OlimpiadiMilano olimpica che bella storia e non capita spesso

Milano olimpica che bella storia e non capita spesso

Milano Olimpica

Ci siamo. Qui Milano. Lassù Cortina. Inutile esercitarsi nei giudizi: più bello meno bello più spirito meno spirito più efficienza meno … era meglio quando era peggio. I Giochi sono arrivati ed è bellissimo come sempre. L’atmosfera te la costruisci dentro a cuore e testa: l’Olimpiade è così e non si tocca anche se l’uomo oggi tenta di rovinare tutto, se hai fede nello sport l’emozione la senti. Ad ogni livello. Persino in una Milano blindata e affollata più di sicurezza e di auto blu (anzi nere!) che di milanesi, i quali, intelligenti per lo più, sanno come gestire queste situazioni anomale che possono capitare una volta ogni quattro anni o decenni o secoli! E quando possono si godono lo spettacolo organizzato.

Milano è sempre più ricca di contraddizioni (forse, verso altri modelli che lasciamo stare) ma: è piena di luce e di entusiasmo anche con il meteo che fa le bizze in queste ore e ci ricorda che sono i Giochi invernali. Per la neve guardare verso Cortina (per i più fortunati), per il ghiaccio e soprattutto lo spettacolo dell’inaugurazione accettate la sfida di San Siro o piazza del Duomo. E cercare lo spettacolo in tutti i sensi. Il biglietto per respirare questa energia non costa poi tanto e in certe zone può capitare di vedere delegazioni di sportivi olimpici in grande spolvero, le auto ufficiali con i cinque cerchi, atleti e dirigenti con tute tecniche e sorrisi fieri. Orgogliosi dei Giochi. Come noi. Spettatori umani che viviamo nella sospensione del giudizio a tutti i costi. E senza timidezza dichiariamo aperte le emozioni dell’edizione 2026 dell’Olimpiade di Milano-Cortina.

Il conto alla rovescia finisce venerdì 6 febbraio alle 20.00 allo AC Milan Stadio San Siro, teatro della Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026. Oltre 700 ore di prove, più di 1.000 oggetti di scena, un cast proveniente da 27 nazioni. Numeri che raccontano la complessità organizzativa di un evento che unirà il mondo in una celebrazione dello sport e del suo linguaggio universale.

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Per la prima volta nella storia olimpica la Cerimonia sarà diffusa su due città in contemporanea. Due i bracieri che verranno accesi: a Milano, presso l’Arco della Pace, e a Cortina d’Ampezzo, in Piazza Dibona. Un gesto simbolico potente che tiene insieme pianura e montagna, metropoli e Alpi, ghiaccio e neve.

Il programma artistico annunciato prevede la presenza di nomi di risonanza internazionale come Mariah Carey, Laura Pausini e Andrea Bocelli, a sottolineare la dimensione spettacolare e culturale dell’evento.

Saranno 116 gare distribuite in 16 discipline per 19 giorni di competizioni. Un calendario fitto che porterà l’attenzione del mondo su Milano, Cortina e su tutti i territori coinvolti.

Quindi si parte! E poi ce lo sport. Eh sì. Fioccano i primi riscontri. Agonismo. Tra le prime storie sportive che entrano nel vivo c’è quella di Ian Matteoli, ventenne piemontese dello snowboard freestyle, qualificato con il secondo punteggio assoluto alla finale del big air. Sabato 7 febbraio può diventare il primo italiano a conquistare una medaglia olimpica nelle specialità Park & Pipe, portando l’Italia dentro una nuova frontiera tecnica fatta di trick spettacolari, rotazioni e atterraggi millimetrici: la storia attuale degli sport invernali.

crediti foto www.olympics.com

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Luciana Rota
Luciana Rota
Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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