Al nuoto paralimpico risponde il paraciclismo e Luca Pancalli può godersi questa vigilia di Tokyo 2020 con una certa tranquillità e la consapevolezza di avere almeno due settori in cui l’Italia potrà portare un numero importante di medaglie.

Il bilancio degli Europei in Portogallo è più che soddisfacente, tenuto anche conto del fatto che all’appello del formidabile squadrone di Mario Valentini manca un talento che risponde al nome di Alex Zanardi. Il suo esempio e la sua voglia di vivere hanno però animato la squadra, che non ha fatto rimpiangere le assenze.

13 medaglie d’oro, 4 d’argento e 2 di bronzo, primo posto nel medagliere. Un capitolo straordinario per la Nazionale di Paraciclismo, che in tutte le giornate di gara ha confermato la sua potenza, la sua grinta, la sua voglia di dimostrare di esserci ancora nonostante tutto.

Il CT Mario Valentini: “Sono stati giorni intensi e pieni di emozioni, ci siamo regalati tante soddisfazioni nonostante le assenze importanti che avrebbero potuto penalizzarci. Non è stato così: ci siamo anche senza Alex. Anzi, la verità è che lui corre ancora con noi”.

L’ultima giornata del Mondiale di Cascais ha visto l’Italia conquistare l’ennesima sfilza di medaglie: i primi tre ori sono arrivati nella mattinata, con le vittorie di Roberta Amadeo (H2), Simona Canipari (H1) e Giorgio Farroni (T3), che con quella di oggi arriva a quota 7 maglie iridate. “Sono contentissimo. Voglio dedicare questi successi a Mauro Valentini, che sarà per sempre parte di questa Nazionale”. Anche Francesca Porcellato (H3) questa mattina sul podio, sul secondo gradino: “Sono molto soddisfatta dei miei risultati. Tornare a correre dopo un anno di stop è stato grandioso, le emozioni sono state forti. Ora un po’ di vacanza poi dritti a Tokyo per la mia undicesima paralimpiade, quindi tanta roba sul fuoco. Le mie gare sono state combattute e proprio per questo voglio dedicare questi successi a mio fratello, che se ne è andato due anni fa proprio durante il mondiale. Gareggiare in questi giorni è stato anche un po’ difficile perché mi riportava con la mente a quei giorni: ma ho vinto per lui”.

Le emozioni proseguono nel pomeriggio, con Katia Aere e Ana Maria Vitelaru, rispettivamente argento e bronzo in H. Ana Maria sorride mentre fa un bilancio del suo mondiale: “Il mio numero è il 2: come le medaglie che ho vinto, come il gradino del podio su cui sono salita due volte, nel mio secondo mondiale. Dedico tutto al mio capitano, Alex Zanardi: secondo me sarà un po’ stanco, perché è stato qui con me a pedalare”. Anche Katia finalmente è soddisfatta: “Nella crono la preoccupazione per il vento mi aveva annebbiato la testa e non ho corso bene. Oggi invece è stata tutta un’altra cosa. Sono arrivata a Cascais senza grandi aspettative: sapevo che era un bel banco di prova per conoscere le mie avversarie a livello mondiale e sono felice di dove sono arrivata”.

Luca Mazzone (H2) fa tripletta con la vittoria nella prova in linea, dopo quelle nella cronometro e nel Team Relay, mentre Fabrizio Cornegliani mette al collo la sua seconda medaglia a Cascais, stavolta d’argento (H1). Quinto posto per Paolo Cecchetto nella categoria H3, così come Diego Colombari nell’H5. Nono e decimo posto per Federico Mestroni e Martino Pini (H5).

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