Mondiali Cortina 2021: una sfida vinta facendo sistema

I Mondiali saranno una grade sfida che guarda alla candidatura dei Giochi 2026. Cosa vuol dire per Cortina ospitare la Coppa del Mondo di sci? Quale ricaduta può esserci sul territorio ampezzano? Se n'è discusso l'11 giugno a Roma.

Mondiali Cortina 2021: una sfida vinta facendo sistema

Cortina si prepara ai Campionati del Mondo di sci alpino del 2021. Due settimane di gare maschili e femminili ed eventi che porteranno nell’ampezzano oltre 600 atleti provenienti da 70 nazioni, 120 mila spettatori e almeno 500 milioni di persone collegate in diretta televisiva da tutto il mondo. Numeri ai quali si somma la popolazione digitale, i social e i nuovi media.

Un grande evento insomma, ma anche una grande sfida. Perché cosa vuol dire per Cortina ospitare la Coppa del Mondo di sci? Quale ricaduta può esserci sul territorio ampezzano?

Ed è quello di cui si è discusso al MAXXI di Roma, l’11 giugno,  all’incontro, dedicato all’impatto sul turismo di Cortina 2021, non solo sul territorio, ma anche in una prospettiva più ampia. L’evento è stato un’occasione anche per annunciare la partnership tra l’ente turistico e Fondazione Cortina 2021, l’organismo organizzatore della manifestazione, di cui sono membri fondatori la Fisi (Federazione Italiana degli Sport Invernali), il Comune di Cortina, la Provincia di Belluno e la Regione Veneto, con Coni e la Presidenza del Consiglio dei Ministri membri onorari.

I mondiali sono visti  da tutti gli attori come un’occasione di rilancio della comunità ampezzana ma come sottolinea  il Sindaco Gianpietro Ghedina “è importante interrogarsi su che effetto cerchiamo per Cortina. I grandi eventi sono importanti – continua il sindaco – ma devono essere ben gestiti, perchè l’identità non vada persa”. E’ importante capire che un grande evento può fare la differenza, solo se è forte il senso di squadra, l’unico che può vincere il senso di  diffidenza del territorio. Per questo bisogna trovare una dimensione adatta per la comunità locale.

Tutto parte dal potenziale di Cortina. Sandro Lazzari presidente del consorzio Superski che raggruppa 130 società di gestione degli impianti, è più che soddisfatto nel raccontare la realtà che quest’anno si presenta più forte che mai al traguardo dei 40 anni di attività. Del resto i numeri parlano da soli di un successo senza pari: 12 zone fra le province di Bolzano, Trento e Belluno, dotate di 450 impianti e 1.200 km di piste che l’anno scorso hanno registrato 9 milioni 600mila giornate di sci. “Il successo – dice Lazzari – deriva dal fatto  di gestire il tutto con un solo biglietto pur essendo  i comuni concorrenti fra di loro all’interno. Essendo retribuiti per numero di passaggi è evidente che per lavorare dobbiamo essere più belli e bravi dei nostri vicini. Qui si scia da tutte le parti, in tre provincie, 12 valli ma tu non sai dove sei perché siamo un sistema unico.“ A questo concetto di sistema si ispirano tutti gli attori di Cortina 2021.

Ogni azione è partita da lontano e dovrà lasciare il segno per il futuro. “Abbiamo sempre creduto in questa partita, sostiene Federico Caner Assessore al Turismo della Regione Veneto, e lo dimostrano gli importantissimi investimenti avviati”.

La consapevolezza che tali eventi sollecitino un grosso movimento popolare che crea a sua volta indotto e sviluppo economico è sotto gli occhi di tutti. A maggior ragione il territorio dolomitico, che ha una valenza unica al mondo e che può vedere negli eventi sportivi l’integrazione di tutte le attività che ruotano intorno ad esso. Ed è sull’importanza dell’effetto volano l’intervento di Giorgio Palmucci, presidente di Enit, secondo il quale l’offerta turistica verso la montagna è già abbastanza ampia ma è ancora una percentuale bassa. I dati parlano chiaro: su 430 milioni di pernottamenti, tra italiani e stranieri, solo 15 milioni sono sulla montagna. Eppure, ricorda Palmucci, la montagna ha una doppia stagionalità rispetto al mare e risponde ad una aspettativa da parte dei turisti che sta crescendo in maniera esponenziale.

Tutti d’accordo ma resta un  nodo cruciale, la viabilità. Per la Coppa del Mondo sarà una vera sfida, un’occasione per fare un passo avanti e trovare una soluzione anche a problemi passati rimasti irrisolti, tutto in chiave sostenibile e di tutela delle montagne.

La manifestazione si conclude con l’augurio che Cortina 2021 possa essere solo l’inizio e con la speranza che dopo il 24 giugno a Losanna avremo un’ulteriore buona notizia sulla candidatura per le Olimpiadi invernali 2026. Allora  Cortina sarà ancora di più la Regina delle Dolomiti.

Stefania Bove

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