
Il 26 marzo l’Italia scenderà in campo alla New Balance Arena di Bergamo per il primo ostacolo play-off, da superare assolutamente, per guadagnarsi l’opportunità di sfidare Bosnia o Galles (questa volta in trasferta) e – si spera – il Mondiale 2026. Curiosamente, abbiamo già visto esimi opinionisti fare già i conti con il girone nel quale la nostra nazionale dovrà districarsi in USA, Messico e Canada, ma la storia ci ha insegnato che sarebbe meglio concentrare l’attenzione su questo doppio impegno, già abbastanza gravoso. Ovviamente, gli esperti nel campo si stanno già prodigando ad offrire le analisi e i pronostici sulle partite dei Mondiali, ma – almeno per quanto ci riguarda – consigliamo di non disperdere le energie fisiche e mentali.
Inutile dire che perdere il terzo Mondiale di fila potrebbe essere un’onta difficilmente cancellabile dal curriculum di una federazione importante come la nostra. Ma al di là dell’immagine, ci sarebbero tutte le ripercussioni su un movimento che – già di suo – fatica a crescere e che, viceversa, avrebbe proprio bisogno di un’iniezione di fiducia (e di capitali) per risorgere dalle proprie ceneri. Per riuscirci, però, bisogna assolutamente arrivare a marzo con grande consapevolezza e altrettanto entusiasmo. E’ questa la situazione che stiamo vivendo? Analizziamola nel dettaglio.
Innanzitutto, in campionato c’è un’Inter che ha creato un baratro tra sé e le avversarie. Tuttavia, i nerazzurri prestano alla nazionale, quanto meno alla formazione teoricamente titolare, i soli Bastoni e Barella. Il primo sta disputando la solita stagione senza particolari sbavature, mentre il secondo è considerato in flessione. Le note nerazzurre in positivo sono sicuramente quelle relative a Dimarco – che forse ormai potremmo inserire nell’undici titolare virtuale – autore di metà campionato davvero di livello e, soprattutto, Pio Esposito, la cui crescita dirompente non può che far piacere a Rino Gattuso, per il quale le alternative in attacco erano davvero risicate. Con Retegui in Arabia, e Kean in crisi tanto quanto la sua Fiorentina, Pio Esposito (e Scamacca) rappresentano un po’ la luce in fondo al tunnel per il C.T. dell’Italia.
Nelle coppe europee, però, le nostre squadre, inclusa l’Inter, stanno faticando non poco, a testimonianza che quando il livello si alza, il nostro movimento fa ancora fatica a tenere i ritmi. Insieme ai nerazzurri, anche la Juve, l’Atalanta e – si spera – il Napoli saranno probabilmente costrette ai play-off, un’ulteriore compressione del calendario di cui Gattuso avrebbe fatto volentieri a meno. A proposito di Atalanta, però, oltre a Scamacca, un altro aiutino al nostro commissario tecnico l’ha offerto proprio la Dea, riportando a casa Raspadori, che ha scelto Bergamo esattamente per rilanciarsi in chiave Nazionale.
Considerato che dal punto di vista difensivo la coperta sembrerebbe essere sufficiente, con Donnarumma e Bastoni a guidare i compagni dall’alto della loro esperienza internazionale, resta comunque aperta la questione centrocampo. A questa Italia sembra mancare una guida tecnica e di personalità in grado di svolgere lo stesso ruolo che Donnarumma e Bastoni svolgono per il pacchetto arretrato. Gattuso, da questo punto di vista, si porta a casa la crescita di Locatelli, può altresì sperare che Barella faccia altrettanto recuperando uno stato di forma fisico elevato (così come Tonali). Con il genio di Marco Verratti, in esilio dorato in Qatar: che osserva la situazione con grande attenzione: pare che Gattuso sia intenzionato a dargli una nuova chance per provare a risolvere il problema. Sarà la scelta vincente?
