Mondiali pista juniores: Bissolati e Vece di bronzo

Rabbia e delusione per il quartetto dell'inseguimento femminile, squalificato per due false partenze (la seconda molto dubbia), ci pensano Miriam Vece e Elena Bissolati con il il bronzo nella velocità olimpica a far tornare il sorriso alla spedizione italiana.

Mondiali pista juniores: Bissolati e Vece di bronzo

Poteva essere una giornata trionfale per il ciclismo italiano la prima dei Mondiali pista Juniores in svolgimento ad Astana, in Kazakistan. Poteva, ma non lo è stata. Il quartetto dell’inseguimento femminile, infatti, già campione europeo e detentore del record del mondo è stato squalificato per due false partenze.

Nella prima partenza in effetti una ragazza ha anticipato – ha spiegato il tecnico azzurro Dino Salvoldi – anche se il giudice ha sparato molte volte in aria. Poi di quello che è successo alla seconda falsa partenza non posso che prendere atto e condividere il giudizio del Presidente di Giuria, che ha riconosciuto l’errore di valutazione”.

Così è sfumata la medaglia più sicura e prestigiosa per il nostro ciclismo che, visti i tempi delle altre squadre, poteva essere di metallo pregiato. Un peccato anche perché le azzurre impegnate sull’inseguimento (Martina Alzini, Sofia Bertizzolo, Sofia Balsamo, Rachele Barbieri, ma aggiungiamo anche Marta Cavalli, che faceva parte del quartetto campione d’Europa) rappresentano perfettamente la filosofia multidisciplinare della Federazione Ciclistica, essendo le migliori della categoria sia su pista che su strada. Una loro medaglia nell’inseguimento avrebbe lanciato un ottimo segnale a tutte quelle realtà del nostro ciclismo, e sono tante, che ancora considerano la pista un esercizio “minore”, da trascurare.

Sull’onda di una eliminazione dovuta a doppia falsa partenza (un evento non raro, ma unico) Rachele Barbieri non è stata poi in grado di difendere adeguatamente il suo titolo continentale nella corsa a punti, chiudendo con un 11° posto che non fa onore alla nostra tradizione e alla classe di questa ragazza modenese che quest’anno, oltre al titolo europeo nell’inseguimento a squadre, è giunta seconda nel campionato europeo strada (alle spalle dell’altra azzurra Quagliotto).

Così la formazione azzurra alla fine della giornata si è dovuta “accontentare” della medaglia di bronzo conquistata nella velocità olimpica da Elena Bissolati e Miriam Vece capaci di mettersi dietro le spalle una giornata che appariva “no” per i nostri colori, entrare nella finale per il 3_4 posto con il quarto tempo e superare, nella stessa, l’Australia, sovvertendo i pronostici. “Un grande risultato questa medaglia – commenta con soddisfazione Dino Salvoldi –. Ci siamo presentati ai mondiali con dignità in questa specialità, riuscendo a migliorare il tempo ed a confermarci, prima in ambito continentale poi anche a livello mondiale, in una specialità non è correlata alla strada. Questa medaglia è il risultato di due anni di lavoro con le azzurrine ed è veramente un gran bel segnale in chiave futura. Vorremmo infatti dare continuità al lavoro sino ad ora svolto in questa disciplina”.

In altra occasione lo stesso tecnico azzurro, parlando dei sacrifici di queste ragazze “veloci” ebbe a ricordare come le stesse si siano sottoposte, durante tutta la stagione invernale, a pesanti trasferimenti dalle rispettive case fino alla pista di Montichiari, tutti i mercoledì, riuscendo a conciliare questo con le loro attività scolastiche. Per Elena e Miriam il premio è arrivato nel giro di un mese, argento europeo e bronzo mondiale. Alla loro collezione, a questo punto, manca l’oro.

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