Mondiali Marathon MTB: il greco Periklis entra nella storia

Mondiali Marathon MTB: il greco Periklis entra nella storia

Ilias Periklis conquista il titolo iridato Marathon – foto aiRPur / Extreme sur Loue

L’evento per molti non avrà avuto un grande significato, ma siamo certi che il successo ai Campionati del mondo Marathon del greco Ilias Periklis avrà riscosso una grande eco in Grecia. Scrivo di ciclismo da anni e non mi ricordo di essermi mai imbattuto in un campione del mondo ellenico. Ho svolto una rapida ricerca su Wikipedia e pare che l’unico titolo mondiale conquistato dal ciclismo greco risale alle olimpiadi di Atene del 1896, le prime dell’epoca moderna. Merito di Aristidis Konstantinidis che la mitologia sportiva vuole dominatore della prova su strada di 87 chilometri (Atene Maratona, andata e ritorno), dopo aver cambiato due biciclette, con il tempo di 3h e rotti. In occasione delle Olimpiadi di Atene, poi, altri ciclisti greci si misero in luce, senza però arrivare ad una medaglia d’oro. In epoca moderna, e qui vado a memoria personale, la scuola delle velocità su pista del paese mediterraneo ha prodotto alcuni buoni atleti, velocisti in grado di arrivare alle semifinali, ma non ricordo mai un titolo iridato. Il più rappresentativo ciclista dell’era moderna greco è stato Kanellos Kanellopoulos, pistard e aviatore, amante degli sport estremi e figura romantica per eccellenza.
Adesso, proprio quando la crisi e i problemi economici globali del paese di Aristotele sembrano cingerlo in una morsa soffocante, che coinvolge anche gli sport in cui storicamente la Grecia primeggia, ecco improvvisamente stagliarsi all’orizzonte la figura di Ilias che dal clima duro e selettivo di Ornans esce vincitore come Nettuno dalle acque. A rendere ancora più dolce la vittoria, il secondo posto del tedesco Moritz Milatz, il rappresentante di quel paese che ha, nelle percezione comune, messo alle corde la Grecia e la sua economia. Un vendetta piccola e postuma, nulla a che vedere con la sconfitta agli Europei di calcio o alla situazione generale del paese, ma pur sempre una piccola soddisfazione di cui andare fieri.
Tra le donne, nessuna azzurra al via, c’è stato l’emozionante duello tra la campionessa mondiale uscente, la danese Annika Langvad, e la plurtitolata Gunn Rita Dahle Flesjaa. Ha prevalso la danese con 44”119 di vantaggio. Al terzo posto la svizzera a 1’40”739. Quarta la russa Irina Kalentieva, quinta la britannica Sally Bigham.
Non bene gli azzurri. “Oggi abbiamo gareggiato in condizioni climatiche davvero estreme, ma questa non vuole essere una scusa perché tutti gli atleti si sono trovati a dovere fronteggiare le medesime condizioni” spiega il commissario tecnico Hubert Pallhuber. “Sicuramente non è stata una buona giornata per i colori azzurri. Non partivamo come favoriti per la vittoria però con un pizzico di fortuna in più avremmo potuto raggiungere un discreto piazzamento invece i nostri ragazzi hanno dovuto fare i conti con numerosi imprevisti, con forature e problemi meccanici. Tony Longo e Johnny Cattaneo sono partiti bene, nella prima parte di gara erano tra i primi dieci. Poi Johnny ha avuto un problema ai freni, quando era in quinta posizione si è fermato ai box per cercare di sistemare la bici e ha perso parecchio tempo; è ripartito in dodicesima posizione ma poi è stato costretto a ritirarsi. Anche Longo, primo degli azzurri al traguardo, ha dovuto fare i conti con una foratura. Celestino già dolorante per i postumi della caduta in allenamento dei giorni scorsi ha dovuto alzare bandiera bianca dopo i primi 20 km e Massimo De Bertolis si è fermato dopo circa 38 km. Speravamo nei più giovani ma oggi purtroppo è stata davvero una giornata difficile per tutti.”

CLASSIFICHE
UOMINI: 1. Periklis Ilias (Grecia); 2. Moritz Milatz (Ger) a 2’27″792; 3. Kristian Hynek (R. Ceca) a 2’36″947; 4. Christoph Sauser (Svi) a 2’57″778; 5. Jiri Novak (R. Ceca) a 4’59″340; 6. Martin Gujan (Svi) a 5’24″849; 7. Thomas Dietsch (Fra) a 6’13″392; 8. Alexey Medvedev (Rus) a 6’52″695; 9. Tim Bohme (Ger) a 7’05″048; 10. Alexandre Moos (Svi) a 9’00″696; 33. Tony Longo (Ita) a 30’02″881; 51. Damiano Ferraro (Ita) a 46’45″742.
DONNE: 1. Annika Langvad (Dan); 2. Gunn-Rita Dahle Flesjaa (Nor) a 44″119; 3. Esther Süss (Svi) a 1’40″739; 4. Irina Kalentieva (Rus) a 12’49″296; 5. Sally Bigham (Gbr) a 13’56″877; 6. Elisabeth Brandau (Ger) a 16’38″617; 7. Jane Nussli (Gbr) a 20’38″162; 8. Sabrina Enaux (Fra) a 20’58″878; 9. Borghild Løvset (Nor) a 22’26″437; 10. Vera Andreeva (Rus) a 27’45″683.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.