
Julio Velasco è tornato re di un mondo che aveva già contribuito a creare. L’allenatore argentino, il tecnico più iconico che la pallavolo italiana abbia mai conosciuto, ha firmato un’altra pagina di storia portando le azzurre sul tetto del mondo. A quasi quarant’anni di distanza dai primi trionfi con la Nazionale maschile, il ct di La Plata ha completato il suo percorso da “uomo del miracolo”: quello che aveva soltanto sfiorato con gli uomini, lo ha raggiunto e superato con le ragazze, conquistando quelle soddisfazioni che sembravano mancare a un palmarès già leggendario.
Velasco, arrivato in Italia negli anni Ottanta, aveva acceso la miccia del “fenomeno volley” scrivendo l’epopea della Generazione dei Fenomeni. Con gli uomini la sua bacheca si era riempita in pochi anni: tre titoli europei (1989, 1993, 1995), due campionati del mondo (1990 e 1994), cinque World League, la Grand Champions Cup nel 1993, la World Top Four nel 1994, la Coppa del Mondo nel 1995 e il World Super Challenge nel 1996. Una collezione impressionante, resa ancor più preziosa dall’argento olimpico di Atlanta 1996, l’unico grande rimpianto di quella squadra che aveva dominato ovunque senza riuscire a mettere le mani sui Giochi.
Quel traguardo, però, è arrivato trent’anni dopo grazie al suo ritorno in panchina, questa volta alla guida della Nazionale femminile. Nel giro di due stagioni Velasco ha costruito un gruppo solido, determinato, capace di vincere due Volleyball Nations League consecutive (2024 e 2025), l’oro olimpico a Parigi 2024 e infine il titolo mondiale nel 2025, riportato in Italia dopo ventitré anni di attesa.
Con questo triplete d’oro – VNL, Olimpiadi e Mondiale – Julio Velasco ha chiuso il cerchio. Quello che gli era sfuggito con i maschi, oggi lo ha conquistato con le ragazze, consacrando il suo nome come un unicum nello sport italiano.
È per questo che di lui si parla come di un “re Mida” della pallavolo: ovunque metta le mani, riesce a trasformare il lavoro in vittorie, il gruppo in squadra, il talento in oro. L’Italia del volley lo ha conosciuto come il profeta che ha cambiato mentalità e cultura sportiva, e ora lo celebra come l’uomo che ha reso possibile un altro miracolo.
