Mondiali Karate: si riparte da Brema…direzione Baku

Mondiali Karate: si riparte da Brema…direzione Baku
Mondiali Karate, Sara Cardin

Sara Cardin pronta a colpire…

Con 1 oro, 1 argento, 2 bronzi colti al recentissimo mondiale, un settimo posto nel medagliere non soddisfacente per i valori azzurri. Il commento del DT nazionale Fijlkam Pierluigi Aschieri assieme a quello della neocampionessa iridata Sara Cardin.
E’ calato il sipario domenica 9 novembre u.s. sul XXII Campionato mondiale senior di karate, maschile e femminile, individuale ed a squadre di kata (“forma”) e kumite (“combattimento”) svoltosi presso l’imponente struttura dell’ OVB Arena di Brema con la partecipazione record di 975 atleti in rappresentanza di 116 paesi del mondo. Ora, più a freddo, è tempo di bilanci e di opportune riflessioni. All’apice dei valori, tra le 19 nazioni medagliate, il Giappone con 3 ori, 2 argenti, 5 bronzi; a seguire Egitto, 3 ori, 2 argenti, 1 bronzo; Francia, 2 ori, 3 argenti, 3 bronzi; Turchia, 2 ori, 0 argenti, 3 bronzi; Germania, 1 oro, 3 argenti, 3 bronzi; Iran, 1 oro, 2 argenti, 2 bronzi…ed al settimo posto finalmente l’Italia, con 1 oro, 1 argento, 2 bronzi. Quattro medaglie di notevole spessore, con il contorno di 1 quinto posto, 1 settimo posto, 4 noni posti. Un leggero arretramento rispetto alla classifica del 2012 a Parigi, ma alcuni fattori, oltre a quelli imponderabili e sempre da mettere in conto ad un appuntamento di tale portata, hanno più di altri inciso impedendo un risultato che meglio rispecchiasse le potenzialità anche concretamente espresse sul campo dai rappresentanti azzurri:così una serie di piccoli e grandi inconvenienti fisici che si sono dovuti registrare nelle settimane precedenti e che hanno, ad esempio, precluso la partecipazione ad un atleta del calibro del plurititolato campione delle Fiamme Gialle Stefano Maniscalco, sicuro punto di riferimento per tutti gli altri azzurri, e condizionato alquanto le performances di altri.

Mondiali KArate, Busà

Luigi Busà (argento a Brema ) e Laura Pasqua (bronzo a Brema) : i due atleti sono fidanzati ed entrambi appartenenti al GS Forestale.

Focalizzando l’attenzione solo sui risultati di finale, il risultato più strepitoso, uno splendido oro, è venuto nel kumite femminile, categoria di peso 55 kg, dalla veneta ventisettenne Sara Cardin (C.S. Esercito Italiano), campionessa europea 2010 e vicecampionessa 2013, che in finale ha battuto per 3-2 la francese Emilie Thouy, a sua volta medaglia d’oro all’europeo e medaglia di bronzo al mondiale giovanile del 2009 ed argento alla World Cup 2013. Il ridotto margine di vittoria non rende giustizia a Sara che, come tutti hanno potuto vedere dalla diretta streaming, ha mantenuto l’iniziativa sin dall’inizio concludendo pure le ultime battute in chiave offensiva. Luigi Busà (G.S. Forestale) presentatosi a Brema quale campione del mondo in carica nei 75 kg, contrapposto in finale al giapponese Ryuichi Tani, bronzo alla World Cup giovanile 2009, dopo un’esordio più che sicuro, in cui conduceva per 2-0, si è fatto sorprendere purtroppo da una serie di tecniche di pugno che hanno fatto pendere definitivamente l’ago della bilancia a favore dell’orientale, con un risultato chiusosi a sorpresa sul 4-3 a favore di quest’ultimo (2-1, 3-1, 3-2. 3-3, 3-4). Due le medaglie di bronzo. L’una per Laura Pasqua (G.S. Forestale),vicecampionessa europea 2010 e 2011, contrapposta nella finale per il 3° posto nei 61 kg alla forte tunisina Butheina Hasnaoui, vicecampionessa mondiale in carica, sconfitta dall’azzurra con un netto 5-3. L’altra per la squadra femminile di kata, composta dalle fuoriclasse del G.S. Fiamme Oro Viviana Bottaro, Sara Battaglia, Michela Pezzetti, che con una ineccepibile esecuzione del kata paiku e relativo bunkai ha prevalso per un indiscutibile 5-0, tra i convinti applausi del numeroso e competente pubblico, sull’ostica compagine iberica composta da Garcia_Ventura Sonia, Martin_Abello Yaiza, Morata_Martos Margarita. Degli altri piazzamenti azzurri, sia pur brevemente, si è detto.
Brema è stata anche teatro del primo mondiale per atleti con disabilità, che hanno visto prevalere nelle tre suddivisioni previste (learning disabilities, wheelchair user, blind and visually impaired) rispettivamente l’egiziana Salma Alaeldin ed il tedesco Marvin Noeltge, l’ucraina Uliana Smyrnova ed il belga Franck Duboisse, la tedesca Helga Balkie e l’australiano Raymond Morcomb.
L.S.
continua con l’intervista al prof. Ascheri

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