Mondiale Copenhagen 2011: la Nazionale di Bettini, le schede degli azzurri

Mondiale Copenhagen 2011: la Nazionale di Bettini, le schede degli azzurri

Gli azzurri pro in raduno premondiale (foto Bettini)

La Nazionale di Paolo Bettini si è riunita alle Robinie di Solbiate Olona per puntare con decisione all’appuntamento mondiale in Danimarca. Si tratta, è stato ripetuto diverse volte, di un gruppo giovane, che si appresta alla prova iridata, cosa rara per noi, senza i favori del pronostico. Inutile nascondersi dietro giri di parole e falsi tatticismi: mai come quest’anno i corridori azzurri non compaiono nella lista dei favoriti, ne di prima né di seconda fascia. Siamo sicuramente outsider, forse di lusso, ma pur sempre non pronosticabili. Il nostro blasone e la nostra storia ci impongono di lottare sempre per la vittoria. La preparazione e l’ambiente da cui provengono tutti i ragazzi convocati da Bettini hanno formato in questi anni atleti in grado di vincere, che se dovessero trovarsi nel treno buono potrebbero anche fare la cosa giusta. Nonostante tutto, però, trovare qualcuno che scommette sugli italiani vincenti domenica nella prova in linea è arduo, quanto ipotizzare un successo nella crono di mercoledì.
Come mai siamo passati da squadra da battere degli ultimi anni a sparring partner (seppure di lusso) dei vari Gilbert e Husvod?
Ci sono diversi motivi, ognuno dei quali non fondamentale, ma messi insieme in grado di comporre quel combinato disposto che ci ha portato a questa situazione.
Il primo e forse più importante riguarda il ricambio generazionale. Con l’uscita di scena di Paolo Bettini il nostro ciclismo ha perso il faro delle gare in linea; l’uomo per ogni occasione; il talento puro e la ferrea volontà, capaci insieme di primeggiare su tutti i terreni. Paolo è stato il cacciatore di classiche più forte del nostro ciclismo degli ultimi 20 anni, superando in vittorie e qualità gente come Bugno, Fondriest, Bartoli. Bettini è stato anche in questi anni il punto di riferimento di tutto il gruppo; colui con il quale e contro il quale si sono formati altri ottimi corridori di corse di un giorno. L’ultimo suo emulo (anche se molto alla lontana), Pippo Pozzato, è reduce da una stagione magra e nell’ultima intervista alla Gazzetta ha avuto la sincerità di dire quello che in molti hanno pensato: “A 30 anni ha vinto poco per essere considerato un talento puro”. Lo stesso Pozzato che è stato il migliore azzurro lo scorso anno al mondiale, quarto, nonostante fosse nella posizione e nella condizione migliore per la volata e che quest’anno ha praticamente bucato la stagione, tanto da chiamarsi fuori dal mondiale con debito anticipo. Ci sarebbe forse stato utile Damiano Cunego, ma il veronese è un’altra eterna promessa. Anche lui si è chiamato fuori anzitempo, appagato da un piazzamento al Tour che in altri tempi sarebbe stato considerato una sconfitta.
Di altri talenti non se ne vedono in giro, a meno che non si voglia tirare dentro anche corridori che in passato hanno avuto a che fare con il doping. La Federazione da quest’anno ha imposto ferree regole per la partecipazione alle nazionali e ai campionati italiani e così il nostro migliore uomo nelle corse di un giorno è quel Giovanni Visconti che sarebbe giusto considerare, invece, un ottimo coequipier.
Per questi motivi, la stagione 2011 è stata per noi povera (poverissima) di risultati. Nessun acuto nelle classiche. Un Giro d’Italia anonimo, con Scarponi e Nibali in lotta per un piazzamento alle spalle di Contador. Un Tour de France deludente per Basso e il settimo posto di Cunego… null’altro. Alla Vuelta si è saluto un acuto di Bennati come se avessimo vinto il Fiandre. Un acuto che fa sperare in qualcosa, ma la Pantera toscana non ha lasciato un grande ricordo in maglia azzurra (nel 2005) e soprattutto non si è mai visto dopo i 250 km. Il ciclismo italiano si è così accontentato del duello Viviani-Modolo al Giro di Padania, che ha fatto parlare però più per le contestazioni che per gli aspetti tecnici. Del resto, senza nulla togliere al popolo leghista, nelle piatte lande padane (se mai queste esistono) non si è presentato alcun corridore straniero, a meno che non si voglia considerare tali tutti quelli nati al di sotto del Po, a cominciare dal già citato Visconti.
Insomma il panorama 2011 delle corse che contano è veramente desolante. Solo il Mondiale potrebbe risollevare la questione, ma proprio per questo non partiamo certo favoriti. Questo, però, non è detto che sia un male…
Antonio Ungaro
schede pro

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