Sab, 7 Febbraio 2026
CiclismoMondiali pista, torna a sfrecciare il trenino azzurro

Mondiali pista, torna a sfrecciare il trenino azzurro

Mondiali pista 2025
Il podio dell’inseguimento femminile (foto FCI/SprintCyclingAgency)

Santiago del Cile (23 ottobre) – L’Italia torna regina dell’inseguimento a squadre femminile. Nel Velódromo Peñalolén di Santiago del Cile, il quartetto composto da Martina Fidanza, Martina Alzini, Chiara Consonni, Federica Venturelli e Vittoria Guazzini ha conquistato il titolo mondiale ai Campionati del Mondo di ciclismo su pista 2025, tre anni dopo la storica vittoria del 2022.

Una gara vibrante, mai scontata, che le azzurre hanno gestito con intelligenza, nonostante la forte concorrenza della Germania. Dopo aver fatto registrare il miglior tempo in qualifica, l’Italia ha affrontato e battuto l’Australia nel primo turno con 4:11.101, mentre le tedesche hanno impressionato con il miglior crono del torneo (4:09.059). Nella finale per l’oro, le azzurre sono partite in svantaggio, ma hanno rimontato nella parte centrale della prova e resistito nel finale, chiudendo in 4:09.569 contro i 4:09.951 della Germania. Bronzo per la Gran Bretagna.

È il secondo titolo iridato assoluto per l’Italia nell’inseguimento femminile, dopo quello del 2022 a Parigi. Lo scorso anno le “rocket girls” avevano conquistato il bronzo.

Le parole dei protagonisti

A guidare il gruppo azzurro a bordo pista c’era Marco Villa, che ha voluto dedicare la vittoria al collega Diego Bragato, rimasto in Italia per la nascita della figlia: «Voglio ringraziare Bragato, che è il tecnico di riferimento insieme al sottoscritto per questa specialità. Lavoriamo molto bene insieme, in piena sintonia. Oggi non era qui perché è appena diventato papà: questa vittoria è anche per lui, per sua moglie e per la loro bambina.»

Vittoria Guazzini non ha nascosto la sua emozione: «È stata un’emozione incredibile. Forse lì per lì, quando ero in pista, non me la sono goduta appieno perché ero veramente a tutta. Ma ci voleva, ci credevamo. Volevamo tantissimo questo risultato e, da un certo punto della stagione in poi, ci siamo messe lì con i nostri tecnici: abbiamo deciso insieme i giorni in cui trovarci, nessuna si è mai tirata indietro, l’abbiamo fatto tutte con tanta volontà. E oggi siamo qui a festeggiare.»

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Sul confronto con la Germania: «Sapevamo che erano forti. Il loro tempo ci ha sorpreso, ma fino a un certo punto. Ieri abbiamo avuto, direi non la fortuna ma la bravura, di ottenere il miglior tempo in qualifica, e questo ci ha permesso di gestire meglio il primo turno. Però anche lì siamo partite forte. In finale, poi, si corre davvero con il cuore. L’ultimo giro non so neanche io con cosa ho spinto: non mi era mai capitato di dare il cambio a metà pista e poi continuare fino all’arrivo. Questo dimostra l’unità e l’intesa che c’è fra di noi: basta uno sguardo, neanche serve capire la pedalata di quella davanti, per sapere come stiamo. Tutto questo rende la vittoria ancora più speciale.

La pista è il mio cuore. La strada ha il suo fascino e vorrei togliermi delle soddisfazioni anche lì, ma devo ringraziare la squadra perché non mi ha mai detto di no: sanno che la pista mi fa bene anche mentalmente. Speriamo di rifare un’intervista così anche dopo il Mondiale a cronometro.»

