Mondiali Arco: il vento segna una giornata storta per gli azzurri

Mondiali Arco: il vento segna una giornata storta per gli azzurri
Amedeo Tonelli impegnato ai Mondiali in Turchia (foto Belli)

Amedeo Tonelli impegnato ai Mondiali in Turchia (foto Belli)

Giornata decisamente negativa per l’Italia ai Mondiali di Arco in svolgimento a Belek, in Turchia. Escono tutti gli azzurri in gara. Nell’Arco olimpico Mauro Nespoli viene sconfitto 6-2 dall’ucraino Markiyan Ivashko ai 16°. “E’ stata un bel match e la posizione in qualifica del mio avversario non rendeva onore alla sua qualità – ha detto l’aviere azzurro dopo la gara – A parte una volée ho tirato bene, con una buona rosata, ma che non era abbastanza centrale. Il vento era forte ma non ingestibile. Diciamo che mi è mancata un po’ di precisione, tirando sempre un po’ troppo sulla destra, senza riuscire a capire come e quanto il vento avrebbe sposato le mie frecce. C’è ancora tanto da lavorare per essere nuovamente competitivi a certi livelli. Nei prossimi Mondiali ci giocheremo la qualificazione olimpica e non si potrà sbagliare. Dobbiamo analizzare i problemi e risolverli e serve a tutti noi italiani, atleti, tecnici e dirigenti quella voglia di rivincita che ti fa fare il salto di qualità“.
Non riesce l’impresa a Claudia Mandia, anche lei arrivata ai sedicesimi di finale dove esce per opera della fortissima Ya-Ting Tan (TPE), seconda assoluta durante le qualifiche. “Me la sono giocata, ma potevo fare anche di più – dice la giovane atleta salernitana -. Ho aspettato i miei tempi e sono arrivate delle folate di vento difficili da gestire. Certamente è andata meglio rispetto alla gara di qualifica. Mi spiace soprattutto per la squadra, perché non ho fatto quanto avrei potuto. Metterò a frutto questa mia presenza a un Mondiale per lavorare sui tempi di tiro e sulla gestione della tensione. Il passaggio tra le senior non è stato facile e conto di trovare maggiore equilibrio per essere più competitiva“.
C’era forse maggiore speranza nel Compound, dove però Pagni e Tonioli non sono riusciti ad arrivare in finale. Pagni si ferma agli ottavi dopo aver superato il primo scontro diretto contro l’australiano Patrick Coghlan. Nulla può contro l’indiano Rajat Chauhan. 
Per lui la possibilità di ritrovare il sorriso nella finale per l’oro misto con la Tonioli e nella gara a squadre con Luigi Dragoni e Mauro Bovini.
Sfuma ai quarti di finale il sogno Mondiale di Marcella Tonioli. L’azzurra si dimostra specialista del settore battendo con ampio margine prima la tedesca Sabine Sauter 125-99 e poi l’olandese Inge Van Caspel 124-109. Nell’ultima sfida Marcella si trova davanti un’altra tedesca, Kristina Berger, che non gli permette di proseguire il cammino. “Ho fatto quello che ho potuto, ma era davvero impossibile decifrare dove sarebbero andate le frecce – ha detto delusa la campionessa azzurra -. Con un vento del genere può veramente succedere di tutto. Mi spiace, perché speravo di arrivare fino in fondo. Ora voglio rifarmi nella prova a squadre, sperando che il tempo sia più clemente e i valori in campo non vengano falsati“.
Il coach azzurro Tiziano Xotti la prende con filosofia: “Quando gli avversari quasi si scusano dopo aver vinto c’è ben poco da dire sulle prestazioni degli atleti… Con un vento del genere non c’è né tecnica, né qualità che tengano. I livelli degli atleti si azzerano. Può dirti bene o male. Quindi mettiamo da parte questa giornata e pensiamo ai match a squadre“.
Male anche nell’Arco Olimpico a squadre. Mauro Nespoli, Amedeo Tonelli e Michele Frangilli non riescono a superare i quarti di finale perdendo contro la Francia (Jean-Charles Valladont, Gael Prevost e Thomas Faucheron).
Un vento del genere certamente condiziona le prestazioni – ha detto Frangilli subito dopo la sconfitta -, anche se non è la prima volta che ho avuto a che fare con un tempo del genere. Mauro con le sue 60 libbre è quello che ha gestito meglio le folate. Io ho risolto il problema alla spalla, ma al termine della gara di qualifica mi sono bloccato con il collo e non stavo proprio al massimo. Oggi ero ancora un po’ dolorante: per me è una costante, in ogni campionato mondiale c’è qualche infortunio di mezzo… A Torino ci era andata meglio, visto che poi abbiamo vinto il bronzo“.
Per Amedeo Tonelli è un ritorno in azzurro che dà buone speranze per il futuro: “Per me era il primo Mondiale Targa – dice l’aviere trentino – Abbiamo provato a gestire la situazione il meglio che potevamo e purtroppo non è bastato per arrivare in semifinale. Dopo una sconfitta c’è sempre un po’ di delusione, perché l’Italia scende sempre in campo per vincere. Cercherò di prendere le cose buone che ho fatto, come il punteggio a 70 metri nella gara di qualifica e la sfida contro Duenas nell’individuale, ma dovrò lavorare per migliorare“.
Chiude Nespoli, con una considerazione sulle condizioni atmosferiche: “E’ vero che il vento è stato difficile da gestire, ma non dobbiamo usarlo come una scusante. Dobbiamo accrescere il nostro livello per essere competitivi. Le altre Nazioni crescono e noi non possiamo restare a guardare“.
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