
Sir Sicoma Monini Perugia conquista il terzo titolo mondiale in quattro anni e chiude nel modo migliore un 2025 che resterà negli annali come l’anno d’oro del volley italiano. Alla Arena Guilherme Paraense di Belém, davanti a 5.462 spettatori, la formazione umbra ha dominato la finale del Mondiale per Club maschile FIVB 2025, superando con un netto 3-0 (25-20, 25-21, 29-27) i giapponesi dell’Osaka Bluteon.
Un epilogo che, alla vigilia, non era così scontato. Osaka si era presentata come la vera sorpresa del torneo, capace di ribaltare il pronostico in semifinale eliminando i polacchi dello Jastrzębski Węgiel, poi saliti sul terzo gradino del podio grazie alla vittoria nella finale per il bronzo contro i brasiliani del Sada Cruzeiro. Proprio contro i giapponesi, inoltre, Perugia aveva faticato nella fase di qualificazione, spuntandola soltanto al tie-break dopo cinque set tiratissimi. La finale, invece, ha raccontato tutt’altra storia.
Con questo successo la squadra allenata da Angelo Lorenzetti porta in Italia l’ultimo grande trofeo che mancava a livello di club e completa un en plein storico: il nostro Paese può ora vantare tutti i titoli mondiali, sia per nazionali sia per club, al maschile e al femminile. Un cerchio chiuso poche settimane dopo il trionfo iridato della Savino Del Bene Scandicci nel Mondiale femminile.
La cronaca della finale
Perugia entra in partita con un piglio chiarissimo. Il primo set è subito indirizzato dalla qualità in cambio palla e dalla pressione costante al servizio, che manda fuori ritmo la costruzione di Osaka. I giapponesi provano ad affidarsi al loro uomo di riferimento, Yuki Nishida, ma l’attacco umbro gira a pieno regime: Wassim Ben Tara trova continuità da posto due, mentre Semeniuk e Löser garantiscono solidità e soluzioni in tutte le rotazioni. Il 25-20 finale fotografa un parziale sempre sotto controllo.
Nel secondo set lo spartito non cambia. Osaka prova ad alzare l’intensità, ma Perugia risponde con ordine e grande efficienza a muro, fondamentale nel quale costruisce un vantaggio progressivo. I numeri raccontano di una squadra compatta, capace di alternare soluzioni rapide al centro e palloni più lavorati in banda. Il 25-21 porta gli umbri sul 2-0 e avvicina sensibilmente il titolo.
Il terzo set è il più combattuto e, paradossalmente, il più indicativo della maturità di Perugia. Osaka resta agganciata fino ai vantaggi, spingendo forte in attacco e trovando punti pesanti sempre con Nishida. Nel momento decisivo, però, emerge tutta l’esperienza della formazione italiana: gestione lucida dei palloni pesanti, pochi errori gratuiti e la capacità di colpire nei momenti chiave. Il 29-27 chiude set, partita e torneo dopo un’ora e quaranta minuti di gioco complessivi.
Numeri e protagonisti
A livello statistico Perugia chiude con 79 punti totali contro i 68 di Osaka, confermando la superiorità in attacco e una maggiore incisività nei momenti chiave. Ben Tara è il miglior realizzatore dei suoi con 16 punti, seguito da Semeniuk (13) e Löser (9), mentre dall’altra parte Nishida prova a tenere in partita i giapponesi con 14 punti complessivi.
Il triplice fischio di Belém certifica così non solo l’ennesimo trionfo di Perugia, ma anche la centralità del movimento italiano nel panorama mondiale. Un successo netto, autorevole, che chiude un ciclo straordinario e, allo stesso tempo, rilancia nuove ambizioni per il futuro.
