
La corsa alla fase finale del FIFA World Cup 2026 si è ufficialmente conclusa: sarà l’Iraq la 48ª e ultima nazionale qualificata alla prima edizione allargata del torneo. La selezione asiatica ha conquistato il pass decisivo battendo la Bolivia nel torneo di spareggio disputato allo Stadio di Monterrey, chiudendo un percorso di qualificazione globale lungo 937 giorni e articolato in 899 partite.
L’Iraq entra così nel Gruppo I insieme a Francia, Senegal e Norvegia, completando il quadro di una competizione che, per la prima volta nella storia, vedrà al via 48 squadre. Una svolta strutturale per il torneo più importante del calcio mondiale, che si giocherà tra Canada, Messico e Stati Uniti dall’11 giugno al 19 luglio 2026.
La giornata decisiva ha assegnato gli ultimi sei posti disponibili. In Europa, attraverso i playoff, hanno staccato il biglietto Repubblica Ceca, Bosnia-Erzegovina, Turchia e Svezia, distribuite rispettivamente nei gruppi A, B, D e F. Successivamente, il focus si è spostato in Messico, dove si sono giocati gli ultimi spareggi intercontinentali: la Repubblica Democratica del Congo ha superato la Giamaica a Guadalajara, guadagnandosi un posto nel Gruppo K.
La qualificazione dell’Iraq rappresenta anche un dato simbolico: con 21 partite disputate, è stata la nazionale più impegnata lungo l’intero percorso. Aymen Hussein ha firmato l’ultimo gol delle qualificazioni, portando a 2.527 il totale delle reti segnate, con una media di 2,8 a partita.
Gli spareggi hanno avuto anche valore organizzativo, fungendo da test per alcune delle sedi del Mondiale. Guadalajara e Monterrey, che ospiteranno complessivamente otto gare della fase finale, hanno accolto quasi 164 mila spettatori in quattro partite, confermando la risposta del pubblico in vista dell’evento.
Ora l’attenzione si sposta sulla fase finale, che sarà la più ampia di sempre: 104 partite distribuite in 16 città ospitanti e una previsione superiore ai sei milioni di spettatori negli stadi. A livello globale, si stimano circa sei miliardi di contatti attraverso le diverse piattaforme, a conferma della portata planetaria della competizione.
Con la definizione del quadro completo, è stato aggiornato anche il calendario: alcune modifiche riguardano gli orari di singole partite, tra cui quella tra Turchia e Paraguay, anticipata di un’ora, e il match tra Brasile e Haiti, anch’esso ritoccato di 30 minuti.
Il Mondiale 2026 entra così nella sua fase operativa finale, con tutte le protagoniste definite e un format destinato a ridefinire equilibri e dimensioni del calcio internazionale.
