Mondiali Ciclocross 2013: fanno festa gli olandesi e il “vecchio” Nys

Mondiali Ciclocross 2013: fanno festa gli olandesi e il “vecchio” Nys
Marco Aurelio Fontana

Marco Aurelio Fontana

“Siamo amareggiati” commenta Fausto Scotti subito dopo la fine dei Mondiali Ciclocross 2013 negli USA che hanno regalato veramente poche soddisfazioni per l’Italia. In effetti mai come questa volta le speranze per il ciclopratismo azzurro di portare a casa il risultato grosso erano al massimo. Si sperava in Bertolini, sempre sul podio nelle ultime prove di coppa del mondo, in Eva Lechner, determinata e in condizione nelle recenti apparizioni, e soprattutto in Marco Aurelio Fontana, apparso riconsegnato ad una nuova dimensione sportiva dopo il bronzo di Londra. Così non è stato e torniamo in Italia con il sesto posto della Lechner come miglior risultato. Un po’ poco.
Dal punto di vista generale, i primi mondiali lontano dal vecchio Continente hanno fatto bene soprattutto ai corridori olandesi, che vincono tre sui quattro titoli in programma. Ma la soddisfazione maggiore è per forse il più grande ciclocrossista di tutti i tempi, il belga Nys, che si toglie la soddisfazione di vestire, per la seconda volta in carriera, la maglia iridata. Sven ha dominato sui prati di tutto il mondo, ma pur mostrando in alcune stagioni una forza addirittura straripante, ha sempre vissuto in modo anomalo il mondiale. Al punto da restare vittima di una “maledizione”, nella corsa iridata, spezzata soltanto nel 2005 a Saint Wendel. Dopo di allora, però, le cose non sono andate meglio, anche per l’arrivo sulla scena di giovani rampanti, capaci di soffiargli soddisfazioni e titoli. Adesso si gode, a 37 anni, il suo secondo titolo, che lo catapulta in testa a tutte le classifiche di rendimento. Un meritato premio per un corridore che ha sempre corso nel fango e sui prati, che ha provato qualche volta sulla strada, soprattutto in occasione delle Roubaix, ma senza apprezzabili risultati.
“Per l’Italia è stato un mondiale un po’ troppo sfortunato – ha continuato Fausto Scotti -. Con un pizzico di fortuna in più il bilancio sarebbe sicuramente potuto essere migliore e i ragazzi lo meritavano visto come si sono presentati a questo appuntamento. Tra gli junior Gioele Bertolini non era lui, la febbre lo ha debilitato fisicamente e in gara si è visto. Tra le donne Eva Lechner era senza dubbi da medaglia. Poi nel finale, quando era ancora in lotta per una medaglia, è caduta nell’ultima parte del percorso prima del traguardo. Peccato perché poteva giocarsi un posto sul podio con la Chainel e la Nash. La delusione più grande però è per la gara elite. Fontana è arrivato qui preparatissimo. E’ partito subito alla grande recuperando posizioni e portandosi al comando con i migliori. Poteva tenere il loro passo e giocarsi le sue carte per il podio, e magari una medaglia, ma è stato messo ko da un problema meccanico nel corso del terzo giro. Si è rotta una leva del cambio ed è stato costretto a farsi mezzo giro a piedi, correndo e dando fondo a tutte le energie.”

SINTESI DELLE GARE
UOMINI JUNIOR – Mathieu Van der Poel ha coronato con la maglia iridata una stagione trionfale. L’olandese ha dominato dal primo all’ultimo metro il mondiale juniores mentre gli altri hanno corso per i posti d’onore. Male l’azzurro Gioele Bertolini, sul podio nelle ultime prove di Coppa del Mondo, ma evidentemente negli USA non ha trovato la giornata giusta.
Completano il podio iridato l’altro olandese Martijn Budding, argento a 57” da Van der Poel, e il ceco Adam Toupalik, bronzo a 1’19”, al termine di una dura lotta con lo statunitense Logan Owen.
DONNE – La neve ha lasciato un po’ alla volta spazio al fango e Marianne Vos ha indossato la sua sesta maglia iridata del ciclocross. Secondo posto della beniamina di casa Katherine Compton, la migliore delle altre a debita distanza, 1’34”, dalla regina del pedale. Colpo di scena per la medaglia di bronzo. La ceca Katerina Nash è costretta a scendere dalla bici da un incidente meccanico proprio sul rettilineo d’arrivo. Mentre corre a piedi trascinando la bici è superata sulla linea dalla francese Lucie Chainel-Lefevre, che esulta per un bronzo insperato. Per l’Italia Eva Lechner lotta senza paura per una medaglia fino a due giri dal termine. Nel finale paga leggermente lo sforzo e conclude sesta.
UNDER 23 – Dominio di olandesi e belgi nella classe cadetta con i loro atleti che hanno occupato la top 10 della classifica. Il titolo iridato è andato all’olandese Mike Teunissen con il Belgio che si è dovuto accontentare delle piazze d’onore con Wietse Bosmans, argento staccato di 14”, e Wout Van Aert, bronzo a 22” dal vincitore.
ELITE – Il programma delle gare iridate di Louisville 2013 si è concluso con la prova degli uomini elite. Il titolo mondiale è andato al belga Sven Nys che conquista così il suo secondo titolo 8 anni dopo Saint Wendel nel 2005. Il 37enne fuoriclasse belga ha battuto il connazionale Klaas Vantornout e il giovane olandese Lars Van der Haar.
L’Italia, che meritava molto di più, si deve accontentare della buona prestazione di Enrico Franzoi 14° al traguardo staccato di 2’38”. Quella più attesa era però la prova del bronzo olimpico di Londra Marco Aurelio Fontana. Un Fontana partito molto bene, subito in testa agganciato al treno dei migliori, ma rallentato poi nel terzo giro da un problema meccanico al cambio che lo ha tagliato fuori dalla corsa per le posizione di vertice e il podio. Fantana ha comunque chiuso la sua prova 26° a 4’27” dal vincitore Nys.

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