Mondiali ciclismo Juniores, l’Italia seconda nel medagliere

Con il successo della coppia del madison Consonni-Paternoster l'Italia chiude con 4 medaglie d'oro, 1 argento e 2 bronzi, al secondo posto nel medagliere, primo se consideriamo quello per genere.

Mondiali ciclismo Juniores, l’Italia seconda nel medagliere

Si sono conclusi i Mondiali di ciclismo su pista Juniores 2017 a Montichiari con la quarta medaglia d’oro per l’Italia grazie alla coppia Chiara Consonni e Letizia Paternoster nell’Americana. Per le due ragazze azzurre si tratta della conferma di un affiatamento messo in mostra anche in occasione dei Campionati europei di Anadia, dove aveva anche in quell’occasione vinto l’oro.

Il ciclismo femminile italiano conclude in questo modo uno dei mondiali più ricchi di soddisfazioni di sempre. Se si analizza il medagliere si vedrà che l’Italia con 7 medaglie (4 oro, 1 argento e 2 bronzo) è al secondo posto assoluto. Se consideriamo il medagliere per genere, addirittura al primo. Infatti tutti podio della rassegna lombarda sono arrivati grazie allo straordinario movimento femminile organizzato e ben gestito dalla Federazione e dal Tecnico Dino Salvoldi, che con la medaglia di ieri è arrivato a 203 complessive in carriera.

Purtroppo il settore maschile federale non raggiunge gli stessi traguardi, complice anche la sfortuna, che l’ha privato, il quarto giorno di gara, dell’atleta sicuramente più rappresentativo, ovvero Michele Gazzoli, già campione europeo nell’eliminazione e nella prova in linea. Michele, sabato, era impegnato nella prima prova dell’omnium (scratch), quando, nell’impostare la volata, è caduto. Per lui mondiale finito e il serio rischio che non potremo vederlo al via neanche a Bergen, per il mondiale strada, dove sicuramente partiva con i favori del pronostico. In bocca al lupo al ragazzo per una pronta e completa guarigione.

Per quanto riguarda il settore femminile, se analizziamo i successi e le medaglie, vediamo che sono frutto di un grande lavoro di squadra ed anche, forse soprattutto, di grandi (piccole, per età) campionesse, capaci di primeggiare su ogni terreno. Martina Fidanza (oro nello scratch) è anche uno dei componenti del quartetto che ha stracciato record del mondo e concorrenza. Dello stesso fanno parte anche Letizia Paternoster, che poi si è laureata campionessa del mondo nell’omnium e nel medison (tre titolo per lei a Montichiari, 5 nella sua breve carriera) e Chiara Consonni, anch’essa in grado di “doppiare” la maglia iridata, con il secondo titolo nel medison di ieri, e bronzo nella corsa a punti. Elena Pirrone, bronzo nell’inseguimento, è campionessa europea a cronometro e probabilmente sarà grande protagonista anche tra 15 giorni a Bergen, come anche Letizia Paternoster, che ha la possibilità di cogliere ancora qualche altra soddisfazione prima della fine della stagione.

Insomma la bravura di Dino Salvoldi è stata quella di far crescere, accanto a grandi campionesse, anche altre atlete, in modo da creare una continuità impressionante. Se infatti, elenchiamo, in ordine di età, le campionesse del mondo (o medaglie olimpiche) in nostro possesso, ci rendiamo conto che siamo al cospetto di un gran numero di atlete in grado di dominare per i prossimi 10 anni. Dalla più “vecchia”, il ciclismo italiano al momento può contare su: Elisa Longo Borghini, Rachele Barbieri, Elisa Balsamo, Letizia Paternoster, Martina Fidanza. Insieme, nella loro breve carriera sportiva, tutte queste hanno già vinto oltre 10 titoli mondiali e 1 medaglia olimpica.. il futuro si tinge sempre più di azzurro.

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