Il 26 novembre a Dubai, nell’ambito dell’Expo 2020, Magnus Carlsen e Ian Nepomniachtchi faranno le prime mosse sulla scacchiera del mondiale di scacchi 2021, che sarà deciso sulla distanza delle 14 partite con cadenza classica. In caso di parità si passerà alle partite di gioco veloce.

Per presentare un incontro che polarizzerà l’attenzione degli appassionati per il prossimo mese, partiamo dalla coda, proprio dall’eventuale spareggio. Per la prima volta da quando Magnus gioca per il titolo mondiale (2013) non potrà contare su un vantaggio così netto nel gioco veloce. Vantaggio che nei precedenti incontri (l’ultimo dei quali contro Caruana) gli ha permesso di portare a casa la pelle e allungare il suo regno. Se infatti il norvegese resta uno dei maestri del gioco veloce, il russo non è da meno e l’esito non sarebbe così certo.

Nepomniachtchi ha conquistato il diritto di giocare per il titolo mondiale vincendo il torneo dei candidati, iniziato a marco 2020 e finito ad aprile di quest’anno. In mezzo una pandemia che ha allungato la stagione e fatto saltare il mondiale, previsto per il dicembre 2020.

I commentatori sono tutti concordi nell’assegnare al norvegese i favori del pronostico. Magnus Carlsen è uno dei talenti scacchistici più precoci di sempre. Ha vinto il titolo mondiale nel 2013 contro il campione uscente Anand, l’ha difeso l’anno successivo nella rivincita (qui) poi contro Sergej Karjakin (2016) e Fabiano Caruana (2018).

Adesso gli tocca l’avversario-amico Ian Nepomniachtchi con il quale ha diviso, in giovanissima età, vittorie e titolo di giocatore prodigio. Il russo, infatti, da quando aveva 10 anni incrocia i pezzi con il norvegese, terminando spesso avanti. Poi, ad un certo punto della loro storia personale, i destini si sono divisi. Magnus è diventato il “Mozart” degli scacchi, mentre Ian ha faticato più del previsto per tornare in cima alle classifiche internazionali. Attualmente il campione del mondo in carica è in testa al ranking FIDE (qui) mentre lo sfidante veleggia in quinta posizione. Per questo la maggior parte dei commentatori vede favorito lo scandinavo.

A mettere un po’ di incertezza alla competizione, però, ci pensano i dati statistici che negli scacchi contano come negli altri sport, se non di più. Negli scontri diretti a cadenza classica il russo conduce per 6 a 2. Un dato che non dovrebbe lasciar tranquillo il norvegese, che solo con pochi giocatori al mondo in attività può presentare un bilancio negativo. A rendere più complessa la questione poi sono le ultime prestazioni di entrambi. Mentre Ian nel torneo dei candidati ha espresso una forza di gioco pari a quella del miglior Carlsen, il norvegese è sembrato meno brillante nelle sue ultime apparizioni.

Nella conferenza stampa di oggi (qui) i due avversari hanno mostrato tranquillità e scherzato. Alla domanda (per altro banale) su chi vincerà, Ian ha detto “il giocatore migliore”, Magnus “quello che avrà più punti alla fine delle tre settimane”. Entrambi non hanno voluto commentare domande riguardo la loro amicizia ed hanno anche fatto sfoggio di fair play. Il russo sente il peso sulle spalle di un paese che cerca di riprendersi un titolo che, quando era Unione Sovietica, ha detenuto praticamente ininterrottamente dalla seconda guerra mondiale in poi.

Il norvegese ha l’opportunità di “mortificare”, a distanza di due anni, le aspirazioni di una grande potenza scacchistica, dopo aver fatto svanire i sogni di gloria di Caruana e degli USA. Per inciso, vale sottolineare lo strano destino degli sfidanti (e poi sconfitti) di Carlsen. Tutti, dopo il “quarto d’ora” di notorietà avuto con il mondiale sono pian piano scivolati indietro. Anand e Karjakin si può dire ormai ex giocatori, mentre Caruana ha perso anche lo scettro di n. 2 e sfidante principale. I commentatori, infatti, individuano in qualcun altro il vero antagonista di Carlsen per il futuro (dando per scontata la sua vittoria contro Nepomniachtchi. Il predestinato sarebbe Alireza Firouzja che a soli 18 anni ha espresso una forza di gioco superiore a quella del norvegese alla sua età. Alireza è nato in Iran ma ha passaporto francese e gioca per i cugini transalpini.

Se nessuno dei due vorrà prolungare l’incontro agli spareggi, dovrà riuscire a raggiungere gli 7,5 punti (una vittoria vale 1 punto, un pareggio 0,5).

Il programma è crudo nella sua semplicità: una partita ogni giorno a partire dal 26 novembre. Il 15 dicembre eventuale spareggio.

Qui per seguire le partite in diretta

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