
L’Ural State Mining University ha vinto la prima edizione del Mondiale universitario a squadre della FIDE. Ad Almaty l’ateneo di Ekaterinburg ha battuto domenica la Saint Louis University per 5-3 nel doppio confronto della finale. Un risultato che va oltre il semplice dato statistico e che, se allarghiamo lo sguardo oltre gli scacchi, ci dice qualche cosa di nuovo anche per quanto riguarda l’aspetto geopolitico. Se fino a qualche anno fa le università occidentali erano in grado di attrarre i migliori talenti al mondo, sembra che le cose stiano cambiando. Il successo dell’università russa, in un contesto internazionale in cui gli scambi culturali sono ridotti a causa della guerra in atto, in qualche modo mette in luce come anche il baricentro della ricerca scientifica si stia spostando verso est.
Saint Louis è la patria del ricchissimo Rex Sinquefield, il finanziere che ha reso la città la capitale mondiale degli scacchi e che paga la squadra della Saint Louis University arrivata seconda ad Almaty. Ricordiamo che Sinquefield ha già finanziato a più riprese il movimento scacchistico Usa portando a gareggiare sotto la bandiera stelle e strisce giocatori come Caruana e So, oltre a finanziare il super torneo che porta il suo nome. È anche il finanziatore dell’Università con borse di studio a studenti di tutto il mondo anche e soprattutto per la loro capacità di giocare a scacchi. Prova ne sono i nomi dei giocatori che hanno lottato contro i russi per il successo finale. Nonostante questo ingente stanziamento di risorse, però, l’università di Ekaterinburg che potremmo definire a conduzione autarchica ha avuto la meglio.
Le quattro provenienze di Saint Louis
Nessuno dei tre che hanno pattato con i russi è statunitense. Aryan Chopra è nato a Nuova Delhi il 10 dicembre 2001 e gioca per la federazione indiana: Grande Maestro a quattordici anni e nove mesi, il secondo più giovane della storia del suo Paese dopo Parimarjan Negi, a maggio 2026 era numero 88 del mondo con 2637 punti Elo. Accanto a lui l’altro indiano, Bharath Subramaniyam H: i due erano le uniche teste oltre quota 2600 dell’intero torneo. Nikolozi Kacharava viene da Tbilisi, dove è nato il 3 marzo 2004: Grande Maestro dal 2023, bronzo al Mondiale juniores, secondo al campionato georgiano nel 2024 dopo avere superato allo spareggio il campione uscente Mchedlishvili.
La quarta scacchiera è l’unica con passaporto americano, e non dalla nascita. Thalia Cervantes Landeiro è nata all’Avana il 28 novembre 2002, ha giocato per Cuba fino al 2014 e ha imparato il gioco a sette anni sotto la guida del Grande Maestro Walter Arencibia. Emigrata negli Stati Uniti, a dodici anni vinse il Susan Polgar Girls’ Invitational under 19. Vive a Saint Louis e ha studiato sports business alla SLU.
Chopra e Kacharava restano tesserati per India e Georgia. È la differenza rispetto all’operazione Caruana e So: allora Sinquefield ottenne cambi di bandiera, oggi affitta talento che resta straniero.
Garifullina firma l’oro
Le due sfide hanno seguito lo stesso copione. Nesterov, Makarian e Lobanov hanno pattato contro Chopra, Bharath Subramaniyam e Kacharava; in quarta scacchiera Leya Garifullina ha piegato due volte Thalia Cervantes Landeiro, fissando entrambi i parziali sul 2,5-1,5. Sue le uniche due vittorie negli otto incontri individuali della finale. «Abbiamo avuto partite complicate, soprattutto nei playoff», ha detto il GM Arseniy Nesterov, che ha aggiunto come il programma scacchistico dell’ateneo gli permetta di viaggiare per i tornei senza attriti con i corsi.
Più lunga la corsa al terzo posto. UT Dallas e Kazakh National University of Sports si sono divise i due confronti sul 2,5-1,5, poi hanno pareggiato 2-2 il primo spareggio. La medaglia è arrivata al sudden death, dove il GM Kazybek Nogerbek ha superato il GM Aditya Samant davanti al pubblico di casa. Alle spalle dell’Ural chiudono così Saint Louis con l’argento, il KNUS con il bronzo e UT Dallas al quarto posto.
Oxford, Cambridge e Harvard subito out
Il torneo, ospitato dal Farabi Hub dal 4 al 9 agosto, ha riunito sedici atenei — otto qualificati online, otto invitati — per un montepremi di 50.000 euro. Ogni sfida si giocava su quattro scacchiere, con almeno un uomo e una donna in formazione. L’Ural partiva con il rating medio più alto del lotto. Al via c’erano anche Oxford, Cambridge e Harvard, i cui circoli scacchistici esistono da oltre un secolo e mezzo. Nessuna delle tre ha raggiunto le semifinali. Il Kazakistan ne ha invece portate tre alla fase finale: Almaty Management University, Kazakh National University of Sports e Farabi University.
