Mondiali di Basket – Tra Usa e Serbia vince il modello sportivo.. argentino

Oggi si gioca una partita, USA Serbia, che sembrava essere la finale predestinata di questi mondiali, ed invece rappresenta la partita delle delusioni. Piccola analisi sul miracolo dello sport albinceleste.

Mondiali di Basket – Tra Usa e Serbia vince il modello sportivo.. argentino

I quarti di finale dei Mondiali di Basket in svolgimento in Cina hanno regalato numerose sorprese ben sintetizzate nella partita di oggi per il 5°/8° posto tra Usa e Serbia. Alla vigilia tutti avrebbero scommesso che questo incontro sarebbe valso per il titolo mondiale. Invece accade che martedì una stratosferica Argentina surclassa la banda di Djordjevic con una seconda parte di gara ricca di intensità difensiva e voglia di rischiare.

Vedere la Serbia uscire ai quarti di un mondiale fa male, perché forse più degli USA la formazione slava godeva in questa edizione dei favori del pronostico e perché il loro basket è sempre stato sinonimo di classe e spettacolo. Ma l’Argentina, di Scola (39 primavere!) e Laprovittola, di Campazzo e Garino dimostra che nella pallacanestro (come in qualsiasi sport di squadra) il collettivo conta più del singolo talento.

Ci dice anche qualche altra cosa, legata specificatamente al sistema sportivo di un paese come l’Argentina, che ha una forza e una capacità di rendere al meglio soprattutto negli sport di squadra.

Proviamo ad accennare, cercando di non divagare troppo. Chi ha una certa età si ricorderà certamente della Jugoslavia. Una confederazione di stati tenuti insieme da Tito, che dal punto di vista sportivo ha mostrato una forza negli sport di squadra superiore alla sommatoria delle qualità dei singoli. La Jugoslavia era forte a calcio, pallavolo, pallacanestro (che squadra!), pallanuoto, pallamano. Ci sarebbe da scrivere libri sul miracolo sportivo di quella realtà; di come giocatori provenienti da diversi nazionalità, in contrapposizione al punto di odiarsi (vedi quello che è accaduto con la guerra nei Balcani), quando si ritrovavano a giocare insieme formavano un blocco straordinariamente unito.

Una volta svanito il “miracolo Jugoslavia”, l’Argentina sembra aver, pian paino, ereditato quel misterioso mix. L’Albinceleste attualmente è punto di riferimento nel calcio, nel basket, nel rugby, nella pallavolo, nell’hokey prato. E’ formazione temibile e talentuosa, nonostante la crisi economica periodicamente riduce la capacità di investimenti nello sport; nonostante una capacità demografico inferiore a quella del nostro paese (40 milioni di abitanti).

Da questo punto di vista il successo della Francia contro gli USA ha spiegazioni economico e sociali diverse e forse più logiche. Da una parte un sistema sportivo moderno (come quello transalpino), che ha capacità umane ed economiche da investire e che ha fatto tesoro dell’esperienza Tony Parker. Dall’altra un gruppo di giocatori reduci da una selezione “al ribasso”, come evidenziato anche dall’ex commissioner NBA David Stern, che ha ricordato: “I Mondiali l’anno prima delle Olimpiadi creano un problema: molti giocatori se devono decidere, scelgono le Olimpiadi..”. Ed infatti Popovich si è ritrovato con una squadra senza anima, ne talento. E ha perso.

A questo punto del percorso gli appassionati si ritrovano in semifinale (domani venerdì 13) quattro squadre che, a buon diritto, tutte possono ambire legittimante al titolo: Australia-Spagna e Argentina-Francia sono gli abbinamenti che nessuna mente fervida avrebbe mai ipotizzato.

Alcuni vedono favorita la Francia, che si è sbarazzata degli USA, noi preferiamo puntare sulla Spagna, la formazione che in questo momento ci sembra più solida e soprattutto abituata a giocare certe partite. Qualora dovesse accadere, anche la sconfitta dell’Italia e il suo mesto uscire al secondo turno assumerebbe tutto un altro senso.

Argentina-Serbia 97-87

Argentina: Brussino 4, Caffaro, Campazzo 18, Deck 13, Delia 4, Fjellerup 2, Gallizzi 2, Garino 15, Laprovittola 8, Redivo, Scola 20, Vildoza 11.
Serbia: Bircevic, Bjelica 18, Bogdanovic 21, Guduric 5, Jokic 16, Jovic 7, Lucic 12, Marjanovic, Micic 5, Milutinov, Raduljica, Simonovic 3.

USA-Francia 79-89, il tabellino

USA: Barnes 4, Brown 9, Harris 5, Lopez 0, Middleton 5, Mitchell 29, Plumlee 0, Smart 11, Tatum ne, Turner 2. Walker 10, White 4
FRANCIA: Albicy 5, Batum 6, De Colo 18, Fournier 22, Gobert 21, Labeyrie 0, Lacombe 0, Lessort 3, M’Baye 2, Ntilikina 11, Poirier ne, Toupane 1.

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