Mondiali di ciclismo: Alessio Martinelli un secondo posto che non fa male

L'azzurro conquista un secondo posto nel mondiale in linea juniores alle spalle dell'americano Simmons, autore di una fuga da lontano.

Mondiali di ciclismo: Alessio Martinelli un secondo posto che non fa male
HARROGATE (UK) – Il primo giorno dei Mondiali di ciclismo dedicati alla prova in linea nello Yorkshire del Nord regalano la terza medaglia alla spedizione azzurra. Un argento, quello che mancava dopo l’oro di Tiberi e il bronzo, ieri, di Filippo Ganna. Lo ha vinto Alessio Martinelli, 18 anni di Bormio (Valdidentro) “Vivo ai piedi dello Stelvio, i miei allenamenti sono duri.. sono uno scalatore. Non mi sarei mai aspettato di prendere un argento su questo percorso, che non si adatta alle mie caratteristiche. Logicamente la cosa non può che farmi piacere.

Alessio Martinelli con il risultato di oggi completa una stagione ricca di successi, nove (tra cui la tappa regina del Lunigiana e la nazionale di Loria) e altrettanti nove posti. Il prossimo anno passerà alla Colpack. Prima di raggiungere il palco il suo primo pensiero va alla squadra: “Ci tengo a ringraziare tutti i miei compagni di squadra e lo staff della Nazionale, a cominciare da Rino De Candido, che mi hanno permesso di raggiungere questo risultato, anche grazie ad una preparazione mirata e a un gruppo unito sin dal collegiale di Livigno.

L’oro l’ha vinto l’atleta favorito, l’americano Quinn Simmons, autore dell’azione decisiva a 40 chilometri dalla conclusione, dopo 100 di gara. Gli azzurri in quel frangente si sono fatti sorprendere dalla formazione USA, che ha portato avanti lo stesso Simmons e Sheffield (poi terzo all’arrivo). “Non ci aspettavamo un attacco così lontano dall’arrivo – ha detto poi Alessio – e un po’ siamo rimasti sorpresi.”.

Da parte sua l’americano invece gongola: “Il mio piano era di arrivare da solo. Quando ho visto il tracciato questa idea è diventata una certezza. Oggi è andato tutto come previsto e la pioggia mi ha facilitato, mettendo fuori gioco molti dei miei avversari. Vincere in solitaria con la bandiera del mio paese è probabilmente la cosa più bella che mi potesse capitare.”

Gli azzurri, sulla spinta di Andrea Piccolo, riescono a recuperare il buco, ma nel frattempo Simmons era già andato. Rino De Candido, il tecnico degli Juniores, che a questo mondiale porta a casa un oro e un argento, non è contento: “In quel punto dovevamo essere in tre. Purtroppo c’era stata la caduta di Andrea Piccolo, destinato a marcare Simmons, e di Zambanini. Ci siamo trovati spiazzati. Sono convinto che se fossimo stati attenti, avremmo commentato un altro risultato.” 

Questo mondiale si era messo subito in salita per gli azzurri con la caduta di Andrea Piccolo, l’uomo di riferimento della squadra, appena dopo il via. Il campione europeo crono è rimasto in corsa e ha dato un contributo fondamentale poi, a 30 chilometri dalla conclusione, ha alzato bandiera bianca. Per lui problemi al ginocchio e al costato.

Quando gli azzurri arrivano sui battistrada Simmons è già in fuga. Ci vuole un po’ prima che si organizzi l’inseguimento, anche perché gli statunitensi fanno buona guardia. Poi evade Martinelli: “Ho provato e quando mi hanno detto che il vantaggio dell’americano era sceso attorno i 30” ho pensato anche di riuscire a riprenderlo. Poi le gambe hanno iniziato a farmi male.”.

All’inizio dell’ultimo giro la situazione, per quanto riguarda i primi due posti, è cristallizzata, con Simmons avanti e Martinelli a 40”. Alle loro spalle si scatena la battaglia per il terzo posto nella quale gioca un ruolo da protagonista anche Gianmarco Garofoli, che lancia il suo attacco in risposta all’olandese Leijnse: “Troppo presto – commenta De Candido -. Sapevamo del chilometraggio: doveva attendere l’ultimo giro. Ha peccato di esperienza.” L’azzurro conferma: “Ho provato a prendere il piazzamento, ma non sono riuscito a fare il vuoto.”

 

Abbonati qui a Express VPN, aiuti a finanziare Sport24h.it

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.