Mondiali ciclismo pista 2016: il quartetto torna grande

Viviani, Bertazzo, Consonni e Lamon rompono il muro dei 4’ nella specialità olimpica dell’inseguimento a squadre e registrano il nuovo record italiano in 3’57”800.

Mondiali ciclismo pista 2016: il quartetto torna grande

“E’ il sogno che avevo da quando sono entrato in nazionale” ha detto Simone Consonni, uno dei quattro moschettieri azzurri che ai Mondiali di ciclismo su pista cominciati mercoledì a Londra hanno abbattuto il muro dei 4′ e realizzato il nuovo record italiano nell’inseguimento a squadre. Comincia come meglio non poteva l’avventura italiana nella rassegna iridata che assegnerà gli ultimi posti utili per Rio 2016, tra i quali in corsa anche Francesco Ceci nel Keirin e Simona Frapporti nell’Omnium. Teoricamente ci sarebbe una remota speranza anche per l’Inseguimento a squadre, ma alla vigilia dell’appuntamento si diceva: “dovrebbero cadere tutti e noi vincere”. Non è successo proprio questo, ma il quartetto di Marco Villa ha fatto il suo, volando in qualificazione con il tempo di 3’57”800 ad una media di 60.555 km/h e conquistando il quarto posto, preceduta solo dalla favoritissima Gran Bretagna (3’55″664), dall’Australia (3’55″867) e dalla Nuova Zelanda (3’57″050).
Sono felice perché questo è un gruppo che ha lavorato bene da inizio stagione e non c’è solo un ottimo feeling ma un vero e proprio rapporto di amicizia” ha continuato Consonni, già vicecampione del mondo strada U23 . Emozionato e soddisfatto anche Francesco Lamon (che il CT Villa ha scelto dopo aver avuto il dubbio di inserire Scartezzini): “Dalla preparazione a oggi in corsa tutto è andato veramente bene. Ci credevamo tutti ed è un gruppo coeso il nostro. Scartezzini ha vissuto la corsa con noi e credo proprio non sia l’escluso, anzi! Chiunque di noi si sarebbe comportato come ha fatto lui oggi: credendoci!”.

Soddisfatto, logicamente, Marco Villa, ancorché consapevole che non è stato ancora fatto nulla e la strada per un podio storico è lunga: “Siamo riusciti ad esprimere il nostro vero valore dimostrando di essere alla portata della qualificazione olimpica che ci è sfuggita lo scorso anno. Dopo una buona preparazione avvenuta durante tutto l’inverno con un gruppo affiatato oggi l’Italia ha messo in luce determinazione, forza e carattere. Lo step più difficile è stato superato e domani gli azzurri sfideranno la Gran Bretagna del fuoriclasse Wiggins. Credo sia uno stimolo in più per l’Italia che correrà consapevole dell’onore di questa sfida”.

I quattro moschettieri azzurri con il tempo registrato entrano nella storia del ciclismo italiano registrando il nuovo record italiano sfondando i 4’00” del quartetto azzurro che nel 1996 corse ai mondiali Manchester: Capelli, Citton, Collinelli e Trentin. Per la manche di oggi contro la favorita Gbr, il CT Villa al posto di Viviani, in riposo per l’omnium, inserisce Scartezzini e non esclude anche il possibile utilizzo del giovane e talentuoso Ganna.

Nel primo giorno di questi mondiali assegnati quattro titoli. Nello scratch uomini ha vinto l’oro lo spagnolo Sebastian Mora Vedri, che ha messo a segno il colpo vincente negli ultimi tre giri anticipando il messicano Ignacio Prado, medaglia d’argento, e lo svizzero Claudio Imhof, medaglia di bronzo. Elia Viviani ha concluso al dodicesimo posto, dopo aver dato un contributo fondamentale alla performance del quartetto che ha stabilito il nuovo record italiano in 3’57”800.

“Ha vinto il più forte – dice Viviani – e gli altri alle sue spalle hanno conquistato il podio grazie alle tempistiche, alle condizioni ed ad aver sfruttato al meglio la situazione. Lo spagnolo ha già dimostrato di saper vincere con questa tattica. Per me, al di là del podio, le sensazioni sono state buone perché ed è stato un bene correre lo scratch per le gare di gruppo dell’omnium che sicuramente saranno corse in modo diverso ma il test è stato importante” – conclude l’azzurro.

Nell’inseguimento individuale donne si è confermata regina l’australian Rebecca Wiasak in 3’34”099, nettamente superiore alla polacca Malgorzata Wojtyra, che ha conquistato l’argento in 3’41”904. Terza la canadese Annie Foreman Mackey in 3’36”005, quarta la statunitense Ruth Winder (3’39”902). Buona la prestazione dell’azzurra Beatrice Bartelloni, ottava in 3’40”394.

I titoli della velocità a squadre uomini e donne hanno premiato rispettivamente la Nuova Zelanda (Dawkins Edward, Mitchell Ethan, Webster Sam) e la Russia (Shmeleva Daria, Voinova Anastasiia).

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