Sab, 7 Febbraio 2026
TennisMusetti ai quarti AO: con Djokovic è il momento di diventare 'grande'

Musetti ai quarti AO: con Djokovic è il momento di diventare ‘grande’

Lorenzo Musetti

Lorenzo Musetti batte Taylor Fritz in tre set 6-2, 7-5, 6-4 e vola ai quarti degli Australian Open, dove incontrerà Novak Djokovic.
Ho servito bene e giocato aggressivo – ha detto alla fine del match – cercando di aprirmi il campo con il rovescio e variare i colpi. Il mio coach dice sempre di farlo e oggi ci sono riuscito.”

Il carrarino ha servito 13 aces e vinto l’80% dei punti al servizio. È partito bene, complice anche i problemi fisici di Fritz, costretto a chiedere l’intervento del fisio. Questo però non toglie nulla alla convincente prestazione dell’italiano, che supera l’americano per la prima volta sul cemento e si porta in vantaggio 4-3 negli scontri diretti.

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“Ho terminato troppo presto la stagione passata, in calo di condizione (anche se ha conquistato, per la prima volta, l’accesso alla Finals, ndr) – ha commentato – e pertanto ci tenevo a partire bene nel 2026. La finale di Hong Kong, il successo nel doppio con Sonego e adesso aver superato la prima settimana di questo slam mi stanno facendo vivere un sogno…”.

Il vero sogno, però, per Lorenzo Musetti sarà quello che dovrà costruirsi nei prossimi incontri. Domani o dopo domani (orario da definire) scenderà nuovamente in campo per allungare la striscia e arrivare in semifinale. Si troverà di fronte, però, un osso duro, il 10 volte campione degli AO Nole Djokovic, che è approdato ai quarti senza giocare, complice l’infortunio di Mensik. Per Musetti è l’occasione di fare i conti con il passato del tennis e, soprattutto, con la sua nuova dimensione. A 23 anni, con una condizione ottimale e nel pieno rigoglio fisico (la maratona ai sedicesimi con Machac non sembra aver lasciato scorie), con un braccio che pochi hanno nel circuito, è arrivato il momento per il carrarino di prendersi quello che è nel suo potenziale. Non può tremare davanti a un Djokovic che, per quanto resti forte ed esperto, ha 38 anni e sembra patire le ingiurie del tempo con il passare degli anni e l’avanzare nei tornei.

Siamo certi, per chiarire il concetto, che se la condizione mentale non contasse nel tennis (ma conta), Musetti da tempo avrebbe già battuto Djokovic e non in modo sporadico come accaduto nell’unica volta che l’ha fatto (bilancio tra i due di 9 a 1 a favore del serbo). Ci viene in mente, in particolare, la partita ai Roland Garros dello scorso anno, persa al quinto con un Nole apparentemente out per stanchezza. L’essenza dello scontro tra i due sarà proprio quanto durerà il confronto. Qualora Muso riuscisse a portare a casa uno (o magari due) set, l’allungamento del match dovrebbe essere mortifero per il serbo.

Crediamo, però, che la dimensione di campione di Musetti si concretizzerebbe veramente solo nel caso che il carrarino riesca in quello che forse molti in Italia non si augurano. Ovvero arrivare in finale e vincere gli Open. Significherebbe, se tutto andasse come il seeding recita, che dopo essersi sbarazzato di Nole Musetti non si limiterebbe a capitalizzare l’impresa, ma troverebbe la forza di superare anche l’ostacolo successivo, uno tra Sinner, Shelton o Ruud. In questo scenario, l’eventuale incrocio con Sinner assumerebbe un peso psicologico particolare, considerando che Lorenzo non è mai riuscito a batterlo. Un discorso analogo varrebbe per una possibile finale con Alcaraz, ipotesi tutt’altro che remota.

Insomma per capirci, se Musetti vuole veramente dare un senso al grande talento tennistico di cui è in possesso è arrivato il momento di non aver paura di nessuno e vincere contro chiunque: Djokovic, Sinner e Alcaraz sono tre montagne diversamente alte ma non troppo da scalare per un braccio come quello del carrarino. Deve solo esserne convinto

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Redazione
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