Cambia il paese, ma José Mourinho è sempre lo stesso, per questo o si odia o si ama. Non esistono mezze misure. E’ ancora recente quanto accaduto in Turchia nel fine settimana. Mourinho è tornato al centro di polemiche per le sue dichiarazioni nei confronti del Galatasaray. In particolare, è stato accusato di razzismo dal Galatasaray per aver detto che “saltavano come scimmie” e di aver pronunciato “parole offensive del popolo turco”, a seguito del match contro il suo Fenerbahce.
In seguito a queste dichiarazioni, è stato squalificato per quattro giornate dalla Disciplinare della Federcalcio turca.
Il portoghese non l’ha presa bene e ha intrapreso un’azione legale contro il Galatasaray per danni morali, chiedendo un risarcimento di 50.000 euro.
Le dichiarazioni di Mourinho, spesso provocatorie e controverse, hanno contribuito a creare il suo personaggio iconico e a mantenere alta l’attenzione sul mondo del calcio. Di seguito una carrellata di posizioni assunte dall’allenatore in giro per il mondo.
Inizi della carriera e prime provocazioni:
“Per favore, non chiamatemi arrogante, ma sono campione d’Europa e penso di essere speciale”: questa frase, pronunciata durante la sua presentazione al Chelsea nel 2004, lo ha consacrato come “Special One” e ha dato il via a una serie di dichiarazioni memorabili.
Durante la sua permanenza all’Inter, le sue conferenze stampa erano spesso teatro di scontri verbali con giornalisti e altri allenatori, alimentando rivalità e polemiche.
Rivalità con il Barcellona di Guardiola
Durante il suo periodo al Real Madrid, ha spesso accusato il Barcellona di ricevere un trattamento di favore da parte degli arbitri e della UEFA. Ha insinuato che il club catalano avesse un’influenza politica eccessiva, che si traduceva in decisioni arbitrali a loro vantaggio.
In particolare, dopo la semifinale di Champions League del 2011, persa contro il Barcellona, Mourinho accusò l’UEFA di favorire il club catalano.
Accuse in Italia
Durante la sua permanenza alla Roma, ha espresso più volte il suo disappunto per la mancanza di supporto da parte della società e per le decisioni arbitrali, in particolare dopo la finale di Europa League persa contro il Siviglia.
Critiche agli arbitri
Episodio, quello della finale di Europa League, che sintetizza il rapporto con gli arbitri. Le sue dichiarazioni spesso accusatorie sono diventate un marchio di fabbrica della sua comunicazione.
Ha criticato gli arbitri in ogni campionato in cui ha allenato, accusandoli di errori, incompetenza e pregiudizi.