Ekaterinburg 1914 vs Saint Louis
L’Ural State Mining University nasce il 3 luglio 1914 ed è il più antico ateneo degli Urali centrali. Nel 1917 Nicola II firmò il decreto che lo poneva sotto il patronato imperiale. Forma geologi, geofisici e ingegneri minerari; i suoi laureati hanno individuato centinaia di giacimenti fra Urali e Siberia. La squadra scacchistica è dieci volte campione di Russia e ha vinto venticinque volte il campionato regionale di Sverdlovsk. Non è un programma costruito con un assegno recente. È una struttura interna a un politecnico minerario statale, cresciuta dentro il sistema che legava scacchi, matematica e ingegneria fin dagli anni Venti.
Alexander Motylev è il nome più noto di quelli che sono usciti da questa università. Nato a Sverdlovsk nel 1979, Grande Maestro dal 2000, campione di Russia nel 2001 e campione d’Europa nel 2014. Ha toccato 2710 punti Elo nel luglio 2009 e il numero 23 del mondo nell’aprile 2005. Vinse l’Europeo di Erevan con 9 su 11 e una performance di 2872, la migliore nella storia della manifestazione. Nel 2006 divise il torneo B di Wijk aan Zee con Magnus Carlsen. È stato allenatore di Sergey Karjakin e della nazionale russa.
La squadra americana nasce nel settembre 2015 da un accordo fra l’università e il Chess Club di Sinquefield: per la prima volta in quasi duecento anni di storia la SLU metteva a bando borse scacchistiche e reclutava giocatori nel mondo. Le borse coprono retta, tasse, vitto e alloggio. Il 28 agosto 2018 Jeanne e Rex Sinquefield hanno versato 50 milioni di dollari all’ateneo, la donazione più alta dei suoi duecento anni, destinati a un istituto di ricerca, a un centro di economia applicata intitolato ai donatori e al sostegno annuale della squadra di scacchi.
Il conto dei visti
Il caso di Almaty smette di essere un aneddoto sportivo per diventare, come abbiamo detto in apertura, evento globale e emblematico. Secondo il rilevamento d’autunno dell’Institute of International Education, nell’anno accademico 2025/26 le nuove iscrizioni di studenti stranieri negli atenei statunitensi sono calate del 17%. Il 57% degli istituti ha registrato una flessione. Le immatricolazioni ai corsi di laurea magistrale e ai dottorati sono scese del 12%. È il calo più forte degli ultimi undici anni al di fuori della pandemia. NAFSA stima in 1,1 miliardi di dollari la perdita per l’economia americana, su un contributo complessivo degli studenti stranieri di quasi 55 miliardi nel 2024-25.
Il dettaglio che riguarda direttamente la panchina di Saint Louis: le iscrizioni indiane ai corsi post-laurea sono scese del 10% nel 2024-25, oltre il 61% degli atenei americani ha segnalato un calo di studenti dall’India e il 96% di questi ha indicato come causa i problemi con le domande di visto. L’India resta il primo bacino di provenienza. È anche quello che si sta ritirando più in fretta. Il fenomeno tocca già i bilanci: la DePaul University di Chicago ha varato blocco delle assunzioni, tagli agli stipendi dei dirigenti e limiti alle spese discrezionali dopo un crollo del 30% delle iscrizioni straniere.
A marzo un sondaggio di Nature su circa 1.600 ricercatori ha rilevato che oltre il 75% degli scienziati attivi negli Stati Uniti stava valutando di andarsene; fra i postdoc la quota saliva all’80%. A maggio la Commissione europea ha stanziato 565 milioni di dollari per rendere l’Europa una calamita per i ricercatori. Le domande di finanziamento allo European Research Council presentate da ricercatori con base negli Stati Uniti sono passate, per i bandi giovani, da 60 nel 2024 a 116 nel 2025 e a 169 nel 2026; per quelli senior da 23 a 114. Circolano da aprile analisi secondo cui la Cina avrebbe superato gli Stati Uniti nella spesa complessiva per la ricerca.
Ad Almaty il montepremi lo ha messo il Kazakistan, la sede pure. Le tre università anglosassoni con centocinquant’anni di scacchi alle spalle sono uscite prima delle semifinali. La coppa l’ha alzata un politecnico minerario degli Urali con quattro giocatori cresciuti in casa. Ci sembra che il nesso sia quanto mai evidente.
I risultati
- Finale, gara 1: Ural State Mining 2,5-1,5 Saint Louis
- Finale, gara 2: Saint Louis 1,5-2,5 Ural State Mining
- Finale 3° posto, gara 1: KNUS 1,5-2,5 UT Dallas
- Finale 3° posto, gara 2: UT Dallas 1,5-2,5 KNUS
- Spareggio: UT Dallas 2-2 KNUS; sudden death a Nogerbek


