Mondiali ciclismo, il sorriso e la grinta di Elisa Longo Borghini

L'azzurra centra una medaglia di bronzo nella prova dominata dalle solite olandesi e professa il suo amore per la Maglia Azzurra.

Mondiali ciclismo, il sorriso e la grinta di Elisa Longo Borghini

Per Elisa Longo Borghini la volata di oggi, sul Mondiale di Imola e che valeva la medaglia d’argento: “E’ stata la migliore della mia vita”. Per certi versi è anche vero. La van Vleuten gli ha soffiato la medaglia d’argento, come l’oro all’Europeo. Solo che questa volta il distacco in volata è stato minimo. Però la volata di Elisa non è tra le più pulite, ed è costata anche un warning da parte dei giudici.

Poca importa all’Italia del pedale, che ha apprezzato il coraggio e la voglia di combattere di questa ragazza che sin dalla fine del lockdown ha fatto della sua attività una missione: “Noi sportivi possiamo fare poco in questi momenti di difficoltà. Non siamo medici, né infermieri, in grado di salvare vite. Possiamo essere di esempio e regalare un sorriso. Spero di averne regalato qualcuno oggi…”.

Sul podio la campionessa di Ornavasso ha ricevuto i complimenti del presidente del CIO, Thomas Bach, che oggi è stato ospite dei Mondiali, accompagnato dal presidente UCI David Lappartient, dal presidente del CONI Giovanni Malagò e del presidente Renato Di Rocco. L’Italia si specchia nelle imprese dei propri campioni e, come ha ricordato proprio Malagò ieri dopo il successo di Ganna, queste medaglie del ciclismo sono le prime a livello mondiale dopo il locjdown. Lo sport (e il ciclismo) contribuiscono quindi in questo momento a rendere la stagione meno amara.

Anna van den Breggen a circa 30 chilometri dal traguardo ha sfruttato l’eterna lotta tra le due rivali Elisa e Annemiek per sferrare l’attacco decisivo. “Quando è partita Anna – ha commentato l’azzurra – non sono riuscita a seguirla. Avevo appena risposto ad una tirata della van Vleuten. Ho provato a recuperare. Quando ho capito che non ce l’avrei fatta ho cercato di ragionare. Se l’avversario ti è superiore è meglio essere razionali”.

L’avversario in questo caso, e come accade ai Mondiali da tempo, è il formidabile squadrone orange, che alla fine piazzerà tre atlete tra le prime quattro. Quando è evidente che lo sforzo di Elisa avrebbe portato solo acqua all’Olanda, il tecnico azzurro ha preferito che l’azzurra si facesse raggiungere dalle compagne di squadra per provare ad organizzare una contro offensiva. “La squadra è stata unita ed pronta. Devo ringraziare tutte le mie compagne, che hanno fatto un grande lavoro per tenere alto il ritmo. Anche se non abbiamo recuperato su Anna è servito per preparare il mio attacco”. Si distinguono, nell’inseguimento, Marta Cavalli e Katia Ragusa, con la quale c’è un lungo abbraccio al termine della prova.

Nell’ultimo passaggio sul Gallisterna l’attacco di Elisa, la risposta della van Vleuten, il duello eterno tra due grandi campionesse e l’arrivo in volata. Un sorriso, alla fine, è il suo regalo all’Italia, il paese che ama.

Jules Elysard

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