L’ultimo quarto di finale dei Miami Open sarà quello tra Arthur Fils e Jakub Mensik. Da una parte il francese, 20 anni, dall’altra il ceco, 19 anni. L’hanno già definita la ‘finale NextGenATP’ visto che sono i due più giovani rimasti nel torneo. In attesa di vedere arrivare anche Joao Fonseca il circuito è partito alla scoperta di questi ragazzi che sicuramente domineranno la scena nei prossimi anni.
Sul sito ufficiale dell’ATP compare una interessante intervista al ceco, che fa riflettere anche sull’evoluzione dei valori in campo. Spesso in Italia siamo abituati a raccontare di Sinner ed Alcaraz come il ‘nuovo’ che avanza, spesso legati alla figura di Djokovic e di campioni affermati come Zverev e Tsitsipas. Se però leggiamo cosa ci racconta Mensik, la prospettiva cambia. Per il ragazzo ceco Sinner ed Alcaraz sono il modello e punto di riferimento. Sono il presente, mentre Jakob è il futuro. Ecco una sintesi del pensiero di Mensik nell’intervista di atptour.com.
Chi è il tuo più grande rivale?
Non ne ho uno ancora, perché ho giocato solo con un paio di ragazzi più di una volta. So che ci sono un sacco di ragazzi della mia età, un po’ più grandi, ma sì, per ora, io, io non ho rivalità tipo, diciamo, non so, Sinner e Alcaraz.
Qual è la tua rivalità tennistica preferita e perché?
Per ora, sono ovviamente Jannik e Carlos, perché hanno solo tre anni in più. In realtà, Jannik ha quattro anni. Ma per il futuro, posso giocare con loro un sacco di partite. Quindi, ovviamente, loro.. anche il mio stile di gioco è molto simile.
Qual è stato il momento più importante della tua carriera?
Probabilmente giocare i quarti di finale contro il mio idolo Novak Djokovic a Shanghai… È diverso quando lo guardi e quando giochi contro di lui.
Qual è il tuo obiettivo in questo periodo?
Vorrei raggiungere la Top 30. Penso che se sarò nella Top 25 alla fine di quest’anno, sarò contento. Mi piace il modo in cui gioco e il mio miglioramento.
Qual è stato il tuo più grande successo?
Il più grande successo finora, non lo so, essere stato nell’ATP Tour per un anno, essere stabile lì, giocare contro i migliori giocatori del mondo e batterli.
Qual è stata la difficoltà più grande che hai dovuto superare?
La lotta con l’infortunio al gomito dell’anno scorso.

