Mondiali di Copenaghen 2011: Tony Martin castiga tutti: Cancellara solo terzo. Lontani Malori e Pinotti

Mondiali di Copenaghen 2011: Tony Martin castiga tutti: Cancellara solo terzo. Lontani Malori e Pinotti

Con la crono pro si è chiusa la prima parte del mondiale, quella dedicata agli uomini veloci. A conferma che nel nostro paese questo tipo di esercizio non si prende mai troppo sul serio, non siamo mai riusciti a salire sul podio. Solo la Ratto è riuscita ad entrare nelle prime 10; per il resto il deserto.
Un peccato, se si pensa che la cronometro è ormai, nel ciclismo moderno (ma forse anche in quello eroico, basta pensare a Coppi e Anquetil) un esercizio fondamentale. Se sei un cronoman puoi lottare per ogni classica (per credere guardate il curriculum di Cancellara) e per ogni grande giro (Indurain ed Evans, per restare al recente). Ma per andare forte a crono devi iniziare ad andare forte in pista, nell’inseguimento. E’ questo il punto di partenza ed anche il peccato originale del nostro attuale ciclismo. Per quanti sforzi la Federazione faccia, non è ancora riuscita a trovare il modo di portare atleti in pista e, soprattutto, a farli crescere sul tondino, prima di “esportarli” su strada. Eppure l’exploit degli australiani, ormai dominatori su tutti i terreni del ciclismo, dovrebbe essere un esempio da seguire. Dall’altra parte del mondo programmazione e pista sono due elementi fondamentali della cultura ciclistica. E’ ora che iniziamo ad impare.
Antonio Ungaro

Malori in azione a Copenhagen (foto Bettini)

COMUNICATO STAMPA – Adriano Malori ha condotto una gara in progressione: “Come è mia abitudine, avevo deciso fin dai giorni prima della gara di  partire agile e di spingere solo nel finale il rapporto più duro. Ho dato il massimo che avevo, purtroppo sapevo di non essere al top della condizione. Stavo meglio al campionato italiano. Mi sono preparato meticolosamente a questo appuntamento, ma ero consapevole che con un dieci per cento di condizione in meno non potevo aspettarmi di più. Spero che questa non sia solo un’occasione ma l’inizio di un percorso con la Maglia Azzurra”.

 

Marco Pinotti ha vinto la sua medaglia personale già con la sua presenza, lui che fino a qualche mese stava tribolando con la frattura del bacino rimediata all’ultimo Giro d’Italia. Il ct Paolo Bettini lo ha voluto qui a Copenaghen per offrire al più giovane Malori una spalla e un punto di riferimento.

Marco Pinotti ha commentato così la sua prova: “Se penso che ho avuto soltanto sei mesi per preparare 50 km, dico che questa è stata una delle emozioni più belle della mia carriera. È stata un’esperienza anche per me vedere come il mio fisico rispondeva agli allenamenti. Dopo la frattura del bacino, non ho potuto forzare subito al massimo. Oggi ha vinto Martin, che in questa stagione avevo già sfidato tre volte  a cronometro. Sia ai Paesi Baschi, sia al Romandia, ho perso da lui un secondo a chilometro. Il che significa che se a questo Mondiale fossi arrivato con la stessa condizione, avrei perso all’incirca un minuto dal vincitore”.

 

Ordine di arrivo della prova a cronometro professionisti

1. Tony Martin (Ger), in 53’43″85, media 51,813

2. Bradley Wiggins (Grb), in 54’59″68

3. Fabian Cancellara (Svi), in 55’04″44

4. Bert Grabsch (Ger), in 55’15″61

5. Jack Bobridge (Aus), in 55’57″71

24. Adriano Malori (Ita), in 58’30″43

26. Marco Pinotti (Ita), in 58’31″97

 

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