C’è una linea sottile tra il campione e l’uomo, una linea che Miro Panizza ha sempre attraversato con naturalezza. Scalatore generoso, corridore instancabile, compagno leale. Ma soprattutto presenza viva, ancora oggi, nel cuore, proprio così, nell’affetto, di chi ama il ciclismo come si amano le persone vere. Cassano Magnago rende omaggio a Miro Panizza con una serata speciale, venerdì 23 maggio alle ore 21, nella suggestiva ex chiesa di San Giulio. Un appuntamento bello e collettivo.
Miro avrebbe compiuto 80 anni in questo 2025 e la sua figura – nella memoria di tanti – resta legata al Giro d’Italia, la corsa della vita. Per qualcuno è una figurina, per molti è un protagonista della Corsa Rosa che ha finito per rappresentarlo meglio di qualsiasi curriculum. Sedici Giri portati a termine, record assoluto per un italiano, sei giorni in maglia rosa nel 1980, due tappe vinte, e quella presenza costante e determinata che lo rendeva punto di riferimento per i gregari come per i campioni.
Non a caso, alla serata interverranno proprio i suoi compagni di strada: da Giuseppe Saronni a Silvano Contini, da Mario Lanzafame a tanti altri volti che hanno condiviso con Miro chilometri e sogni, sudore e gloria. A guidare il racconto sarà il giornalista Francesco Pierantozzi, voce autorevole e sensibile, giornalista sportivo di Sky, capace di restituire non solo il valore sportivo di Panizza, ma anche il carisma umano, quel “fuoco dentro” che l’ha sempre reso speciale.
A rendere ancora più intenso l’incontro, la testimonianza dell’associazione I Bindun, nata anche grazie all’impegno di Miro e oggi attiva con la Casa di Miro, una realtà che si prende cura di persone con disabilità. Perché il suo lascito va oltre la bicicletta. È un’eredità di solidarietà, tenacia e presenza sul territorio.

Durante la serata verrà presentato anche il libro “Miro Panizza, campione tra i campioni” di Paolo Costa: un viaggio narrativo che restituisce l’essenza di un uomo nato alle Fornaci di Fagnano Olona, cresciuto tra le campagne e le prime corse provinciali, salito fino all’Olimpo del ciclismo, ma sempre con i piedi per terra e il cuore vicino alla sua gente.

L’iniziativa è promossa dalla famiglia Panizza insieme alla Società Ciclistica Alfredo Binda, al Binda Cycling Festival, alla S.C. Cassanese 1917, all’A.S.D. Cassano Magnago 1992 e al Gruppo Sportivo San Pietro, con il patrocinio del Comune di Cassano Magnago.
Una serata per chi c’era e per chi non ha mai smesso di sentire la ruota di Miro girare, silenziosa e forte, nella grande corsa della memoria sportiva. Dice Paolo Costa autore del libro il cui ricavato va alla Casa di Miro per disabili gravi: “è un libro che racconta proprio tutto, compresi i litigi e gli enormi slanci di generosità. La storia del piccolo scalatore di Fagnano Olona, dal cortile contadino del borgo delle Fornaci alla maglia rosa e oltre, è un pezzo della storia di tutti, dei nostri paesi, della nostra gente, ed è la lampante dimostrazione, come titolava un vecchio film, che la classe operaia va in Paradiso“.


