Dopo una non usuale (per questo match) serie di quattro patte, torna a muoversi il tabellone nei Mondiali di Scacchi con una vittoria. La coglie Ding Liren nella 12^ partita, giocando con il Bianco e portando, quando ne mancano solo due al termine, il punteggio sul 6 a 6.
Doveva essere la partita della verità quella di oggi, in grado di dimostrare se il cinese avesse qualche chance concreta di recuperare dopo gli scivoloni dei giorni scorsi, quando ha buttato alle ortiche posizioni vincenti per la cronica mancanza di tempo. Soprattutto Ding Liren doveva mettere da parte ogni remora e cercare di portare lo scontro su un terreno incerto e poco battuto. Nepomniachtchi, da parte sua, continua a dimostrare di non possedere l’istinto del killer o il sangue freddo che si richiede ad un campione del mondo. In questo match è andato in vantaggio per ben tre volte e in altrettante occasioni è stato poi raggiunto dall’avversario. La capacità di ‘addormentare’ il match, senza entrare in varianti rischiose e riconducendo il tutto a partite soporifere non fa parte del baglio di skill del giocatore russo. Ricordiamo che contro Carlsen, nel mondiale precedente a questo, dopo alcune partite di assestamento, crollò rovinosamente. Crollo nervoso che anche oggi ha manifestato dopo la sciagurata 34^ mossa che l’ha costretto alla resa poco dopo.
Liren sceglie una partita di Donna, Sistema Colle, che abbandona però alla sesta mossa per sviluppare un insolito attacco sul lato di Re nonostante l’arrocco corto. Nepo si difende con ordine e appare, almeno per quanto riguarda l’analisi dei motori, in leggero vantaggio fino alla 26^ mossa quando, con la spinta b4, permette alla donna di entrare nella retroguardia del nero, minacciando l’alfiere su campo nero.
Seguono, nell’analisi di Stockfish, una serie di errori da una parte e dall’altra che lasciano la posizione in equilibrio. In sostanza Nepo prova lo sfondamento sull’ala di re, raddoppiando le proprie torri e impegnando la propria donna nella doppia funzione di difesa e attacco della posizione avversaria. Liren invece capisce che il tempo gioca in suo favore e si procura un pedone passato sulla colonna ‘d’.
L’errore finale, e fatale per il nero (in omaggio alla massima di Tartakover per cui vince chi fa il penultimo errore), è la spinta del pedone ‘f5’ del nero, che lascia indifeso il pedone ‘e’, subito catturato dal bianco, e spianando la strada per la promozione del pedone ‘d’. Siamo alla 34^ mossa e il primo a rendersi conto del grave errore è il cinese, che guarda esterrefatto l’avversario. Nepo non può nascondere il disappunto e mostra chiari segni di crollo nervoso.
Alla 38^ mossa il nero abbandona. Qui la partita. Domani si torna sulla scacchiera per la partita n. 13.

