CiclismoMondiali pista juniores, l'Italia fa 13 ad Apeldoorn

Mondiali pista juniores, l’Italia fa 13 ad Apeldoorn

Mondiali pista juniores
Matilde Cenci

APELDOORN – L’Italia del ciclismo lascia i Mondiali pista juniores 2025 con un bottino sontuoso. Sei titoli, tre argenti e quattro bronzi significano tredici medaglie complessive e soprattutto il primo posto assoluto nel medagliere. Numeri che raccontano meglio di qualsiasi cronaca quanto il movimento giovanile azzurro sia cresciuto, fino a imporsi come riferimento internazionale.

Se il 2023 aveva già portato 11 medaglie e un terzo posto nel medagliere, ad Apeldoorn è arrivato un ulteriore salto di qualità. Matilde Cenci è stata la protagonista indiscussa: tre titoli iridati e un bronzo in quattro gare disputate. Ma il successo non porta una sola firma: dagli inseguitori ai velocisti, dal settore femminile a quello maschile, il contributo è arrivato in maniera equilibrata, segno di una filiera tecnica che produce risultati diffusi e non isolati.

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La crescita della velocità femminile, con un gruppo di ragazze mai così competitivo, è forse la novità più rilevante. L’inseguimento continua a rappresentare una certezza: quattro titoli mondiali consecutivi sono un record che nessun’altra nazione può vantare in questa categoria. A questo si aggiungono medaglie prestigiose in specialità tradizionali come il Km e la Madison.

Determinante il lavoro dei tecnici federali, che da anni operano con continuità e stabilità: un investimento sulla programmazione che, come ha sottolineato il presidente federale Cordiano Dagnoni, è tra i segreti della crescita azzurra. L’armonia all’interno della Nazionale, la coerenza dei progetti e il radicamento dell’attività di base hanno consentito agli atleti di esprimersi al meglio, arrivando ai Mondiali con una preparazione solida.

Un risultato del genere, costruito nonostante la disponibilità di un solo impianto coperto, rafforza l’appello della Federazione per nuove strutture dedicate. «Abbiamo dimostrato – ha detto Dagnoni – che il nostro movimento è in grado di produrre campioni a ripetizione. Ora servono ulteriori investimenti in impianti per permettere a sempre più giovani di crescere e allenarsi in sicurezza».

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Redazione
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