Mondiale Skeet, Rossetti guida Grand’Italia

L’olimpionico vince il titolo a Mosca. Per il toscano c’è anche l’oro a squadre con Cassandro e Filippelli. Sdruccioli argento tra gli U20, ma la squadra è s'oro.

Mondiale Skeet, Rossetti guida Grand’Italia

Il responso del Mondiale di Mosca è senza equivoci: Gabriele Rossetti è sempre il numero del mondo nello Skeet. Lo era un anno fa dopo la vittoria alle Olimpiadi di Rio e si è riconfermato oggi al Fox Lodge della capitale russa con la conquista del titolo iridato del 2017. Un titolo individuale che è ulteriormente impreziosito da un perfetto oro a squadre in collaborazione con Tammaro Cassandro e Riccardo Filippelli. Gabriele Rossetti ha affrontato il Mondiale russo con la consapevolezza di essere al top della preparazione e lo ha voluto ribadire componendo un perfetto percorso di approccio alla finale. L’azzurro di Ponte Buggianese ha conquistato l’accesso al sestetto dei duellanti da primo della classe con un solidissimo 123/125 che nessun altro dei fuoriclasse in gara a Mosca aveva saputo imitare. In finale, con 122, guadagnavano un posto altri cinque accreditati avversari: lo svedese Stefan Nilsson, il cipriota Georgios Achilleos e i russi Nikolay Teplyy e Alexander Zemlin e la rivelazione tedesca Vincent Haaga. A sorpresa è un Teplyy abbastanza distratto a lasciare il campo da sesto classificato dopo i primi venti lanci. Lo segue a ruota il suo connazionale Zemlin. Non centra il podio neppure Stefan Nilsson: lo svedese è quarto. Il “triello” per le medaglie è circoscritto dunque a Gabriele Rossetti, al tedesco Haaga e al cipriota di Londra Achilleos. Con Gabriele che guida autorevolmente la volata. Dopo che Achilleos è rimasto fuori dalla corsa al titolo e si è classificato terzo, l’ostacolo tra Gabriele e la vittoria iridata è soltanto la rivelazione Haaga. E quando Rossetti sta conducendo per 50 a 48, la fatica di una gara che si è consevata sempre a livelli altissimi comincia davvero a farsi sentire. Gabriele non inquadra il Pull nella doppia inversa alla pedana 4 ed è “zero”, ma il suo avversario tedesco non sfrutta l’opportunità di riaprire il confronto e sbaglia lo stesso piattello. A quel punto la strada è davvero spianata per Gabriele che di lì a poco sale sul tetto del mondo battendo Vincent Haaga per 54 a 52. Del resto non ha mai avuto dubbi sullo stato di forma di Rossetti neppure il coach Andrea Filippetti: “Ho sempre creduto fortemente in Gabriele anche in tutta la fase di preparazione a questo Mondiale. Gabriele ha affrontato questa gara con la precisa determinazione di riconfermare il suo ruolo di numero uno: e questo, nello Skeet in particolare, significa costruire pazientemente il proprio stato di forma giorno per giorno. La serenità con cui Rossetti ha affrontato questa gara ha certamente ispirato anche gli altri ragazzi della squadra, Cassandro e Filippelli, che sono stati fondamentali per la vittoria collettiva.” Nel caso di Gabriele la vittoria iridata un anno dopo l’oro olimpico è l’indizio preciso che il “vizio” di vincere che da sempre pervade casa Rossetti davvero non si smorza mai. “Certamente no, – dice Gabriele Rossetti – perché tutto quello che so di questo mio sport, lo devo proprio agli insegnamenti di mio padre Bruno. È lui che mi ha insegnato letteralmente a gareggiare: che è una cosa diversa dal semplice puntare alla vittoria. Gareggiare è conoscere i propri limiti e tutte le proprie capacità, valutare le proprie forze e le forze degli avversari. Gareggiare è lavorare su tutti questi elementi e farne davvero un’arma per raggiungere i traguardi che si vogliono perseguire.

Guerre stellari, dicevamo, anche nel confronto per nazioni. A fare la dfferenza ancora una volta il possente punteggio di approccio alla finale realizzato da Gabriele Rossetti. La Russia di capitan Nikolay Teplyy compone infatti un 363/375 che altrove farebbe rima con campioni del mondo, invece è l’Italia a conquistare il titolo iridato per una sola lunghezza con 364. Il 123/125 dell’olimpionico di Rio è stato appunto determinante, ma la tenuta complessiva per tutta la durata della gara da parte di Tammaro Cassandro (121) e di Riccardo Filippelli (120) hanno attribuito definitiva solidità al prrimato azzurro. Domani ancora Skeet di altissimo livello per la giornata conclusiva di questo Mondiale 2017: in programma il Mixed Team con la super-coppia d’oro formata da Diana Bacosi e Gabriele Rossetti e con la seconda formazione italiana composta invece da Tammaro Cassandro e Katiuscia Spada.

UN ORO E UN ARGENTO TRA GLI JUNIORES – Elia Sdruccioli è protagonista nella gara degli under 20 dello Skeet al Mondiale di Mosca. Il marchigiano di Ostra (Ancona) si assicura un posto tra i sei finalisti con un 121/125 in cui è perfettamente sintetizzata la regolarità con cui il diciannovenne ha condotto la prima fase della gara russa. Nelle prime battute della finale Sdruccioli non è però impeccabile: non controlla il quarto bersaglio alla pedana 3 e lascia planare indenne un altro piattello subito dopo alla famigerata 4, ma recupera fiducia gradualmente nel primo step di selezione e lascia che siano prima il kazhako Mukhamedyev e poi il ceko Lang e il beniamino di casa Sharapov a lasciare il centrale del Fox Lodge di Mosca. Nel “triello” con il cipriota Nicolas Vasiliou e con il danese Emil Petersen, a medaglia ormai assicurata, Elia Sdruccioli non smarrisce la sua distesa concentrazione: è Vasiliou infatti a finire terzo. Sul 48 a 49 per il danese, quando è ormai duello all’ultimo piattello per l’oro, l’azzurro perde l’occasione per tenere sotto pressione l’algido avversario scandinavo commettendo un errore alla 4 e concedendo al preciso Petersen due lunghezze di vantaggio. Il danese a sua volta è convinto dei propri mezzi e va a conquistare l’oro per 54 a 53 sull’azzurro. Ma il diciannovenne marchigiano si è frattanto già aggiudicato un titolo mondiale: nel confronto a squadre. È meritatissimo infatti l’alloro collettivo per i tre giovani skeettisti di Andrea Filippetti: l’euforia di Elia Sdruccioli traina al successo il team completato da Valerio Palmucci e Erik Pittini. L’Italia under 20 dello Skeet conquista il titolo mondiale per nazioni con 353/375 e stacca di cinque piattelli la rivelazione Turchia (348) che costringe al terzo gradino del podio i tre virgulti di una scuola tradizionalmente fortissima nello Skeet: gli Stati Uniti.

RISULTATI

Skeet Junior : 1° Emil Petersen (Norvegia) 119/125 + 54/60; 2° Elia SDRUCCIOLI (Italia) 121 + 53; 3° Nicolas Vasiliou (Cipro) 122

Squadre: 1° ITALIA 353/375; 2° Turchia 348; 3° Usa 345

Skeet Senior : 1° Gabriele ROSSETTI (Italia) 123/125 + 54/60; 2° Vincent Haaga (Germania) 122 + 52; 3: Georgios Achilleos (Cipro) 122 + 42/50

Squadre: 1° ITALIA 364/375; 2° Russia 363; 3° Repubblica Ceca 361

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