
Con l’inizio della stagione sul cemento nordamericano e l’avvicinarsi dell’ultimo Slam dell’anno, si cominciano a fare i conti in vista delle Nitto ATP Finals di Torino. Jannik Sinner, attuale n.1 del mondo, sembra già certo di un posto, ma l’Italia potrebbe avere anche un secondo rappresentante: Lorenzo Musetti.
Il 22enne toscano ha raggiunto per la prima volta in carriera la Top 10 del ranking ATP grazie a un rendimento eccezionale sulla terra battuta, culminato con la semifinale al Roland Garros e tre ottimi risultati nei Masters 1000 di Monte-Carlo, Madrid e Roma, dove ha raccolto anche una finale. Proprio questi risultati gli permettono oggi di occupare la sesta posizione nella Race to Turin, la classifica che determina gli otto qualificati alle Finals.
“Torino è sicuramente il mio obiettivo più grande”, ha dichiarato Musetti ad ATPTour.com. “Ma non voglio mettermi troppa pressione. Ci sono ancora tanti punti in palio e il tour nordamericano è pieno di occasioni, con due Masters 1000 e lo US Open.”
Finora Musetti ha costruito la sua candidatura grazie a un impressionante 19-4 sulla terra, ma per difendere il piazzamento dovrà migliorare il proprio rendimento sul cemento, dove il bilancio stagionale è ancora modesto (6 vittorie e 5 sconfitte). Dopo un rientro complicato a Wimbledon, condizionato da un virus che lo ha debilitato e gli ha fatto perdere tre chili alla vigilia del match perso contro Basilashvili, l’azzurro ha inaugurato la stagione americana con una sconfitta a Washington contro Cameron Norrie. A Toronto arriverà con una striscia negativa di tre sconfitte consecutive, l’ultima vittoria risale alla semifinale del Roland Garros.
La sfida principale per Musetti sarà adattare il suo stile elegante e vario alle superfici più veloci, dove la velocità della palla mette sotto pressione il suo rovescio a una mano: “Sulla terra hai più tempo per difenderti e recuperare la posizione. Sul cemento o sull’erba tutto avviene più in fretta. Bisogna essere più rapidi, specialmente in risposta.”
Al suo fianco c’è sempre Simone Tartarini, l’allenatore che lo segue fin dall’età di otto anni e che lo ha accompagnato fino al numero 6 del ranking mondiale raggiunto a giugno: “Cresciamo insieme, non solo nel tennis ma anche come persone. Il nostro rapporto si è rafforzato anno dopo anno”, ha raccontato il giocatore di Carrara.
Musetti fa parte di una generazione d’oro del tennis italiano, che oggi può contare su sette atleti nei primi 50 del ranking ATP. Un risultato frutto, secondo lo stesso Musetti, dei forti investimenti fatti in questi anni: “La federazione ha creato tante opportunità: Futures, Challenger, tornei ATP, un Masters 1000 a Roma e le ATP Finals. Sono risorse fondamentali per aiutare i giovani a diventare professionisti, e oggi stiamo vedendo i risultati.”
Il sogno di un duetto tutto italiano sul palcoscenico delle Finals, con Sinner e Musetti protagonisti a Torino, è ancora tutto da costruire. Ma i presupposti ci sono. E le prossime settimane sul cemento diranno se Lorenzo potrà davvero coronare questo traguardo.
