Mondiali Ciclismo 2012: Gilbert, quando vince un belga non è mai per caso…

Mondiali Ciclismo 2012: Gilbert, quando vince un belga non è mai per caso…

Ha vinto uno degno, mica il primo venuto. E’ la miglior notizia della giornata, che dimostra che si è trattato di un mondiale vero, di quelli tosti. Non un surrogato dell’Olimpiadi che, visto come sono andate a finire (vittoria di Vinokourov), assumono un valore tecnico decisamente meno importante di questo Mondiale in Olanda. Gilbert, Boasson Hagen e Valverde sono un podio di tutto rispetto (anche se lo spagnolo fa storcere la bocca a molti, compreso il sottoscritto) anche e soprattutto per come è maturata la corsa, con l’epilogo che tutti hanno visto. Staccare la concorrenza sull’ultima salita, da favorito, ha il sapore di una Milano Sanremo, senza però la discesa del Poggio. Ha il gusto dello strapotere servito in faccia agli avversari e la consapevolezza che quando tutto gira nel verso giusto non ce n’è per nessuno Gilbert è belga; vallone si sono affrettati a dire e scrivere in tanti. Come se questo diminuisse il valore di una formazione che nel momento più importante della corsa, sul Cauberg, aveva tre atleti pronti a scattare. Il ciclismo è uno sport di tradizione e radicato sul territorio. Il Belgio (valloni o fiamminghi in questo caso fa lo stesso) ha fatto la storia di questo sport. E’ il paese che ha vinto più mondiali e ieri in gara, tra i favoriti, ne poteva allineare addirittura due. Uno di questi ha vinto, con un numero di grande effetto. Quando succede è sempre un bene per il ciclismo perché quando vince un belga difficilmente è un carneade o accade per caso.
AU

