
Tadej Pogacar è ufficialmente fuori gioco per i Mondiali e per il resto della stagione. Come riportano diversi giornali, un eventuale rientro anticipato potrebbe essere più rischioso della caduta stessa. Si riapre quindi un mondiale che sembrava appaltato allo sloveno e i giornali di oggi si stanno chiedendo chi potrebbe essere il favorito della corsa iridata.
Tra i nomi (che faremo di seguito) un papabile potrebbe essere proprio Tom Pidcock, che ieri ha vinto il Mondiale di cross-country a Daolasa partendo dalla quinta fila, con 17″ su Charlie Aldridge. Al traguardo ha rivolto un pensiero a Tadej Pogacar: «Gli mando un abbraccio, oggi ci stava guardando dall’ospedale, spero si riprenda presto». Poi ha aggiunto la frase che riguarda le prossime quattro settimane: si è detto più forte dello sloveno in mountain bike, meno su strada, e ha ripetuto che un giorno vuole l’oro iridato anche lì. Una frase buttata lì ma che ha un sapore di un proclama.
Ricordiamo che la prova in linea maschile del mondiale in Canada misura 273,2 chilometri. Si parte da Brossard, si attraversa la Montérégie e il ponte Samuel De Champlain per 112,4 chilometri quasi piatti lungo la riva sud del San Lorenzo, poi si entra nel circuito del Mont Royal, 13,4 chilometri da ripetere dodici volte. Il dislivello complessivo sfiora i 3.720 metri.
Il tracciato ricalca quello del Grand Prix Cycliste de Montréal. Dentro ogni giro ci sono la Côte Camillien-Houde, la Côte de la Polytechnique — 780 metri al 6% con una rampa oltre l’11% — e il Pagnuelo, circa 600 metri al 7%. L’arrivo è su Avenue du Parc, dopo 560 metri al 4%. Sulla Camillien-Houde le fonti divergono: l’organizzazione la indica in 2,3 chilometri al 6,2% di media, altre rilevazioni in 1,8 chilometri all’8%. Dopo i 250 chilometri la corsa diventa per scalatori.
Fuori i nomi!
Evenepoel parte davanti a tutti. Ha chiuso secondo il Tour de France, ha vinto la Clásica San Sebastián per la quarta volta e l’Amstel Gold Race, ha rinunciato alla Vuelta per preparare il Canada: il suo allenamento del 15 agosto su Strava si chiamava “Project Canada”. Si è allenato a Livigno insieme a Van der Poel e correrà il GP de Montréal del 13 settembre sullo stesso circuito. Punta alla doppietta con la cronometro.
Pidcock arriva da un finale di stagione anomalo. Ha chiuso il Tour dentro i primi dieci dopo la fuga di Belfort che lo aveva portato per una notte al quarto posto, ha vinto il Mondiale in mountain bike venerdì con la schiena dolorante per una caduta in allenamento, e conosce le corse su circuito ripetuto meglio di quasi tutti. Sull’Avenue du Parc pesa anche la discesa dalla Camillien-Houde, terreno dove il britannico non è secondo a nessuno.
Van der Poel è il punto interrogativo. Iridato a Glasgow 2023 e bronzo a Zurigo 2024, ha vinto l’ultima tappa del Tour sugli Champs-Élysées, poi è stato secondo a Les Gets in Coppa del Mondo a sette secondi da Boichis. In Val di Sole ha chiuso trentesimo a 4’40”, senza mai entrare in gara. Un Mondiale di mountain bike non misura la condizione su strada, ma la partenza lenta e la difficoltà a rientrare sono segnali da mettere in conto.
Dietro di loro il Belgio ha la seconda carta di Wout van Aert, la Danimarca schiera Mads Pedersen e Mattias Skjelmose, la Francia si affida a Paul Seixas, sesto al Tour a diciannove anni.
Le carte azzurre
L’Italia non vince la prova in linea dal 2008, quando si impose Alessandro Ballan a Varese. Amadio ha indicato da mesi in Giulio Ciccone e Giulio Pellizzari i due leader per Montréal. Entrambi hanno rinunciato alla Vuelta: Ciccone ha costruito la stagione sulle corse di un giorno dopo aver saltato il Tour per motivi familiari, Pellizzari ha chiuso il capitolo grandi giri e ha vinto in solitaria a Lagunas de Neila l’ultima tappa della Vuelta a Burgos, dopo aver conquistato il Tour of the Alps in primavera.
Il terzo nome è Lorenzo Finn. Il ligure ha diciannove anni, ha vinto il Mondiale juniores a Zurigo nel 2024 e quello Under 23 a Kigali nel 2025, e quest’anno ha messo insieme Giro Next Gen e Tour de l’Avenir: prima di lui ci era riuscito soltanto Gianbattista Baronchelli. Ha confermato che a Montréal correrà con gli Elite.


