Mondiali Tokyo Ginnastica Artistica: le dichiarazioni di Morandi dopo il quarto posto

“Già dall’inizio dell’esercizio non mi sono sentito leggero e a posto. D’altra parte avevo improntato la preparazione per la gara a squadre, sui sei attrezzi, per cercare di conquistare la qualificazione olimpica con i miei compagni. Una volta rimandato quel discorso a gennaio ho provato a giocarmela da solo e, d’accordo con lo staff tecnico (il DTN Fulvio Vailati e l’allenatore Maurizio Allievi), ho alzato di un decimo la nota di partenza, portandola a 6.80. Un rischio, che però ho corso volentieri per non tornare con il rammarico di non averci provato. Sono arrivato in fondo particolarmente stanco. Nella fase della candela, quando faccio l’ultimo movimento, la gran volta di dorso, non ne avevo più. E’ un movimento di slancio dopo la sequenza di forza, per le mie caratteristiche abbastanza complicato, e non avendo più braccia ho fatto una piegata sulla verticale, lasciandoci tre decimi buoni. Non so neanche come ho fatto a stoppare l’arrivo, non vedevo neppure il tappeto. L’importante è averci provato. Il rammarico è arrivare così vicini, non tanto alla medaglia, quanto a Londra, la mia terza olimpiade. Il livello è altissimo, ci sono stati tanti errori, con esercizi al limite e la tensione per la qualificazione. Ora dobbiamo andare a gennaio per cercare il pass con la squadra oppure l’ultimo posto disponibile con l’all-around. Di sicuro, nei prossimi mesi, abbasserò il punteggio di partenza dell’anello, perché non vale la pena andar lì con un solo attrezzo competitivo, cercando il più possibile la pulizia esecutiva. La dimostrazione è l’argento mondiale del brasiliano, il quale, pur partendo da 6.50 ha puntato tutto sull’esecuzione. Mi consola di aver onorato la tradizione italiana agli anelli. Siamo sempre lì a contendere il podio a ginnasti fortissimi, questo mi dà fiducia per andare avanti. Poi però pensi che queste occasioni potrebbero non tornare più, e ti secca buttarle via così. Lo scorso anno a Rotterdam sono finito sul terzo gradino, a Tokyo non ce l’ho fatta. Se avessi la bacchetta magica tornerei indietro per cercare di invertire i risultati. Mi consola sapere che nella Ginnastica con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Mi dispiace anche per l’Aeronautica Militare, volevo portare qualcosa alla caserma di Vigna di Valle, sarà per la prossima volta. Adesso non vedo l’ora di tornare a casa, da mia moglie e soprattutto da Gaia, mia figlia, nata un mese fa”. (com stampa)

 

Lascia un commento

La tua email non apparirà

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.