LE DICHIARAZIONI DEGLI ITALIANI – “Penso di avere fatto una bella gara però sono dispiaciuto perché con un gamba così buona, se tutto fosse andato per il verso giusto, avrei potuto fare di più, magari non salire sul podio ma arrivare a ridosso nelle prime posizioni” spiega Oscar Gatto 13° e primo degli azzurri al traguardo. “A circa 90 km dall’arrivo sono rimasto coinvolto assieme a Moser in una caduta, sulla salita del mulino, nella quale mi sono ferito al ginocchio destro. Ho cercato subito di ripartire, il dolore si faceva sentire, poi dopo qualche chilometro per fortuna la situazione è migliorata ma il ginocchio ha continuato a darmi fastidio. Poi nel finale ho cercato di tenere duro, sul Cauberg Gilbert ha fatto la differenza, quando siamo scollinati Nibali si è sacrificato per ricucire e cercare di riportarmi sotto ma in volata non ho potuto fare di più.”
“Purtroppo è mancato il risultato però abbiamo corso bene per tutta la gara” dice Vincenzo Nibali “siamo sempre stati presenti nelle fughe e anche nel finale davanti eravamo la squadra più numerosa. Quando Gilbert è partito ho provato a tenerlo ma sentivo che non avevo le gambe per farlo, così ho cercato di resistere e poi di chiudere per portare Gatto in volata. Oggi ha vinto meritatamente il più forte un Gilbert così è difficile da battere. In precedenza a due giri dalla fine ho provato ad anticipare e muovermi sul Cauberg ma non sono riuscito a fare la differenza.”
“Come stabilito nella prima parte ho cercato di stare coperto vicino a Nibali, poi purtroppo sono rimasto coinvolto nella caduta assieme a Gatto ma senza gravi conseguenze” dice Moreno Moser il più giovane in assoluto in gruppo del Mondiale. “Forse ho pagato un po’ il chilometraggio così elevato, nel finale avevo i crampi e quando ho capito che non potevo più essere competitivo al cento per cento non ho esitato a mettermi a disposizione della squadra e prima dell’ultimo Cauberg ho dato tutto per permettere ai ragazzi di prendere la salita nelle prime posizioni. Comunque correre il mondiale e fare parte di questo gruppo è stata un’esperienza molto importante.
“I ragazzi hanno dato il massimo e onorato la maglia azzurra, chiaramente sono dispiaciuto perché mi sarebbe  piaciuto regalare una medaglia al Ballero e all’Italia intera” dice il CT Paolo Bettini. “Tatticamente la squadra si è mossa bene entrando nelle fughe giuste. Avevamo quattro uomini davanti, il primo a uscire è stato Cataldo, poi è arrivato Nocentini e successivamente anche Marcato e Ulissi. Quando si è formato un gruppo di 29 attaccanti, con corridori anche importanti, ho pensato che poteva essere l’azione giusta. Fino a due giri dalla fine la gara si è svolta secondo la tattica che avevamo previsto, forse c’è stata qualche sbavatura ma i ragazzi hanno corso bene. Poi negli ultimi due giri come avevamo deciso è toccato ai ragazzi guardarsi, parlarsi e capire chi ne aveva nelle gambe per provarci e così hanno fatto. Gatto mi ha meravigliato, nonostante la caduta è riuscito a rimanere davanti e nel finale ha avuto la forza per provare a rientrare e disputare la volata. C’è da lavorare e da costruire, comunque non dimentichiamo che 6 su 9 di questi ragazzi erano al debutto in un mondiale. I due uomini più esperti si sono mossi bene Nocentini già dall’inizio e Paolini nel finale. Cataldo, Marcato e Ulissi hanno dato tantissimo in fuga. Nibali nel finale  era li con i migliori ma onestamente ha ammesso che non ha avuto la gamba per tenere testa a questo Gilbert. Moser rimasto coinvolto nella caduta con Gatto è rimasto coperto e nel finale quando ha capito che non poteva essere competitivo si è messo a disposizione dei compagni. Trentin anche lui rimasto coinvolto in una caduta ha comunque lavorato moltissimo per la squadra. Questi corridori più altri giovani che qui non erano presenti credo possano essere il gruppo su cui investire per crescere e andare avanti.”
JUNIORES: ZURLO QUARTO – La gara degli uomini junior ha aperto il programma dell’ultima giornata dei mondiali di Limburg 2012.  L’Italia ha sfiorato il podio con Federico Zurlo che nell’arrivo in volata purtroppo non è riuscito ad andare oltre il quarto posto. La maglia iridata è andata allo sloveno Matej Mohoric , il favorito numero uno, che ha battuto l’australiano Caleb Ewan e il croato Josip Rumac.

“I ragazzi hanno corso bene  e hanno dimostrato di essere una bella squadra” spiega il tecnico Rino De Candidio. “Abbiamo provato a fare la corsa dura prima con Troia, poi con Donato e sull’ultima salita con Peroni. Peccato perché per come si era messa la corsa speravamo nel risultato; la vittoria o almeno il podio erano davvero alla nostra portata. Nell’ultimo giro forse c’è stata qualche sbavatura e incertezza di troppo. Zurlo era il nostro uomo veloce e aveva lui il compito di fare la volata. Doveva restare a ruota di Mohoric che era il più pericoloso ma lo sloveno è stat bravo a sorprendere . Il quarto posto ci lascia un po’ di rammarico ma purtroppo le corse in bicicletta sono così.”

“Nel penultimo giro abbiamo anche provato ad attaccare per fare selezione ma il gruppo non ci ha lasciato spazio” dice Zurlo. “Poi sull’ultimo Cauberg siamo saliti con un ritmo altissimo e una volta scollinati a un chilometro dall’arrivo quando c’è stato il ricongiungimento del gruppo ho cercato di mettermi nelle posizioni migliori per disputare la volata. E’ stata una volata molto combattuta. Quando mancavano cento metri all’arrivo sono uscito fuori molto bene ma ai meno cinquanta sono rimasto chiuso tra due corridori e ho dovuto rallentare, questo mi ha fatto inevitabilmente perdere l’attimo giusto. Peccato davvero perché è mancato pochissimo alla medaglia La condizione è buona, oggi le gambe giravano benissimo ed ero convinto di potere fare un  buon risultato.”
Guarda on line i video degli azzurri ai Mondiali sul canale YouTube della FCI : http://www.youtube.com/user/Federciclismo

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.