Mondiali Artistica, squadre uomini: Cina la fotofinish

Mondiali Artistica, squadre uomini: Cina la fotofinish
Mondiali Artistica, Cina, Giappone

La Cina sul podio dei Mondiali di Artistica nel concorso a squadre maschile

Finale al fotofinish tra Cina e Giappone ai 45° Campionati del Mondo di Ginnastica Artistica in svolgimento a Nanning, in Cina. I padroni di casa vincono così questi Mondiali di Artistica, malgrado due cadute al corpo libero e alle parallele, superano di un solo decimo i rivali nipponici conservando il titolo iridato vinto proprio a Tokyo nel 2011. Non riesce così a Uchimura e compagni, protagonisti di una gara pulita e di altissimo livello, l’impresa di restituire lo sgarbo e rovinare ai cinesi i festeggiamenti del loro National Day, nel 65° dalla fondazione della Repubblica Popolare. In un Guangxi Sports Center Gymnasium pieno in ogni ordine di posti (oltre 9.500 a sedere, con tanta gente rimasta fuori dei cancelli), gli olimpionici 2012 sono riusciti a recuperare il terreno perduto dopo l’errore di Cheng al corpo libero, di Deng alle parallele e un turno faticoso al cavallo, chiudendo a quota 273.369 grazie all’impressionante 15.966 di Zhang Chenglong alla sbarra, proprio all’ultimo attrezzo della sesta e conclusiva rotazione. Una specie di calcio di rigore, insomma, che ha punito oltremisura il Giappone, costretto all’argento con 273.269.
Avevamo deciso da tempo – ha detto alla fine Chenglong – che dovevamo osare negli esercizi a questi mondiali, perché il Team Giapponese è veramente forte. Penso che alla fine siamo stati premiati potendo contare su coefficienti più alti rispetto ai nostri colleghi giapponesi…
Al Giappone, del resto, non è bastato un corpo libero straordinario, impreziosito da specialisti come Shirai e Uchimura ed un cammino spedito, eccetto forse agli anelli. Il campione olimpico e quattro volte iridato, tra l’atro, non è salito alle parallele asimmetriche, forse per risparmiare un po’ di energie in vista della finale all-around di giovedì (diretta Rai Sport 2 dalle 13.00 alle 16.00), anche se l’allenatore ha dichiarato che la scelta è stata fatta soltanto per motivi tecnici, potendo schierare altri tre atleti “di uguale valore” e per preservare Uchimura per l’esecizio successivo. Non ha mancato di dire la sua su una sconfitta che brucia: “Abbiamo perso di 0,100 nonostante non abbiamo commesso errori evidenti – ha detto Uchimura -. Non credo proprio che questa differenza tra noi e loro sia reale. Penso, comunque, che abbiamo fornito veramente un bello spettacolo…“.
Al terzo posto gli Stati Uniti che con 270.369 lasciano un’arrembante Gran Bretagna ai piedi del podio con 269.170. Non c’è gloria del resto per la Vecchia Europa, se anche la Russia, campionessa continentale in carica, non riesce ad entrare nella lotta per il podio e si ferma al quinto posto, con il totale di 266.503. A seguire le altre, che per contenuti tecnici non hanno mai dato la sensazione di poter competere per una medaglia, il Brasile, che con un 263.562 lancia la sfida in vista dei Giochi di Rio, la sorpresa Svizzera (257.293) e una deludente Germania, ultima con 256.160.
Oggi tocca alla final eight femminile, in diretta su Rai Sport 2 dalle 13.00 alle 15.30 con il commento di Andrea Fusco, Igor Cassina e Carmine Luppino. L’Italdonne guidata da una Vanessa Ferrari in grande spolvero ripartirà dalla trave (prima del Giappone) con il seguente ordine di lavoro:
· TRAVE – Marongiu, Campana, Ferrari
· CORPO LIBERO – Mori, Ferrari, Fasana
· VOLTEGGIO – Rizzelli, Ferrari, Fasana
· PARALLELE ASIMMETRICHE – Campana, Mori, Ferrari
La trave ti mette sempre apprensione – ci svela la romana dell’Esercito Italiano Giorgia Campana, allenata da Mauro Di Rienzo, che con la Fasana e la Ferrari era in squadra ai Giochi di Londra – ma dato che, in base ai sorteggi delle qualificazioni, ci siamo allenate tutta l’Estate ad iniziare da questo attrezzo, impostando così anche l’amichevole premondiale di Novara, in un certo senso, il fatto che la quinta qualificata, dunque l’Italia, dovesse seguire in finale lo stesso giro, non ci trova impreparate.  Io chiuderò la gara nel mio attrezzo preferito e speriamo di fare anche meglio di lunedì. Con la formula del tre secco (ossia delle 6 ginnaste in rosa gareggiano solo tre per specialità senza la possibilità di scartare alcun punteggio, dunque ogni errore individuale entra inesorabilmente nel totale della squadra, ndr.) è possibile tutto, quindi magari anche agganciare la Gran Bretagna o più in generale approfittare degli sbagli altrui. Sempre sperando di far bene noi, ovvio. Qui a Nanning mi sto divertendo, amo la Ginnastica e sto bene con le mie compagne. Quindi, al di là delle pressioni e della posta in gioco, fare sport a certi livelli lo ritengo ancora un piacere, più che un dovere.  Le esordienti stanno andando molto bene, si sono conquistate il posto in squadra e adesso, al rientro, dovranno tornare in palestra per incrementare i punteggi di partenza. Mi ricordo quanto fossi agitata io al mio debutto al Mondiali di Tokyo, quindi comprendo cosa provino in questo momento. Però il lavoro paga sempre e all’Italia, sulla strada di Rio de Janeiro, serve l’aiuto e l’impegno di tutti”.

 

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