Federica Venturelli, alla prima esperienza in un quartetto mondiale, ha commentato con entusiasmo: «È fantastico! Non ero venuta qui con questa aspettativa, ma dentro di me un po’ ci speravo, perché sapevo di avere accanto un gruppo fantastico di ragazze, tutte forti, che in un certo senso mi hanno trascinata verso la vittoria. È un titolo di squadra e condividere questa maglia con loro è davvero speciale. Sono felicissima. La Germania in semifinale ha fatto un tempo bellissimo e sapevamo che sarebbe stata dura. Però siamo andate tutte molto forte, abbiamo fatto tutto in modo perfetto e alla fine è andata bene.»

Martina Fidanza ha sottolineato la preparazione e la compattezza del gruppo: «Abbiamo preparato tanto questa prova e ci tenevamo davvero tutte. Ieri, invece, nello scratch ero partita per la prima volta in tutta la mia carriera con la testa solo a non rischiare, e questo un po’ mi ha frenato. Però oggi ne è valsa decisamente la pena.»

Martina Alzini ha evidenziato la qualità complessiva del torneo: «Il secondo titolo sembrava forse più facile dopo il primo turno, ma secondo me è stato un torneo molto avvincente. Non sono io a dirlo: lo dicono i tempi. C’erano tre squadre nettamente superiori alle altre e ottenere il miglior tempo in qualifica ci ha dato una grande mano per il primo turno e poi per la finale. Chapeau alle nostre avversarie, che hanno fatto una semifinale e una finale degne di nota, fino all’ultimo decimo. Siamo un gruppo molto coeso: anche se cambiano le componenti, il risultato non cambia. Il bello di questa nazionale è che tutte siamo utili, ma nessuna è indispensabile. Può sembrare una frase triste, ma in realtà significa che ognuna di noi, quando è al massimo, è una parte fondamentale di questo gruppo.»

Chiara Consonni, inserita in finale dopo la delusione dell’eliminazione, ha commentato: «Sì, quella gara non è andata come volevo. Mi manca ancora un po’ di tattica nel correrla. Però sono contenta: ero davvero felice per le ragazze già mentre guardavo la finale. Portare a casa questa maglia insieme a loro è una grande soddisfazione. Dopo le Olimpiadi aggiungere anche questo Mondiale è una bella soddisfazione. La pista è sicuramente il mio terreno preferito, anche se quest’anno ci siamo concentrate molto sulla strada. Sapevamo che in questi Mondiali potevamo fare bene, ci siamo preparate tanto insieme negli ultimi due mesi e il lavoro ha pagato.»

Le parole del CT Marco Villa

«La Germania aveva fatto un tempo interessante nel primo turno. Non dimentichiamoci che a Tokyo erano campionesse olimpiche: hanno cambiato qualche elemento, ma la scuola si vede, e in due o tre anni il tecnico è riuscito a ricostruire un bel gruppo. Dalla qualifica al primo turno hanno fatto un ulteriore passo avanti, quindi sapevamo perfettamente contro chi correvamo. Non è che essere in finale con loro, invece che con l’Inghilterra, ci abbia sollevato: anzi, sapevamo che avevano battuto le britanniche.»

Poi un elogio alla nuova generazione: «Le nostre ragazze sono state bravissime. Abbiamo un gruppo giovane: l’inserimento di Venturelli, al suo primo quartetto, è stato importante. Ieri 4’09”, oggi 4’09” e titolo mondiale. È un innesto interessante, insieme a Guazzini, Fidanza, Alzini e Consonni, che sono giovani ma già esperte. A casa abbiamo anche Balsamo e Paternoster, quindi guardiamo con fiducia al futuro, alla qualifica olimpica e poi, naturalmente, alle Olimpiadi.»

E sul prosieguo dei Mondiali: «Mancano ancora alcune gare: tutte le nazioni stanno sperimentando, noi compresi. Domani correremo con Guazzini in una nuova specialità per lei, sacrificando forse l’inseguimento, ma poi ci sarà la Madison con Consonni — sono campionesse olimpiche — e Venturelli e Alzini nell’inseguimento individuale. Venturelli, già da juniores, ha mostrato grandi cose: detiene ancora il record del mondo della specialità. Poi la corsa a punti, dove ho iscritto Consonni e Venturelli: decideremo sabato chi correrà.»

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Redazione
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