Mondiali Ciclocross 2015, finisce l’era dei belgi?

Mondiali Ciclocross 2015, finisce l’era dei belgi?
Mondiali ciclocross, Ferrand-Prevot

Pauline Ferrand-Prevot sul podio di Tabor

Non sono andati bene i Mondiali ciclocross 2015 che si sono conclusi oggi a Tabor in Repubblica Ceca. Nella giornata di ieri la doccia fredda della corsa donne open ha praticamente azzerato le speranze di medaglia della spedizione, affidate soprattutto a Eva Lechner, vice campionessa del mondo uscente e vincitrice, solo una settimana fa, dell’ultima prova di Coppa del Mondo. Con le sono tramontati i sogni di tornare con una medaglia, visto che oggi, tra gli U23 e Elite, si sapeva che gli azzurri avrebbero potuto concorrere solo per un piazzamento onorevole, come alla fine è stato.
Ma se l’Italia non ride il Belgio piange, dovendo accontentare di medaglie “di contorno” ed avendo bucato il successo sia tra le donne elite che tra gli elite, portando a casa solo il titolo tra gli U23. Molto meglio l’Olanda, che si ritrova tra le mani il dominatore della scena per i prossimo anni (il talentuoso figlio d’arte Mathieu Van Der Poel, vincitore del titolo iridato anche su strada a Firenze tra gli juniores), anche se vede sfuggire l’ennesimo titolo della Vos.
Nella giornata di ieri in palio il titolo juniores e Donne Elite. Nella gara della mattina  vince a sorpresa il danese Simon Andreassen che conquista il titolo iridato staccando di forza il super favorito della vigilia, il belga Eli Iserbyt di 40”. Terzo l’olandese Max Gulickx a 41”. Primo degli azzurri Stefano Sala, sesto ad oltre 1′.
Nel pomeriggio tutti attendevano la lotta tra la Vos e la bolzanina, rispettivamente la più forte in assoluto contro l’atleta maggiormente in forma. Ma Dopo 500 metri dal via, alla prima curva, Eva era coinvolta nella caduta di alcune atlete. Cambio rotto. L’azzurra risaliva in sella, ma era vittima anche del cedimento della ruota posteriore: “Sono caduta alla prima curva ma non per causa mia, perché qualcuno mi ha spinto. Sono arrivata al box a piedi ed ho cambiato la bici. Il primo pensiero è stato quello di smettere subito. Però poi sono risalita in sella ed ho segnato il secondo giro più veloce. Rammarico? Certo e molto. La forma c’è, la determinazione anche. Rimane l’amaro in bocca – ha detto alla fine la bolzanina che aveva preparato con cura la corsa e conclude – andrà meglio la prossima volta”.
La più brillante è la francese Ferrand-Prevot che guadagna terreno in compagnia della belga Sanne Cant e vince con merito il titolo iridato che mette vicino alla maglia iridata conquistata a Ponderrada, a dimostrazione di una classe cristallina che non può lasciare dubbi sul merito di questa splendida atleta.
Alice Maria Arzuffi chiude al 14° posto a 2’40”. Eva Lechner è 31^ a 5’07”. Per l’altra azzurra, Chiara Teocchi un 41^ a 7’03”.
Nella seconda si laurea campione del mondo élite è il ventenne olandese Mathieu Van Der Poel, under23 che ha corso nella categoria élite, dominando la gara fin dagli inizi (ha chiuso in 1h09’12”). La lotta per l’argento tra l’olandese Lars Van Den Haar d il giovane belga Wout Van Aert, è stata vinta dal giovane belga (a 15”). Bronzo all’olandese a 17”.
Buona la performance dell’azzurro Luca Braidot, che, partito in griglia nei ranghi inferiori, è stato protagonista di una gara di rimonta che lo ha visto conquistare la 12^posizione (a 3’13”), penalizzato anche, a quattro giri dal termine, da una foratura. Per il tricolore Marco Aurelio Fontana, anche lui partito dietro e costretto quindi ad un grande recupero, il 10^ posto (a 2’54”). Il guasto meccanico alla catena (non ha cambiato bici) ed il dispendio di energie per recuperare posizioni, hanno demoralizzato l’azzurro che, grazie al supporto del compagno Braidot, ha ritrovato il morale in corsa ed è riuscito ad entrare nella Top Ten. L’altro azzurro Bryan Falaschi è stato fermato: finito contro una transenna ha completamente lacerato il body dall’urto.
Tra gli Under 23 si è registrata la doppietta belga con il titolo iridato a Michael Vanthourenhout, che ha avuto la meglio sul campione nazionale Laurens Sweeck per 10”. Terzo l’olandese Stan Godrie, a 14”. Nella Top Ten l’azzurro Gioele Bertolini, decimo con lo stesso tempo dei due belgi che lo precedono. All’azzurro la soddisfazione di essere stato il più veloce in assoluto nell’ultimo giro, percorso in 8’26”, nove secondi meglio del vincitore. L’altro azzurro, Nadir Colledani, si è piazzato al 24° posto a 3’33”.
Tutti i risultati su www.federciclismo.it

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.