Mondiali ciclismo: lo schiaffo di Dennis, la rabbia di Remco, il volo di Ganna

Un podio carico di significati e storie da raccontare quello di oggi ai Mondiali di ciclismo a cronometro, con il successo di Dennis, il secondo posto di Evenenpoel e il bronzo di Filippo Ganna.

Mondiali ciclismo: lo schiaffo di Dennis, la rabbia di Remco, il volo di Ganna

HARROGATE (UK) 25/9 – Filippo Ganna è un campione dalla classe cristallina, capace di vincere una storica medaglia di bronzo anche senza le lenti a contatto, come racconta lui stesso durante il brindisi serale nel raduno della Federazione: “Mi ha anche attraversato la strada un gatto e Marco (Velo, ndr) mi ha detto che era grigio.. io non ci credo, ma va bene così!” ha glissato scherzosamente. Oggi il ragazzo piemontese ha conquistato un bronzo che alla partenza appariva un miraggio. “Non ho mai corso una crono così lunga. L’ho preparata bene con il mio team e poi nei giorni immediatamente precedenti. Quando abbiamo fatto la ricognizione del percorso, io e Affini, abbiamo cercato di memorizzare i passaggi più difficili, ma nulla sapevo riguardo la tenuta…”. Nell’indecisione Filippo parte forte e fa segnare il miglior tempo a primo rilevamento. Alla fine risulterà settimo. “In gara ho deciso di non pensare alla lunghezza, mi sono concentrato sugli intertempi. Ho visto che ero in vantaggio… ho continuato”.

E’ carico di significati il podio della cronometro ai Mondiali di ciclismo che riporta sul gradino più alto del podio Rohan Dennis, già vincitore lo scorso anno e autore di una stagione che mai si era vista nella storia di questo sport.

Durante il Tour di quest’anno Rohan si ritira. Inspiegabilmente. Si dice depressione, poi pian piano viene fuori la verità: problemi con la squadra. L’australiano non gareggia più, ma continua a prepararsi per questo mondiale nel quale si presenza con la bici dello scorso anno (BMC) e non quella della sua formazione (Merida). Vince, anzi stravince, tanto che sul traguardo si permette il lusso di riprendere anche Roglic, partito tre minuti prima.. mica l’ultimo venuto. Fa il segno della testa. Come dire: ci vuole la determinazione e la mente libera per essere il migliore.

Alle sue spalle il talento più cristallino e incredibile del ciclismo, Remco Evenenpoel, non riesce a trattenere la delusione. Avrebbe voluto vincere l’oro questo 19enne arrivato al ciclismo da soli tre anni. Non gli è bastato aver dominato tra gli juniores e, nei primi sei mesi di professionismo (senza passare dalla categoria U23) aver portato a casa vittorie che altri si scordano in una carriera. Voleva fare il pieno anche a questi mondiali, come lo scorso anno: crono e gara in linea. La sua delusione è evidente. Lo schiaffo di Dennis è come il ceffone del genitore che ti riporta con i piedi per terra. Non importa quanto hai vinto e quanto futuro hai davanti; l’umiliazione è forte. Questo la dice lunga sul carattere di Remco. Potrebbe rispondere con un attacco da lontano già domenica prossima, e magari far saltare anche il banco. Ma potrebbe, questa prima sconfitta a cronometro in tre anni di successi, intaccare un meccanismo fino ad oggi inesorabile.

Filippo Ganna a dispetto dei suoi 23 anni, ha già collezionato tre titoli mondiali nell’inseguimento individuale. Oggi ritaglia un altro pezzo di storia del nostro sport, vincendo la medaglia di bronzo nella cronometro. E’ il terzo italiano di sempre a farlo, dopo Andrea Chiurato, argento nel 1994, e Adriano Malori, anch’egli argento, nel 2015 a Richmond.

Se qualcuno avesse ancora dubbi riguardo l’attività su pista, il mondiale di quest’anno, per quanto riguarda la cronometro, li ha completamente fugati. Nella gara di ieri si è imposta una giovanissima Dygert, oggi sul terzo gradino sale un’altra stella dell’inseguimento individuale; a dispetto di un percorso ricco di insidie e salite, non proprio adatto agli specialisti delle prove contro il tempo.

“Una bella soddisfazione – ha commentato Davide Cassani prima di imbarcarsi per Harrogate da Verona con il gruppo strada – per un ragazzo di 23 anni che sta crescendo anno dopo anno. Dopo i risultati su pista adesso sta raccogliendo anche quelli su strada. Vorrei ricordare che quest’anno ha vinto il campionato italiano e altre prove contro il tempo, anche se non lunghe come questa dei mondiali. Voglio ringraziare il lavoro dello staff, Marco Velo e Marco Villa su tutti, che hanno permesso a due ragazzi come Ganna e Affini di crescere e diventare un patrimonio del nostro sport. Erano insieme ai Mondiali di Firenze, adesso li ritroviamo grandi protagonisti ai massimi livelli.”

“Sinceramente non ci attendavamo questa prestazione – ha commentato Marco Velo, che ha guidato il piemontese dall’ammiraglia  perché Filippo non aveva mai fatto distanze così lunghe e con queste caratteristiche (soprattutto la parte centrale). Ganna ha gestito molto bene la parte mista, fidandosi delle info che gli arrivavano dall’ammiraglia. Questo gli ha permesso di arrivare nell’ultima parte di gara con le forze necessarie per dare tutto e salire sul podio.”

Ma la star della giornata è Rohan Dennis. La lezione che ha importati ai suoi due giovani scudieri è stata dura (1’08” a Remco e 1’55” a Filippo) e lascia intendere che il momento dei giovani non è ancora arrivato. Almeno per oggi, perché Filippo, Remco e gli altri hanno il tempo dalla loro. Infondo è sempre una questione di lancette.

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