Mondiale di Scacchi, Carlsen travolge Caruana nel gioco veloce

Nella giornata conclusiva il norvegese domina, com'era nelle previsioni, vincendo 3-0 le rapid e conservando il titolo per la terza volta consecutiva.

Mondiale di Scacchi, Carlsen travolge Caruana nel gioco veloce
Magnus Carlsen si conferma Campione del Mondo di Scacchi, per la terza volta consecutiva. Il norvegese ha battuto, nella giornata decisiva e conclusiva dell’appuntamento di Londra, lo sfidante Fabiano Caruana nel tie-break’ di gioco ‘rapid’ (partite da 25 minuti), resosi necessario dopo che le 12 partite regolamentari a tempo lungo erano tutte terminate in parità. Carlsen ha travolto Caruana con un secco 3 a 0, confermando le previsioni della vigilia che lo davano nettamente favorito nel gioco veloce.
Ora Caruana dovrà attendere il 2020 per riprovare la scalata al titolo iridato; si consola comunque con 450.000 euro di premio (per la cronaca Carlsen ne incassa 550.000).
Alla prova dei fatti, quindi, lo scialbo pareggio proposto, anche se in vantaggio di posizione e tempo, nell’ultima partita a cadenza classica, era solo la consapevolezza della propria forza. In qualche modo quella partita, la 12^, rappresenta anche l’estrema sintesi del gioco del norvegese. Molto forte nell’ambito teorico e posizionale, non concede nulla allo spettacolo. Attende sempre l’errore dell’avversario, non commettendone lui nel frattempo. Soprattutto non allunga mai il passo oltre la propria gamba: non va dove non tocca. Insomma non prende rischi e risparmia le energie.
Questo gli ha permesso nei 12 incontri a cadenza classica, di portare a casa altrettanti pareggi, anche in situazioni (almeno due) in cui era in leggero svantaggio e al contempo a sfruttare la debolezza dell’avversario, che in questo mondiale è stata la lentezza nell’analisi.
Fabiano Caruana da parte sua può recriminare almeno di non averci provato fino alla fine. Ci sembra infatti che l’italo americano abbia impostato una conduzione di gioco speculare a quella di Carlsen, maggiormente attendista e teoricamente ineccepibile. Non ha gettato il cuore oltre l’ostacolo e alla fine ha pagato.
Resta il rammarico per un mondiale che si è concluso, per la seconda volta, con partite di gioco rapido. Se questa sarà la tendenza anche in futuro, tanto varrà evitarci la maratona delle 12 partite classiche: inutili ai fini del risultato e soprattutto impostate da tutti come “noiosa necessità”.
Siamo anche convinti che il livello dei Mondiali di Capablanca-Alechine, Fischer-Spassky e, soprattutto, Karpov-Kasparov, però, siano ancora lontani. Forse, nel 2020, se i due si dovessero ancora incontrare in finale, potremmo assistere a qualcosa di più entusiasmante.
Adesso i riflettori si spostano su Salerno, dove sono in corso fino al 4 dicembre il campionato Italiano assoluto, il campionato Italiano femminile e il campionato Italiano Under 20 (www.federscacchi.it/campionati).

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