Mondiali MTB, Martina Berta una campionessa anche senza oro

La nuova campionessa del Mondo XCO Donne Juniores è la svedese Ida Jansson che "sfila" il titolo proprio a Martina Berta, grande anche nella sconfitta.

Mondiali MTB, Martina Berta una campionessa anche senza oro

Venerdì 1° luglio è stato il giorno del compleanno di Eva Lechner, la signora del ciclismo italiano. Tra titoli italiani (in tutte e le discipline), Coppe del Mondo e Mondiali, la bolzanina può a buon diritto festeggiare i suoi 31 anni come una tappa intermedia di una carriera ancora da in buona parte da scrivere. Magari già da domani, sabato 2 luglio, in occasione del Mondiale XCO Donne Elite in svolgimento a Nove Mesto Na Morane.

Ma venerdì è stato anche il giorno di Martina Berta, uno dei talenti più cristallini della nouvelle vague italiana. Fino a ieri lei, insieme a Filippo Ganna, erano gli unici due iridati del ciclismo italiano. Oggi si è sfilata la maglia iridata a favore della svedese Ida Jansson, pur restando sul podio, con una medaglia di bronzo bella perché priva di qualche recriminazione.

Infatti anche se il ranking UCI ci dice altro; anche se la maggior parte delle volte che le due si sono incontrate ha prevalso Martina, oggi la più forte era l’altra. Partita in testa, ha subito messo tra se e le avversarie una manciata di secondi che ne Martina nè l’altro talento Lisa Pasteiner (poi seconda) sono riuscite a colmare.

Oggi sono contenta. Non era facile riconfermarsi sul podio – ha detto la campionessa italiana in conferenza stampa -. Non ho nulla da recriminare. Quando la Jansson è partita non sono riuscita a tenergli la ruota. Poi ho provato a recuperare e nel secondo giro pensavo anche di riuscirci. Ma quando alla fine del terzo ho visto che invece di diminuire il vantaggio aumentava, ho preferito tenere la posizione.”

Martina è piemontese di nascita e valdostana di adozione “sono venuta ad abitare nella Valle da poco“. In mezzo a quei boschi che rappresentano l’ambiente naturale di questa disciplina e che fanno da contorno anche ai luoghi natii della signora del ciclismo italiano, ovvero quella Eva Lechner che ha preso con grande signorilità l’avvicendamento di ieri, proprio a favore di Martina Berta, nel Team Relay. Per essere campioni bisogna comportarsi da tali.

Anche per questo Martina, appena tagliato il traguardo, ha strappato la Jansson ai suoi tifosi, per fargli i complimenti e abbracciarla. Un gesto da numero uno: grande anche nella sconfitta. Intanto alle sue spalle arrivava anche Erika Tovo, 17enne al primo anno che nonostante cadute e forature trovava la forza per restare agganciata alle migliori e chiudere in 11° posizione.

Martina Berta in sala stampa era raggiante.

Dispiaciuta per il terzo posto? “Macché, sono veramente contenta. Era difficile ripersi. Salire sul podio è per me motivo d’orgoglio.”

Adesso che farai? “Adesso ho gli esami di maturità, Liceo Scientifico”.

Anche lì una gara in salita oppure è un po’ più agevole? “Diciamo che sono all’ultimo giro, mi manca lo sprint finale ed è tutto da giocare… a parte gli scherzi, adesso che ho messo alle spalle il mondiale mi posso preoccupare dello studio. Lunedì, come arrivo a casa, riprendo in mano i libri“. Campionessa anche in questo.

E’ difficile spiegare il motivo per il quale una quasi sicura medaglia d’oro, una volta trasformata in medaglia di bronzo, lascia comunque in bocca il sapore di una cosa bella. E’ una sensazione strana, forse perché spesso in Italia siamo abituati a guardare sempre il bicchiere mezzo vuoto o perché ci accompagna sempre la ricerca dell’alibi. Ma il sorriso sincero e coraggioso di questa piemontese-valdostana, che ha cominciato a correre a 5 anni, che ha vinto nella sua breve carriera tutto quello che c’era da vincere, che sta pensando alla maturità imminente e poi alle vacanze, ci riporta nel mondo ideale, quello che “dovrebbe essere”. In quella splendida dimensione ludico-fantastica che solo lo sport è in grado di regalare.

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