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Montagne da leggenda e olimpiche lassù al Ghisallo: il Museo riapre con una mostra

Cosa ci azzeccano i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali con il Museo del Ghisallo? La risposta è una sola: la cultura. Il sottotitolo potrebbe essere “spirito olimpico”. Di questo si vive da sempre al Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo, che si appresta ad affrontare la sua ventesima stagione con un’apertura in pieno stile olimpico. La mostra «Montagne da leggenda. Storie di campioni», in programma dal 28 febbraio al 5 aprile 2026, non è solo un’esposizione temporanea, ma una dichiarazione d’identità: raccontare lo sport come patrimonio culturale, intrecciando memoria, territorio e attualità.

Chi scrive e chi oggi comunica per il Museo del Ghisallo lo fa da oltre vent’anni, da quando Fiorenzo Magni, il Leone delle Fiandre, ebbe l’idea di questo luogo e chiamò a raccolta tutte le energie che riteneva utili alla causa, comprese quelle della scrivente. Un sogno che nel tempo ha preso forma e sostanza. Magni era allora, e lo è stato per tutta la vita, profondamente legato all’Associazione Nazionale Atleti Azzurri d’Italia, di cui fu grande presidente, associazione che oggi rappresenta gli Atleti Olimpici Azzurri. È anche grazie a questo filo continuo, e al lavoro di figure come Claudia Giordani e Donata Minorati, che la mostra del Museo, inserita nel programma culturale olimpico, ha ottenuto un prestigioso patrocinio, quello dell’ANOAI appunto. Nel segno di un legame affettivo anche con Fiorenzo Magni, un legame che non si interrompe mai.

Il valore della maglia azzurra, femminile e maschile, olimpica e non solo, è nel cuore del Museo del Ghisallo e di chi lavora ogni giorno per far resistere questa memoria, rendendola viva e condivisa. Dal 28 febbraio al 5 aprile 2026, il Museo inaugura dunque la nuova stagione – la numero 20 – con un percorso espositivo che mette in dialogo gli scenari del grande ciclismo con quelli degli sport invernali, accesi dall’edizione 2026 dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. La mostra è parte dell’Olimpiade Culturale, il programma ufficiale che accompagna i Giochi, e si inserisce nel palinsesto olimpico come progetto culturale a tutti gli effetti.

In cima al Passo del Ghisallo prende così forma uno slalom parallelo di emozioni fra atlete e atleti delle due ruote e degli sport invernali. Donne e uomini che hanno attraversato epoche diverse e cicli olimpici indimenticabili, lasciando sulle stesse vette tracce indelebili di imprese sportive. Stelvio, Mortirolo, Dolomiti di Cortina, Livigno, Predazzo. Luoghi dove allenarsi e dove vincere. Montagne oggi al centro dell’attenzione mondiale, che da oltre un secolo sono teatri naturali di epiche battaglie ciclistiche e di storiche vittorie sugli sci.

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La mostra apre la stagione museale 2026 nel pieno dello svolgimento dell’Olimpiade e Paralimpiade, intercettando il flusso turistico tra Milano e le sedi olimpiche alpine (almeno questo è l’intento) e proponendo un racconto trasversale che unisce sport, paesaggio e identità nazionale. Valori sportivi compresi.

Il percorso espositivo si costruisce attraverso accoppiate e poker simbolici che riportano alla memoria grandi stagioni di sport: Alfonsina Strada e Paula Wiesinger, Fausto Coppi e Zeno Colò, Francesco Moser e Gustav Thöni, Gianbattista Baronchelli e Paolo De Chiesa, Claudia Giordani e Maria Canins, Fabiana Luperini e Paola Magoni, Marco Pantani e Alberto Tomba, Paola Pezzo e Deborah Compagnoni. E ancora Paolo Savoldelli e Kristian Ghedina, Vincenzo Nibali e Dominik Paris, Elisa Balsamo e Sofia Goggia, Elisa Longo Borghini e Federica Brignone. Uno slalom parallelo fra discipline che riflette ori, argenti e bronzi e che ha reso epiche le montagne dell’immaginario sportivo italiano.

La mostra dedica inoltre una dedica speciale ad Antonella Bellutti, figura unica dello sport italiano e olimpico. Due ori consecutivi ai Giochi nel ciclismo su pista (Atlanta 96 e Sydney 2000), una partecipazione ai Giochi invernali nel bob a due a Salt Lake City come frenatrice con Gerda Weissensteiner (settime) e un percorso che da oltre 25 anni prosegue fuori gara come impegno civile e culturale con Assist, a difesa dei diritti e della parità di genere nello sport. Come ha raccontato alla Gazzetta dello Sport: «Volevo cambiare lo sport in Italia: ho capito che la vera sfida non è solo vincere, ma lavorare sulla base, sui diritti e sulle opportunità».

Durante il periodo dell’esposizione sono previste conferenze e visite guidate. Il Museo del Ghisallo, museo intagliato nella roccia e affacciato sulla Grigna, sul Passo del Ghisallo di Magreglio, continua così a essere un luogo vivo, capace di tenere insieme passato e presente, sport e cultura.

Il Museo è aperto ogni giorno dal 28 febbraio 2026, dalle ore 9.30 alle ore 17.30, con orario continuato. La mostra è ideata dal Museo del Ghisallo ed è curata da Carola Gentilini, direttrice del Museo. I testi godono del contributo di Max Cassani, autore di «Rialzati e cammina. Dieci storie di salvezza grazie alla montagna (e una playlist)», Monterosa Edizioni, 2025 di cui abbiamo scritto QUI.

Qui il link al PRESS KIT Montagne da Leggenda Museo del Ghisallo 2026: Comunicato e foto disponibili per la stampa. L’inaugurazione sabato 28 febbraio ore 11.

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Luciana Rota
Luciana Rota
Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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