
Filippo Ganna, argento nella notte italiana al Mondiale a cronometro, ed Elisa Longo Borghini devono avere un rapporto particolare con il Canada e con le strade non perfette del Paese degli aceri. Entrambi, al termine della loro prova, hanno infatti dichiarato di aver corso forse la migliore cronometro della propria carriera sportiva. Se il due volte campione del mondo della specialità riesce a malapena a mascherare la delusione, la ragazza di Ornavasso è invece soprattutto sorpresa.
Elisa, infatti, non trattiene il sorriso nonostante abbia perso per soli quattro secondi una medaglia inaspettata, che sarebbe stata una potente iniezione di fiducia in vista del Team Relay di martedì e soprattutto della prova in linea di sabato. Non lo aveva nascosto lei stessa alla vigilia: «Da questa crono non mi attendo nulla». E invece, alla prova dei fatti, la gara in Canada apre scenari addirittura inaspettati per il ciclismo italiano e soprattutto per lei: «Se vado così bene a cronometro, posso farci un pensierino in futuro…», ha esclamato al termine, nella zona mista.
La prova contro il tempo potrebbe regalare un’inaspettata seconda vita sportiva all’azzurra, anche se la prima è ancora lontana dall’andare in pensione.
La gara l’ha vinta la svizzera Reusser, favorita alla partenza e dominatrice incontrastata della scena mondiale. A quasi un minuto tutte le altre, a cominciare da Zoe Bäckstedt. Tra queste anche Elisa Longo Borghini, partita senza particolari ambizioni ma capace, nella seconda parte di gara e soprattutto nei chilometri finali, di recuperare secondi a tutte le dirette concorrenti. Un bel segnale anche dal punto di vista della tenuta fisica e del fondo, che potrebbe raccontarci belle cose in vista della prova in linea.
L’argento di Ganna e il poker di Remco
Chi conosce Filippo Ganna sa bene, vedendolo scendere dalla bici, che non è contento. Un corridore di razza come lui vorrebbe sempre vincere. Oggi aveva le sensazioni giuste per tornare a vestire quella maglia iridata che fu sua nel 2020 e nel 2021, prima che iniziasse il regno di Remco Evenepoel.
Non è contento, ma neanche si può dire affranto o arrabbiato. Confida prima al CT Marco Villa e poi in sala stampa che la prestazione di oggi è tra le sue migliori di sempre. Anzi, a essere precisi, la migliore di sempre. Eppure non è bastata a domare il belga, che invece riesce ad aumentare il distacco rispetto ai precedenti scontri tra i due.
Il problema, e questo Ganna lo sa, è che il tempo non gioca a suo favore. Lui, che ha qualche anno in più di Remco, vede ogni stagione restringersi le occasioni per riuscire a tornare a battere il belga in una cronometro mondiale.
In sala stampa tutto questo, però, non c’è. C’è invece la consapevolezza di aver fatto tutto quello che era nelle sue attuali possibilità e di non aver sbagliato nulla. Semplicemente, non è bastato.
- Filippo, che giudizio dai della tua prova?
«Penso di aver fatto una delle migliori cronometro della mia carriera. I numeri sono stati molto alti, anche superiori alle previsioni che avevamo fatto con la squadra. Ho dato tutto e non ho nulla da rimproverarmi per la prestazione e per la gara».
- Eppure Evenepoel ha vinto con 57 secondi di vantaggio. Cosa dice questo del suo livello?
«Mi ero preparato bene per una distanza lunga come questa e ho fatto una prova molto buona. Il tempo è stato persino migliore di quello che avevamo previsto. Poi possono entrare in gioco il materiale, la posizione e altri aspetti. Io, però, ho fatto tutto quello che potevo per questa gara».

