Chi ci segue, su Sport24h, lo sa. Coltiviamo soprattutto spirito olimpico. Lo innaffiamo anche quando c’è siccità. Il climate change, certo, anche qui. E di valore. Respiriamo spirito olimpico quando cresce l’attesa dei Giochi Olimpici, quelli che vede anche la casalinga di Voghera, almeno una volta ogni quattro anni. E piange. E salta di felicità: se un’azzurra o un azzurro, poco importa, davvero, di che genere sia, fa risuonare l’inno di Mameli. Anzi, va bene anche il podio. Anzi, ci si abbevera, in clima olimpico, anche della partecipazione, quando dietro c’è una storia e ce la raccontano. E c’è sempre una storia dietro, bellissima, prima di arrivare ad una partecipazione olimpica. Ad un’Olimpiade. Dove l’atletica, persino, è regina.
Tutta questa lunga premessa per dire che: noi che lo spirito olimpico, di solito, siamo fan dell’atletica tutta, anche del pentathlon, certo (e a chi scrive piace quello con la prova di equitazione), dello sport di fatica e di resistenza, anche di potenza, di velocità, anche della multidisciplina. Siamo per lo sport che vince oltre la mediaticità, la quale, spesso, si sa, è piuttosto distratta e certi sport se li fila ben poco. Persino sulle pagine rosa di un quotidiano che dovrebbe rappresentarli tutti gli sport. Ma non è più così. C’era una volta la Rosea…

Va da sé che oggi, nella (nostra) immaginaria gara delle prime pagine dei quotidiani nazionali, usciti in edicola il 4 di marzo 2024, ha vinto il Giorno, anzi QN Quotidiano nazionale Il Giorno, che ha messo al centro della sua prima pagina una foto notizia che suona così: «L’Italia di Mattia, Zaynab e Lorenzo. Mondiali di atletica indoor, in Scozia. Sabato: Mattia Furlani, 19 anni, argento nel salto in lungo, Lorenzo Simonelli, 21 anni, secondo nei 60 metri ostacoli, Zaynab Dosso, 24 anni, terza nei 60 metri piani. Tre figli della nuova Italia che raccontano l’integrazione riuscita e che fanno incorniciare questo appuntamento sportivo internazionale. Campioni anche per i valori messi in campo nella vita quotidiana”.
Bravi, 10 e lode. Al Giorno. Alla redazione. A chi ha deciso: al direttore? Al caporedattore? A chi l’ha impaginato. Bravo o brava persino a chi ha fatto la didascalia. Un esempio di giornalismo di valore. C’è proprio una buona notizia al centro di questa pagina. C’è la notizia di una foto di sorrisi atletici di tre giovani promesse dell’atletica italiana che dimostrano come lo sport vinca nell’atletica e nell’integrazione. Successo mondiale.
Una prima pagina così merita un articolo. Da Sport24h. Siamo gente che ama lo sport, tutto, ma soprattutto quello che non fa notizia in questo mondo strano dove conta di più o forse solo la vita non normale di influencer, tiktoker o personaggi di una realtà parallela, dove anche il calcio è un altro pianeta. Dove è il pettegolezzo a prendere spazio e attenzione. Dove, oggi, invece, il Giorno ha dato una lezione a tutte e a tutti.
La notizia esce dai Mondiali di Glasgow. Quelli che hanno dato soddisfazione a Stefano Mei, presidente Fidal che ha detto: “Adesso il bottino è già ottimo, come capita da tre anni a questa parte i ragazzi stanno dando il massimo. Ci sono tanti finalisti, siamo secondi nella classifica a punti dietro gli Stati Uniti e ci sono i presupposti che anche l’estate sia piacevole per i colori azzurri”.
In diretta da Glasgow per le ultime gare dei Mondiali indoor, a ‘Gli Sportivi della Domenica’ su Radio Cusano Campus, il presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera ha tracciato un primo bilancio della manifestazione che ha visto una bella Italia andare a medaglia in diverse discipline, anche in prospettiva olimpica. Oltre alle teste di serie, stanno nascendo nuove stelle dell’atletica italiana come Mattia Furlani, Lorenzo Simonelli, Andy Diaz, o la giovanissima Kelly Doualla Edimo che a 14 anni ha stabilito il nuovo record mondiale e italiano juniores sui 60 metri. Lasciamo stare un attimo le bambine di 14 anni che devono avere tempo per crescere, lasciamole giocare ancora” ha dichiarato il presidente Mei. “L’atletica è bella perché ti dà modo di misurarti, ma dobbiamo accettare l’età. Facciamola crescere senza metterle pressioni. Ho vissuto questa dinamica sulla mia pelle, a 16 anni dovevo essere il Jim Ryan della situazione, e non mi faceva bene, portava tensione. È una bella prospettiva, certo, tanti ragazzini si sono avvicinati all’atletica per motivi contingenti, come il covid per esempio. Poi Tokyo ha dato visibilità alla grande atletica di quell’anno, e tanti sono rimasti e si sono fidelizzati. Questi giovani, parlo della mia squadra, stanno percorrendo il solco che è stato tracciato dai compagni più grandi. Si sta assistendo a un ricambio generazionale molto soft, i grandi non hanno ancora smesso di fare attività e sono già pronti gli eredi. Questo momento di Glasgow dimostra che la nostra atletica continua a crescere, come sta facendo dal 2021 ad oggi: sono molto felice di questo, soprattutto della compattezza della squadra”.
Queste le dichiarazioni di Stefano Mei raccolte da Radio Cusano e rimbalzate su Sport24h. In un articolo dove vincono tutti. I media, anche, ma prima di tutto la giovane Italia dell’atletica che crescerà. Con buona pace di tutte e tutti. Raccontiamolo.
