Mondiali ciclismo: dal Tr. Matteotti parte l’operazione @Toscana2013 del CT Bettini

Mondiali ciclismo: dal Tr. Matteotti parte l’operazione @Toscana2013 del CT Bettini
Paolo Bettini in azione sull'ammiraglia della Nazionale di ciclismo (foto Bettini)

Paolo Bettini in azione sull’ammiraglia della Nazionale di ciclismo (foto Bettini)

Paolo Bettini ha un onere importante, e lo sa. I Mondiali ciclismo in Toscana, la sua terra, la terra di Alfredo Martini (a proposito, auguri al Presidente onorario della FCI convalescente per un intervento), la terra di Franco Ballerini (che questo mondiale lo pensò e volle per primo), di Magni e Bartali e dei tanti campioni che da questa regione sono venuti; questo mondiale, dicevamo, ha bisogno di essere onorato al meglio. Da troppo tempo, ormai, ci manca una medaglia d’oro. L’ultimo è stato Ballan, persosi poi per porti nebbiosi. Il penultimo proprio Paolo, che adesso è chiamato a guidare un gruppo, orfano della guida naturale, Ballerini. Bettini ne è consapevole: è stato “ricevuto”, ma sembra quasi “convocato”, dal Malagò al CONI. Lo sport italiano attende un successo, o un podio, magari con quel Nibali che ha dominato la prima parte della stagione e il Giro e che ha detto di puntare decisamente al Mondiale. Per allestire una squadra competitiva, di cui si conosce la punta ma non il contorno, è partita in questi giorni l’operazione “Toscana2013”, ovvero la definizione delle gare di osservazione, che permetteranno al tecnico azzurro di definire il gruppo mondiale.
Il 28 luglio il CT Bettini sarà presente al Trofeo Matteotti di Pescara mentre mercoledì il 21 agosto andrà alla Coppa Agostoni Giro delle Brianze di Lissone. Venerdì 23 agosto il CT presenzierà alla Tre Valli Varesine e sabato 31 agosto al Memorial Pantani-Giro di Romagna.
Ma non solo le gare di osservazioni in Italia – ha detto Bettini – possono darmi indicazioni precise ma è anche utile e basilare avere un occhio di riguardo per gli atleti impegnati nelle corse del calendario Pro Tour da cui, sono sicuro, potrò ricavare informazioni precise e importanti”. Inutile nascondersi dietro un dito: la Vuelta avrà un ruolo fondamentale nell’identificazione degli atleti più in forma, perché di questo il ciclismo azzurro ha bisogno: di un gruppo compatto in grado di correre per Nibali. Di altre tattiche, almeno a voler ispirarsi al mentore di Paolo (Ballerini), non c’è ne sono. Uno per tutti e tutti per uno.

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