ZURIGO (28/9) – Elisa Longo Borghini vince la medaglia di bronzo ai Mondiali di Zurigo, prova in linea donne élite. Nella volata conclusiva conquista il suo secondo titolo mondiale la belga Lotte Kopecky davanti alla statunitense Chloe Dygert e all’azzurra.
Appena scesa dalla bicicletta Elisa sorride, anzi ride. Sembra quasi che sia stata lei a vincere. La stanchezza si tramuta in ilarità. Gli occhi chiari brillano più del solito e dispensa sorrisi a chi gli sta attorno. Non appare stanca, appare soprattutto contenta. Tanto: “E’ stata una corsa veramente bella, mi sono divertita tanto.”
Spiegherà queste sue parole qualche ora dopo, in conferenza stampa. “Non posso pensare di aver perso un mondiale. E’ stata una gara bella, divertente, nella quale mi sentivo bene, nonostante il freddo e la pioggia. Ho provato ad attaccare. Demi (Vollering, ndr) mi è venuta a riprendere portandosi dietro Lotte (Kopecky, ndr). Forse, se non l’avesse fatto, ora io avrei al collo l’oro e lei magari una medaglia. Ma la capisco. Ognuna di noi oggi ha corso per vincere. Ci siamo giocate le nostre carte. Era giusto che finisse così. A me non è mancato nulla, le altre sono state brave a non lasciarmi andare. Lotte quella che si è giocata meglio le carte a sua disposizione.
Però, ditemi, perché dovrei essere dispiaciuta? In altri tempi una volata come questa l’avrei persa. Oggi mi sono lasciata dietro avversarie sulla carta più veloci.”
Elisa è crescita molto, rispetto al 2012, quando salì per la prima volta su un podio mondiale élite. Allora, come oggi, bronzo, ma erano altri tempi. A distanza di 12 anni sono cambiate tante cose. A cominciare dal modo di guardare il mondo e approcciare alla vita. E poi è diventata anche brava nelle volate. “Non credevo, dopo la caduta in allenamento, nella quale mi sono sentita anche un po’ stupida, di ritrovare la condizione. A Parigi è stata una brutta giornata. Ma il mio allenatore, Paolo Slongo, mi diceva che sarei tornata in condizione per il mondiale. Aveva ragione.“
Si commuove pensando a Muriel Furrer, la ragazza scomparsa ieri a causa di una caduta durante la gara delle juniores: “Ha l’età di mia nipote, che vedo crescere e correre. Tra qualche mese l’avrei avuta vicina in corsa. Faceva parte del gruppo, era una di noi…”
Cosa rimane di questo mondiale in cui l’Olanda ha corso in modo scriteriato, bruciando le sue carte migliori per favorire alla fine sempre l’avversaria di sempre? “Sono contenta, non ho nulla da recriminare e mi sento orgogliosa di questo risultato. Questa è una medaglia che dedico alla mia famiglia e a tutto lo staff della Nazionale. Un ringraziamento speciale alle mie compagne di squadra. Un pensiero particolare per Elisa Balsamo, che i primi di ottobre si sposa ed oggi era qui a correre per aiutarmi, e a Soraya Paladin, che ha dimostrato il suo valore dopo un mixed team relay che l’aveva delusa.”
Elisa Balsamo, chiamata in causa, ringrazia: “Sono venuta qui al mondiale chiamata all’ultimo momento per aiutare nei primi chilometri di gara. Sono contenta che Elisa si sia fidata di me, penso di aver fatto del mio meglio per tenerla davanti e farle fare poca fatica. È stato un mondiale veramente duro e freddo, ma sono contentissima di come sia finito.”
Il CT Paolo Sangalli: “Un grandissimo mondiale in cui Elisa si è trovata a combattere contro tutte. Ha fatto vedere che era la più forte, ha provato in tutti i modi a vincere ma una come lei non la fanno andar via facilmente. Piuttosto le avversarie preferiscono perdere il mondiale ma non lo fanno vincere a lei. Sono davvero felice perché dopo una Olimpiade in cui ha trovato una giornata storta, si è subito riscattata e ha mostrato il suo valore, che è questo. Ha fatto una gara davvero bellissima.
Credo che l’Italia del ciclismo esca a testa alta da questa giornata. Ringrazio la Federazione che ci garantisce di lavorare in serenità. Mi auguro di cuore per il mio amico Bennati che anche lui domani riesca a fare un bel risultato.”
