Mondiali Rugby, Sud Africa Italia 49-3, uno schiaffo prevedibile e che fa male

L'Italia perde (male) contro il Sud Africa e conferma ancora una volta che è lontana anni luce dalle nazionali più forti.

Mondiali Rugby, Sud Africa Italia 49-3, uno schiaffo prevedibile e che fa male

Shizuoka (Giappone) – Nel terzo incontro del Girone B della Rugby World Cup il Sudafrica batte 49-3 l’Italia all’Ecopa Stadium di Shizuoka raggiungendo la squadra di O’Shea a quota 10 in classifica. La sconfitta era nella forza delle cose e le dichiarazioni degli azzurri alla fine, che addossano la colpa all’espulsione di Lovotti, dimostrano due cose:

  1. Siamo ancora afflitti dalla cultura dell’alibi. Il primo scoglio mentale che un grande allenatore come Julio Velasco si trovò a combattere quando arrivò in Italia per formare la Nazionale di Pallavolo più forte di sempre. La cultura dell’alibi è quel meccanismo per il quale, invece di capire effettivamente i motivi per cui si è perso, si fa risalire la sconfitta a contingenze particolari;
  2. ll rugby italiano è ancora distante anni luce dai migliori e, cosa ancora più tragica, dal tornare tra le prime 10 nazioni del ranking mondiale, posto dove abbiamo stazionato per anni attorno al 2000. Siamo al cospetto di un’involuzione preoccupante di gioco, mentre paesi come Argentina e Giappone stanno facendo tesoro delle opportunità che gli sono state concesse. Di solito a giocare con i più forti si cresce. Per l’Italia il Sei Nazioni non ha contribuito, almeno in questi anni, a trovare una maturazione. Il problema è interno. Il sistema delle Accademie è fallimentare. A Remedello si bruciano atleti su atleti. Mentre gli altri U20 giocano a Londra o Dublino, noi li portiamo a Remedello!

“Sono distrutto, per i ragazzi e per tutta la squadra – ha detto al termine O’Shea -. Il Sudafrica è stato più forte, massimo credito agli Springboks per la vittoria. Sapevamo che per vincere questa gara tutto sarebbe dovuto andare per il meglio per noi e sul 17-3, in avvio di ripresa, avremmo potuto porre loro qualche dubbio se avessimo segnato. Il cartellino rosso a Lovotti ha ucciso la partita. Non so cosa sia passato per la testa di Andrea in quel momento, ma so che è devastato per quanto è accaduto”.

“Abbiamo lavorato molto per questa partita e siamo entrati in campo con grande fiducia in quanto potevamo fare. I ragazzi hanno avuto un atteggiamento molto positivo, non hanno mai smesso di lottare ma il Sudafrica oggi è venuto a mostrare il proprio miglior rugby, hanno dimostrato una volta di più di essere una grande squadra. Peccato, con l’inferiorità numerica nella ripresa, non aver potuto dimostrare cosa potevamo fare veramente” ha proseguito O’Shea.

“Ci attendono ancora ottanta minuti contro la Nuova Zelanda, vogliamo onorare questa Coppa del Mondo sino alla fine: io credo in tutto quanto abbiamo costruito in questi anni e nella profondità che abbiamo costruito, nei cambiamenti che abbiamo fatto al sistema. Sono orgoglioso di questa squadra, del grande lavoro visto in queste settimane, ma la partita di stasera è un grande insegnamento per capire che ancora molto deve essere fatto per arrivare al livello di gioco contro cui ci siamo confrontati oggi” ha aggiunto il CT azzurro.

Anche il capitano della Nazionale, Sergio Parisse, ha indicato nel cartellino rosso il punto di svolta del match: “Andrea ha capito subito di aver commesso un grave errore, avevamo iniziato bene la ripresa e riducendo le distanze avremmo messo qualche dubbio al Sudafrica. Ciò detto, gli Springboks hanno fatto una grande gara. Mi dispiace per Lovotti, è ovviamente il più dispiaciuto di tutti, è terribile per lui e per la squadra quello che è successo ma imparerà da quello che è capitato oggi” ha detto Parisse.

“Sapevamo che c’era differenza tra questo Sudafrica e quello battuto a Firenze, sono due anni che gli Springboks giocano un grande rugby. Prima del cartellino rosso stavamo soffrendo molto sui loro drive, non siamo riusciti a fermarli in questa fase del gioco. In difesa siamo stati un po’ troppo alti in alcune situazioni, abbiamo permesso loro di muovere i palloni in avanzamento. Inoltre abbiamo concesso troppi falli che loro hanno sfruttato per avanzare con le maul dai nostri ventidue. Ora pensiamo alla Nuova Zelanda, sarà una gara ancora più impegnativa” ha concluso Parisse.

Sudafrica v Italia 49-3 (17-3)

Marcatori: p.t. 5’ m. Kolbe tr. Pollard (7-0); 9’ c.p. Allan (7-3); 12’ c.p. Pollard (12-3); 27’ m. Mbonambi tr. Pollard (17-3); s.t. 51’ c.p. Pollard (20-3); 53’ m. Kolbe (25-3); 58’ m. Am tr. Pollard (32-3); 68’ m. Mapimpi tr. Pollard (39-3); 76’ m. Snyman (44-3); 81’ m. Marx (49-3)

Sudafrica: Le Roux; Kolbe, Am (69’ Steyn), De Allende, Mapimpi (42’-53’ Steyn); Pollard, De Klerk (60’ Jantjies); Vermeulen (60’ Louw), Du Toit, Kolisi (cap.); De Jager (64’ Mostert), Etzebeth (53’ Snyman); Malherbe (45’ Koch), Mbonambi (50’ Marx), Mtawarira (45’ Kitshoff)

All. Erasmus

Italia: Minozzi; Benvenuti (69’ Canna), Morisi (56’ Zani), Hayward, Campagnaro; Allan, Tebaldi (59’ Braley); Parisse (cap) (59’ Negri), Polledri, Steyn; Budd (45’ Ruzza), Sisi (45’ Zanni); Ferrari (2’ Riccioni) (18’ Quaglio), Bigi, Lovotti.

All. O’Shea

Arb. Barnes (RFU)

Cartellini: al 43’ rosso a Lovotti (Italia)

Calciatori: Pollard (Sudafrica) 6/9; Allan (Italia) 1/1

Note: Campo in buone condizioni. Presenti 44.148 spettatori.

Punti conquistati in classifica: Sudafrica 5; Italia 0

Man of the match: Kolbe (Sudafrica)

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