Napolitano, Rossi, Beretta: il Tiro a Volo e una polemica da evitare

Napolitano, Rossi, Beretta: il Tiro a Volo e una polemica da evitare

Leggiamo con un po’ di stupore la polemica tutta italiana (di una parte dell’Italia che non ci piace), che ha coinvolto il presidente della Federazione italiana Tiro a volo Luciano Rossi e, involontariamente, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Lo stupore nasce dalle parole a nostro avviso fuori posto di Luciano Rossi.
Siamo consapevoli che ognuno difende il proprio sport, e sicuramente chi ha redatto la nota di complimenti inviata dal Presidente Napolitano a Malagò avrebbe dovuto mostrare maggiore attenzione e sensibilità sportiva. Magari gli bastava leggere Sport24h.it, che ha trattato con adeguata copertura le notizie provenienti dall’efficiente ufficio stampa della Federazione.
Ma risentirsi come ha fatto il presidente Rossi, con le parole che ha usato, ci appare quanto meno fuori posto.
Una delle cose che ci ha fatto meno piacere leggere, dopo i successi della Rossi e della Cainero, sono state le pagine pubblicitarie acquistate dalla Beretta su diversi giornali, per salutare quei successi. La famosa casa di produzione di armi esporta in tutto il mondo non certo e non solo (ahinoi!) per l’attività sportiva. Il deputato PDL (a proposito, quand’è che si comincerà a parlare di conflitto di interessi anche per le cariche sportive?), compagno di partito di quel presidente Aracu condannato ed ancora al suo posto (ma non c’è una legge del CONI che lo costringe alle dimissione… e già si inizia a parlare di condanne definitive per l’incompatibilità), ha parlato del tiro a volo come di sport portatore di valori e orgoglio del prodotto italiano. Vorremmo capire quali.
A memoria ricordiamo solo una presa di posizione, personale, di alcuni tiratori nei confronti dei parà imprigionati in India. Parà, detto per inciso, che hanno ucciso (volontariamente o per errore, lo stabilirà la magistratura indiana) pescatori innocenti e che vorrebbero essere processati in Italia come un qualsiasi Lozano americano.
A questo punto ci permettiamo di suggerire a Rossi e alla sua Federazione, invece, di sposare campagne sociali molto più di impatto, come hanno fatto altre federazioni in occasioni di temi caldi quali la lotta al doping, scommesse, femminicidio, omofobia, integrazione razziale, stili di vita sani, ecc..
E se la fantasia (e il potente sponsor) del presidente Rossi non arriva, consigliamo una bella campagna contro il proliferare delle armi in quei paesi (USA in testa) che vivono questo problema come un’emergenza sociale, non riconosciuta come tale solo dalla potente lobby delle armi, oppure qualche parola contro le mine che mutilano ogni giorno bambini in zone di guerra, o contro gli F35 che costano quanto due manovre finanziarie.
Allo sport non è chiesto tanto (anche se ci sono stati campioni capaci di andare oltre), basterebbe, magari, non esibire le armi come compagno fedele o, perché no, contenere le esuberanze “comunicative” di uno sponsor che di lutti nel mondo, direttamente o indirettamente, ne ha provocati. Soprattutto basterebbe sorvolare con stile su una svista del Presidente della Repubblica ed evitare di parlare di “know how e materiali che ci rendono leader nel mondo”. (au)

di seguito il comunicato stampa
COMUNICATO STAMPA – ”Sono molto amareggiato perché un Presidente della Repubblica sempre molto attento ai valori italiani che primeggiano nel mondo si sia dimenticato del tiro a volo, l’unica disciplina azzurra che è prima in assoluto nel medagliere olimpico e mondiale”.
Il messaggio di congratulazioni che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato a quello del Coni, Giovanni Malagò, per congratularsi degli ottimi raccolti in queste settimane dalle atlete azzurre, ha destato amarezza e provocato la reazione di Luciano Rossi, deputato del Pdl e soprattutto presidente della Fitav, la federazione italiana del tiro a volo e vicepresidente di quella mondiale.
Le azzurre di questo sport hanno fatto man bassa di medaglie d’oro agli Europei di Suhl, in Germania, conclusisi da pochi giorni, imponendosi con l’olimpionica Jessica Rossi nella Fossa e con la friulana Chiara Cainero, che ha gareggiato incinta di 5 mesi, nello Skeet. La Cainero, assieme alle compagne Spada e Bacosi, ha conquistato l’oro anche nella gara a squadre. Il fatto quindi che Napolitano si sia dimenticato di citare le tiratrici non poteva, secondo Luciano Rossi, passare sotto silenzio.
”Nel tiro a volo – dice ancora Rossi – l’Italia primeggia non solo a livello di risultati agonistici, ma anche nell’uso dei materiali e nel know-how. Quindi se c’è uno sport che rappresenta a 360 gradi il nostro paese, e che gli fa fare bella figura, è sicuramente il tiro a volo. Probabilmente chi ha informato il Presidente Napolitano ha dimenticato che Jessica Rossi, oltre a vincere l’oro olimpico un anno fa a Londra, ha vinto nei giorni scorsi anche quello europeo a Suhl. E lo stesso ha fatto Chiara Cainero, che ha gareggiato pur essendo in stato interessante, al quinto mese”.
”La nostra stima per il Presidente – conclude l’on. Rossi – non viene meno per questa dimenticanza, e lo invitiamo il 25 agosto a Todi, dove ci sarà il Memorial Ferdinando Rossi che è una gara internazionale, qualora voglia conoscere da vicino il nostro sport e i suoi valori. Per noi sarebbe un grande onore”.

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