotto americano la cosa non è stata facile. Era a un passo dal successo in due set, avendo un vantaggio di 6-3 nel tie-break del secondo parziale, ma Berrettini ha resistito e forzato il set decisivo, instillando più di un dubbio nella testa dell’americano che dal punto di vista mentale non appare solido come si richiede.
Lo statunitense aveva già avuto due match point consecutivi in risposta sul 6-5 del secondo set, ma ha mancato il primo mandando fuori di pochi centimetri un rovescio lungo linea.
“È stato difficile. Continuavo a ripetermi che lui aveva giocato bene e che non era solo colpa mia, cercando di non frustrarmi troppo”, ha dichiarato riguardo questo passaggio. “Ho avuto tre match point su una sua seconda di servizio, avrei dovuto concretizzarne almeno uno. Sulla palla del 6-5 ho servito molto bene, ma lui ha letto alla perfezione la traiettoria. Se avessi servito a 110 miglia all’ora più esterno, probabilmente avrei fatto ace. Bisogna dargliene atto, ha alzato il livello in quel momento.”
Nonostante il contraccolpo psicologico, Fritz è rimasto concentrato nel terzo set, mentre Berrettini, attuale numero 26 della classifica ATP Live, ha continuato a mettere pressione al suo avversario per tutta la partita.
Il tennista romano è cresciuto via via durante il match, dando l’impressione in alcuni momenti di essere tornato lo splendido protagonista di qualche anno fa, prima di infortuni e innamoramenti vari. Ha giocato punti dall’alto tasso di difficoltà e soprattutto tenuto per tutto il torneo, uscendo alla fine contro un avversario molto più sopra di lui nel ranking. Del resto, è questo fa parte della storia sportiva di Matteo, ha sempre avuto grandi difficoltà contro tennisti nella top 5 del ranking.
Dopo il primo set, nessuno dei due ha concesso palle break fino al 5-5 del set decisivo, quando Fritz ha ottenuto il break decisivo. Berrettini ha annullato due palle break consecutive sul 15-40 con due prime di servizio potenti, ma alla quarta occasione Fritz ha sfruttato una seconda di servizio dell’italiano per chiudere il game. Una delle chiavi del match è stata la capacità di Fritz di rispondere efficacemente sulla seconda di Berrettini, con un rendimento del 62% di punti vinti in questa situazione, secondo i dati di Infosys ATP Stats. Dal punto di vista del romano, se con le prime palle faceva male, con le seconde si è spesso trovato in difficoltà, concretizzando soltanto il 30% di quelle giocate. Alla prova dei fatti, una percentuale troppo bassa e che crediamo riveli il motivo di una sconfitta che però non deve abbattere il romano ma anzi dargli la consapevolezza che è tornato.
“Avevo due opzioni: innervosirmi, perdere e poi essere ancora più frustrato per le chance sprecate, oppure riorganizzarmi e vincere”, ha detto Fritz nel post partita. “Ora posso dormire tranquillo senza rimuginare troppo sulle occasioni mancate.”
Con questa vittoria, Fritz porta a 5-0 il suo bilancio nei confronti diretti con Berrettini. Lo statunitense ha mantenuto la sua strategia aggressiva in risposta, restando vicino alla linea di fondo anche sulle prime di servizio dell’italiano, affidandosi ai suoi riflessi e a colpi bloccati per neutralizzare le traiettorie insidiose dell’azzurro.
“Ho sempre risposto così al suo servizio. Ha un colpo così potente che, anche arretrando, è difficile prendere un buon swing per colpire. Inoltre, se mi metto troppo dietro, gli do il tempo di girare attorno alla palla e usare il diritto”, ha spiegato Fritz, autore di 16 ace contro i 17 di Berrettini. “Preferisco stare avanti, cercare di giocare di rimessa e metterlo sotto pressione, soprattutto con il rovescio.”
Obiettivo finale
Con questa vittoria, Fritz raggiunge la sua sesta semifinale in un Masters 1000, la prima a Miami. Il prossimo avversario sarà il ceco Jakub Mensik, alla sua prima semifinale in un torneo di questa categoria. Fritz, che ha un bilancio stagionale di 14 vittorie e 5 sconfitte, ha già battuto Mensik nell’unico precedente tra i due, disputato agli US Open 2023, dove l’americano si impose con un netto 6-1, 6-2, 6-0.
Matteo Berrettini invece si potrà concentrare sulla stagione della terra rossa, terreno che certamente ama di meno ma sul quale lo scorso anno ha raccolto pochi punti. Potrebbe essere l’occasione per migliorare ancora il proprio ranking.
Djokovic è tornato?
Nell’altro quarto della notte italiana Nole Djokovic ha fatto un solo boccone dello statunitense Korda, 6-3, 7-6 e sembra aver ritrovato l’instinct killer dei giorni migliori. Scopriremo quali effettive chance ha di poter giocare la finale di questo Master 1000 nella notte di oggi contrapposto al bulgaro Dimitrov.

