
La storia dello sport passa dai Giochi Olimpici e questo si sapeva, ma diciamo la verità, mai nella storia l’Olimpiade invernale ha catalizzato l’attenzione mediatica come quest’anno, in Italia, un’Italia olimpica diffusa: anche complice la partecipazione molto attiva del presidente Mattarella e delle istituzioni tutte. Lui, in particolare, ci ha riportato alla memoria quel Sandro Pertini – settimo presidente della Repubblica Italiana – così appassionato soprattutto di calcio, molto vicino al ct azzurro per antonomasia, Enzo Bearzot, tanto che nell’immaginario collettivo non sbiadisce la foto dell’allenatore insieme al Presidente, scatto simbolo dell’Italia campione del mondo di quel memorabile 11 luglio 1982, a Madrid.
Nonnino presidente Mattarella, il nostro presidente – il numero 12 rieletto quasi pregandolo in ginocchio – a nostro avviso, ha fatto di più. A far battere il cuore alla più alta carica dello Stato non è il giuoco del calcio, che è pur sempre un gioco e con troppi interessi in ballo (tralasciamo qui l’eco delle polemiche di questi giorni “bastonate” sul fair play e i valori sportivi). A Sergio Mattarella piace lo Sport con la S maiuscola: piace a quell’uomo che sa omaggiare i primi come i quarti e gli ultimi: i suoi bianchi capelli folti che contrastano con il classico loden scuro, da etichetta, a protezione di sorrisi educati e gentili, le sue maniere olimpiche, sono ormai nel cuore di tutti quelli che si fanno contagiare dalla passione per lo sport di assoluto valore e vertice.
Un collega, con il quale spesso condividiamo pensieri e … musica, ci ha scritto dalla redazione del suo giornale quotidiano: “vorrei che non finisse mai questa Olimpiade” (cit. Alessandro Quaglini, La Provincia Pavese). Frase sottoscritta e condivisa con una sacrosanta appendice e un invito a non cedere all’assuefazione del bello dello sport: fra poco iniziano i Giochi Paralimpici invernali. E come accaduto per Parigi 2024, ed erano estivi, auspichiamo che gli ascolti e la passione duplichino, rimbalzino sulle tv e sui campi di gara, che l’inclusione vinca come mai, come sta già facendo nel confronto (innaturale e speriamo sia ormai appurato) sulla considerazione paritetica dello sport femminile come quello maschile. Aperta parentesi: con i diritti e gli stipendi ci sarà da fare ancora qualche sacrifico vero: a parole quasi ci siamo.
A Parigi iniziò la vera parità di partecipazione donne – uomini e grande risultato sportivo. Le atlete italiane ottennero lo storico risultato che contribuì in modo decisivo al record di 40 medaglie totali conquistate dall’Italia Team. Protagoniste assolute, hanno vinto 7 delle 12 medaglie d’oro complessive. Nel totale delle medaglie: hanno conquistato almeno 15 medaglie tra ori, argenti e bronzi (inclusi gli eventi a squadre femminili e misti). Con il sigillo d’oro più che mai: quello numero 40, che ha eguagliato il record di Tokyo 2020, è stato l’oro della pallavolo femminile .
La spedizione azzurra ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 è già entrata nella storia dello sport italiano. Quando mancano ancora diversi giorni alla conclusione delle competizioni e all’inizio di quelle della Paralimpiade 2026, il bilancio provvisorio parla di 23 medaglie complessive: 8 ori, 4 argenti e 11 bronzi, numeri che superano il primato stabilito a Lillehammer 1994, a lungo considerato il punto più alto dell’Olimpiade invernale italiana.
Allora furono 20 i podi totali, con 7 titoli olimpici. Oggi la squadra italiana ha già migliorato quel dato sotto ogni profilo, confermando una crescita diffusa e trasversale tra discipline, specialità e generazioni di atlete e atleti. Un risultato che assume ancora più peso se si considera che il programma olimpico non è ancora terminato e che restano diverse occasioni per ampliare ulteriormente il medagliere. Nel corso di una intervista importante, il presidente del Coni Bonfiglio ha parlato di sistema e metodo italiano che finalmente fa squadra fra “istituzioni” dello sport. Aveva un sorriso pieno e orgoglioso. Era, ieri sera, un uomo stanco e felice in tv, intervistato nel salotto sportivo delle Notti Olimpiche di Raisport.
Una unità che non è così evidente alla base dello sport, nella scuola, diciamolo, dove c’è ancora molto da fare e sarebbe ora. Sarebbe anche onesto riconoscerlo, ma l’ottimismo di un effetto olimpico ci fa sperare: i risultati ci sono. Sono organizzativi, sportivi, di immagine e di bellezza della nostra Italia che si apre al confronto e accoglie, innamorando più che mai gli stranieri (numeri da capogiro) che la stanno affollando proprio per questi Giochi olimpici. E di sicuro torneranno perché si trovano bene. Per tutti e in tutti i sensi. “A Bormio, Tirano, in Valtellina la gente è soprattutto straniera, 80 per cento almeno da tutti i Paesi – ci ha detto un volontario di Milano Cortina 2026 – si parla ogni lingua, forse gli italiani sono i più distratti (o non si possono permettere certi costi olimpici, ndr). Ma nel team dei volontari vi assicuro si respira una esperienza umana incredibile e forse irripetibile”. Potere dello sport.
I Giochi casalinghi stanno offrendo all’Italia un palcoscenico ideale e risposte sportive di altissimo livello. Da Antholz/Anterselva a Bormio, da Cortina a Livigno, passando per Milano e Tesero, le sedi di gara stanno diventando teatro di successi che raccontano una Nazionale e un Paese: competitivo, concreto e capace di reggere la pressione dell’evento più atteso e più social mediatico di sempre.
Determinanti, fin qui, i due ori di Francesca Lollobrigida nel pattinaggio di velocità, i due titoli olimpici di Federica Brignone nello sci alpino, il successo della staffetta mista di short track, l’oro di Lisa Vittozzi nel biathlon e la doppietta nello slittino con Andrea Vötter e Marion Oberhofer nel doppio femminile e Simon Kainzwaldner ed Emanuel Rieder nel doppio maschile. Risultati che hanno già consentito di superare il precedente record di sette ori complessivi.
Con ancora una settimana di gare prima della Cerimonia di Chiusura, in programma il 22 febbraio, le possibilità di medaglia restano numerose. L’ipotesi di raggiungere o superare la doppia cifra di ori, che a inizio Giochi poteva sembrare ambiziosa, oggi appare un obiettivo concreto. Continuiamo a sognare. Lasciamoci anche un posticino speciale, nella pancia gratificata da un siffatto menù di medaglie, per i Paralimpici. Alla pari in tutto. E avanti così.
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