Mondiali 2011: dove lo troviamo un altro come Bettini?

Che qualcosa non sia andata com’era nelle speranze lo conferma il comunicato stampa della FCI in sui si rinnova la fiducia nei tecnici federali. Quando sei costretto a fare questo è perché qualcuno ha instillato un dubbio…
In effetti la prova dei professionisti (ma non solo, diciamo di tutto il settore maschile) ha lasciato molto amaro in bocca. Premesso che alla fine ha vinto il più forte e meritevole (e questo va tenuto in conto soprattutto da parte di quanti hanno criticato il percorso), bisogna ammettere che le punte sulle quali si è “scommesso” non erano proprio purosangue.
Senza nulla togliere a Bennati e Modolo, che dopo 250 chilometri si vede la differenza tra un campione e un buon corridore non è un’invenzione. Ci sarà qualche motivo per il quale Bennati nella sua lunga e onorata carriera non ha mai infilato una classica, l’unico tipo di corsa che si svolge sopra quel limite chilometrico? Oppure ci vogliamo illudere che il Giro di Padania, in cui Modolo sembrava Merckx, ha la stessa valenza di un Fiandre o di una Sanremo? Quest’anno non abbiamo collezionato vittorie da ricordare neanche alle tappe del Giro, notoriamente più brevi ma sicuramente combattute, per non parlare di Tour o Vuelta. Insomma eravamo lì per fare esperienza.
Allora, forse, fin dall’inizio sarebbe stato giusto puntare su un giovane (al pari degli altri in evidenza soltanto in corse di contorno) come Viviani, che ha molto per ben figurare.
Un uomo esperto della pista, tecnico della nazionale per diversi anni, mi ha confessato, subito dopo il mondiale: “Viviani doveva essere libero di fare gli ultimi chilometri pensando a se stesso. Ha fatto la pista, sa di pista; non si sarebbe perso in un arrivo simile.”
Non saprei dire se è veramente così. Certo che il mondiale degli uomini di Bettini è riuscito nell’impresa di rendere meno bella la vittoria della Bronzini, mortificando un ambiente che avrebbe avuto bisogno di un successo come il pane. Del resto proprio Giorgia aveva avvertito tutti: “Non servono treni o giochi di squadra, basta un uomo che non ti fa chiudere da quelli che nello strappo finale si piantano…”. Alla prova dei fatti devo aggiungere che servono anche le gambe di Giorgia.
Il problema è che con uno come Bettini, in gara e non in ammiraglia, questo mondiale non l’avremmo mai perso. Adesso vallo a trovare un altro come lui!
Antonio Ungaro

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